DONNARUMMA S.V.: la sua gara dura appena un minuto: estromesso dalla contesa dopo aver subito lo scomposto e inutile intervento di Golemic. 3′ BRANCOLINI 6: per lungo tempo poco impegnato, solo nel finale deve intervenire su un tiro potente e centrale di Marras. Addirittura calcia in porta, nell’extra time, sugli sviluppi di una palla inattiva.
MATINO 5: sulla sponda aerea di Crespi, anche lui, con Golemic, non riesce a neutralizzare la giocata della punta bresciana e resta fuori posizione, scala Anastasio che completa l’opera nella fallita sinergia difensiva che facilita il gol degli uomini di Corini. Per il resto della prima frazione, il Brescia prova ad incidere solo di rimessa, sul fronte opposto al suo, senza creare particolari grattacapi. Lui cerca di affacciarsi nella metà campo avversaria, ma non ha la qualità necessaria per diventare un fattore. 46′ BERRA 6,5: subito protagonista, crossando un interessante pallone per la testa di Inglese che va vicino al gol, poi mettendo il corpo per arrestare il tiro di Crespi dai diciotto metri. Provvidenziale anche un tackle che arresta sul nascere la ripartenza innescata da Fogliata. Spinge con continuità a destra, allontana un altro pericolo bresciano deviando di testa il pallone in angolo.
GOLEMIC 5: dopo i disastri della gara di andata, comincia il ritorno facendosi sovrastare di testa da Crespi, ostacolando e togliendo dai giochi Donnarumma con un intervento inutile e scomposto. Il tutto condito dal gol a porta quasi vuota realizzato dal centravanti. Non ha il passo, la reattività, la freschezza per contrastare Crespi, che è un lupo famelico ed ha spesso la meglio. Prova a riprendersi con i tentativi di imbucare i compagni tra le linee bresciane, ma difetta in precisione. Nella seconda parte della prima frazione, pur non creando molto, è la Salernitana a fare la gara ed il Brescia a ripartire di rimessa. In questa fase, ha minori difficoltà nel controllo dell’ex irpino. Più autoritario ed energico nei secondi quarantacinque minuti, ma l’errore iniziale è grave e pregiudica la gestione complessiva del match.
ANASTASIO 4,5: come il compagno di reparto, prosegue la pessima prestazione esibita nella gara di andata cincischiando invece di spazzare il pallone. Perde la sfera e il Brescia ne approfitta per creare dal nulla il gol del vantaggio. Maturato lo svantaggio, si sgancia spesso per dare una mano in fase offensiva. Su una di queste sortite, calcia dai ventidue metri e impegna discretamente Gori che respinge a fatica il pallone, sul quale si avventa Lescano che non riesce tramutarlo in gol. L’interpretazione in fase attiva a volte è un po’ troppo audace, il Brescia riparte un paio di volte nella sua zona rimasta sguarnita ma non ne approfitta fino in fondo. Nel secondo tempo è la Salernitana a fare la partita, i locali agiscono in contropiede e vanno a cercare con discreto profitto spazi nella sua zona. Viene meno anche nel consueto contributo qualitativo in fase di possesso.
LONGOBARDI 5: primo tempo assolutamente sterile, tra finte che non attivano compagni e cross poco precisi. Degno di nota è, invece, il tackle che impedisce al pallone calciato da Lamesta di arrivare pericolosamente nello specchio della porta difesa da Brancolini. Priva di verve e incisività anche la seconda parte del match. 85′ FERRARI S.V.
TASCONE 5,5: corre, detta il passaggio, si assume la responsabilità di gestire i tempi di gioco, ma il tutto avviene in maniera scolastica e le sue traiettorie non sempre sono precise. Non evade da una sostanziale ordinarietà anche nella ripresa, nel corso della quale opera un paio di utili ripiegamenti difensivi che arrestano i tentativi di ripartenza dei padroni di casa.
DE BOER 5,5: ad esser lucido è lucido, porta palloni in avanti, qualcuno lo serve nei tempi giusti, ma gli attaccanti sono troppo statici e offrono facili riferimenti ai difensori locali. Nel secondo tempo continua a riversare generosità sul terreno di gioco, ma la stanchezza e la diminuita lucidità appaiono sempre più evidenti.
VILLA 5: anche per lui, ad inizio match, si materializzano le abituali incertezze difensive. Non riesce a leggere preventivamente il potenziale pericolo sull’azione del gol, limite notevole per un difensore, ed arriva a contrastare troppo mollemente il tocco sotto misura di Crespi. Generosi, invece, sono i tentativi di portare qualche turbativa offensiva sull’out sinistro, ma riesce a tirare fuori dal cilindro solo un paio di corner guadagnati. Ripresa caotica e imprecisa, si propone con costanza ma sbaglia diverse rifiniture decisamente alla portata.
FERRARIS 5: troppo impegnativo il ruolo di uomo fantasia a tutto campo. Si muove tanto, la grinta è quella giusta, ma nel primo tempo non ne indovina una. Poco da segnalare anche nei diciassette minuti giocati nel secondo tempo. 62′ ACHIK 5,5: recupera qualche pallone in fase difensiva e riparte, sempre insidioso sui calci piazzati, ma ci vorrebbe un supplemento di estro e imprevedibilità per creare grattacapi veri all’arcigna retroguardia di casa.
LESCANO 4,5: pessimo primo tempo, trascorso tra anticipi subiti dai difensori, suggerimenti sballati, un paio di off side e un gol discretamente divorato. Niente da rilevare anche nel secondo tempo. 62′ MOLINA 4,5: trentacinque minuti di nulla assoluto.
INGLESE 6: dei tre riferimenti offensivi è sicuramente il più pulito tecnicamente nel primo tempo. Addomestica qualche pallone, tornando anche indietro ad aiutare la squadra nella prima costruzione. Un paio di spunti potenzialmente pericolosi sono figli di sue iniziative personali. Nulla di particolarmente rilevante, ma è dentro la partita. Ad inizio ripresa, raccoglie di testa un ottimo traversone di Berra e impegna severamente Gori. Con il trascorrere dei minuti perde freschezza e lucidità, lotta ancora ma null’altro di significativo riesce a produrre.
ALL.COSMI 4: nella partita decisiva della stagione, ti attendi un’intuizione che renda meno scontata la fase difensiva del Brescia. Ti aspetti una gara più paziente, con una difesa composta prevalentemente da difensori di ruolo, per rischiare poco e cogliere il momento propizio per colpire. Ti attendi magari anche una difesa a quattro, perché tre difensori centrali per controllare un’unica punta ti sottraggono palleggio, spunto e densità in mezzo al campo. Ed invece ripropone, per la sesta volta in diciassette giorni, i nove/dieci undicesimi che sembrano sempre più stremati sul piano fisico e mentale. Togliendo, di fatto, al resto dell’organico la possibilità di essere coinvolto e di dare convintamente un contributo. Abbiamo visto un demoralizzante ‘vorrei ma non posso’, contro un avversario organizzato ma ampiamente alla portata. Cervellotica l’ennesima esclusione di Berra, al limite dell’astrazione calcistica l’ingresso di Molina al posto di Ferrari.








