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Una Salernitana balneare perde senza attenuanti a Crotone

Sette punti in tre partite, invece di stimolare la squadra a tirar fuori un rabbioso approccio al match, teso a ridurre ulteriormente le distanze dalle compagini di vertice, sono serviti a presentare una versione da spiaggia sul terreno di gioco dello 'Scida'. Sono queste le gare che permettono di misurare la tenuta mentale, carismatica e temperamentale del gruppo. Fallire miseramente l'obiettivo, come è accaduto oggi, è motivo di grande preoccupazione.

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GALEOTTI 6: nulla può sulle conclusioni imparabili di Musso e Zunno. Rischia ancora qualcosa nella ripresa, ma non deve mai intervenire.

LLANO 4,5: la fase difensiva resta un suo punto debole, lo si evince anche dalla dormita in marcatura su Musso in occasione del gol del vantaggio pitagorico. Non ne indovina una, sbagliando quando si propone in avanti e lasciando ancora una volta indisturbato Zunno nell’azione del raddoppio rossobù. Si riscatta parzialmente con il cross che crea problemi alla difesa locale e viene capitalizzato da Villa. Con un tackle prova ad arrestare una ripartenza avversaria, ma l’intervento è fuori tempo e alle sue spalle si apre un’altra voragine. Altra buona iniziativa nel recupero della prima frazione, quando parte dai suoi sedici metri e arriva nei pressi dell’area calabrese dopo aver superato tre avversari. Continua a spingere pure nella ripresa, con costanza e generosità, ma le sue rifiniture non riescono mai a superare la barriera avversaria. Troppo penalizzanti le due dormite sui gol di Musso e Zunno. Mezzo voto in più per la generosità infruttuosa in fase di spinta.

CELIENTO 5: presidio dei sedici metri e coperture preventive decisamente rivedibili. La linea resta schiacciata e passiva anche per larghi tratti del resto di gara, nonostante la superiorità numerica.

PIRACCINI 5: ha il dinamismo per essere più aggressivo sui riferimenti e a tratti lo mostra, ma il più delle volte si adegua ad una linea difensiva che, sotto pressione, tende ad abbassarsi troppo. Nella ripresa, anche in un paio di tentativi di anticipare l’avversario è poco pulito e non arresta sul nascere l’azione offensiva rivale.

ANASTASIO 5: gioca a sinistra, cerca inizialmente di essere aggressivo su Zunno, ma va in difficoltà quando la catena di destra del Crotone spinge e quella granata è slegata e poco aggressiva. Scarsamente incisivo nei rari momenti in cui si sgancia sull’out mancino. 46′ DJAMANCA 5: lotta su ogni pallone, si rende protagonista anche di un paio di interventi utili in fase difensiva, ma quasi mai nell’uno contro uno riesce a superare il diretto avversario, né tira fuori dal cilindro la giocata estrosa che servirebbe ad una squadra lenta, piatta e scontata nella sua manovra offensiva.

ACHIK 4,5: quarantacinque minuti di fuffa autentica, da salvare solo il filtrante che ha portato Llano al cross, sullo sviluppo de quale nasce il gol di Villa. Nella ripresa, la fuffa raddoppia la sua crescita ed è irritante. 74′ LESCANO 5: è vero che di cross puliti ne arrivano pochi, ma sugli stessi giganteggiano costantemente i difensori di Greco.

TASCONE 5: inizio complesso, sia nella gestione del pallone, sia nella lettura dei movimenti di Crapisto e della fascia destra crotonese. Dopo l’espulsione di Marelli, la sua gara diventa meno complicata, ma interpreta il ruolo in maniera ordinaria e senza metterci la necessaria intensità. Nel secondo tempo, in virtù della superiorità numerica, dovrebbe azzannare gli avversari e invitare i compagni a fare lo stesso, ma la squadra resta incredibilmente schiacciata e la manovra, stucchevole, lenta e prevedibile, non riesce a creare nulla di significativo in circa settanta minuti contrassegnati da un indubbio vantaggio. 87 CARDONI S.V.

VITALE 4,5: la gara degli avversari è intensa e dinamica nelle fasi iniziali, lui sembra non accorgersene e gioca sulle punte sbagliando anche un paio di facili passaggi. Anche quando riesce a realizzare uno spunto interessante, smarrisce per eccesso di lentezza il pallone, commettendo fallo e rischiando il doppio giallo. Tra un passaggio scolastico e l’altro, tenta un inutile tiro dai trentacinque metri che fa il solletico al portiere di casa. 46′ GYABUAA 5: parte male perdendo banalmente un pallone, ma subito dopo ne sradica un paio dai piedi avversari, prima di perderne ancora un altro. Anche lui non riesce a fornire ritmo e idee e ce ne sarebbe un gran bisogno.

VILLA 6: la fase difensiva, in avvio di gara, è poco attenta, con la catena di destra del Crotone che crea non pochi problemi. Trova, però, il gol che riapre il match andando a riempire i sedici metri avversari. In avvio di ripresa viene schierato da terzino sinistro, ma l’interpretazione, nonostante la superiorità numerica, è molto passiva ed il Crotone trova sovente agibilità sulla fascia destra. Nel disperato e inconcludente assalto finale della squadra, gli capita sul destro un buon pallone, ma calcia malissimo e non trova lo specchio della porta. Sufficienza per aver siglato il gol della speranza.

D’URSI 5,5: è l’unico dei suoi ad interpretare bene l’avvio di gara, sia dal punto di vista temperamentale, sia creando problemi agli avversari verticalizzando nei tempi giusti. Proprio su una verticalizzazione sorprende la retroguardia calabrese e costringe Marelli a subire l’espulsione per fallo da ultimo uomo. Curiosamente, dopo l’espulsione, la sua prestazione fa fatica ad esibire spunti degni di nota, anche perché la squadra produce una manovra fin troppo ruminata e scontata ed il Crotone fa blocco basso.

LA GUMINA 4,5: gioca l’intera gara, ma lo si vede solo in occasione di un paio di semplici palloni da ripulire e, nel finale, quando un suo tiro viene neutralizzato dal busto di un avversario.

ALL.COSMI 4: partita fallita sotto tutti gli aspetti. Scarsa conoscenza dei punti di forza dell’avversario, approccio da partitella balneare, squadra compassata, prevedibile, schiacciata, spesso sovrastata sul piano dinamico e temperamentale dai vivaci ragazzi di mister Greco. Anche la superiorità numerica, goduta per circa settanta minuti, non è bastata a creare una sola nitida occasione per i suoi uomini. Senza avere un autentico ariete nei sedici metri avversari, la squadra ha continuato ad esibire uno stucchevole e prevedibilissimo giro palla alla ricerca del cross esterno, senza mai impensierire il portiere avversario. Prestazione orribile e senza attenuanti. Altrettanto evidente la necessità di assegnare mansioni diverse ad alcuni calciatori, che fanno fatica ad eseguire determinate funzioni. Non si capisce, infine, perché alcuni elementi della panchina non vengono presi minimamente in considerazione, mentre altri troppo poco spazio trovano.

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