GALEOTTI 5: nel primo tempo il Savoia si affaccia spesso dalle sue parti, lui gestisce bene l’ordinaria amministrazione e si supera sulla conclusione angolata di Martina. Buono, ad inizio ripresa, anche il tempismo esibito in un’uscita bassa. Una buona partita, rovinata dall’ennesima presa a saponetta, su un traversone innocuo, che regala il gol del vantaggio al Savoia.
LLANO 6: spinge tanto nella prima parte del match, molte sono le sovrapposizioni ma i traversoni mancano di precisione. Troppo arrembante, anche quando dovrebbe temporeggiare prima di decidere se accompagnare o meno l’azione offensiva. In un paio di circostanze, Martina affonda a sinistra e si rende molto pericoloso, chiamando Galeotti a una parata tutt’altro che agevole. Riscatta un primo tempo sostanzialmente caotico con una perfetta diagonale che impedisce al Savoia di realizzare un gol certo. Nelle battute finali della prima frazione, si libera di un avversario e calcia in porta ma trova pronto il portiere savoiardo. Polivalente e generoso anche nei secondi quarantacinque minuti, quando termina il match da centrocampista. Corre tanto, lotta come un leone, va a riempire l’area ma calcia fuori dallo specchio della porta un pallone che doveva essere trasformato in gol. Per volume di gara e dedizione, però, merita una sufficienza piena.
HEINZ 6: si lascia sorprendere troppo ingenuamente dalla verticalizzazione alle sue spalle di Nepi che colpisce il palo. Tempestivo, invece il tackle che neutralizza il tiro di Alfieri dai diciotto metri. Ancora lesto nella lettura in tackle che impedisce a Tumbarello di penetrare nei sedici metri granata. Secondo tempo energico e attento, poi termina la benzina e si accomoda in panchina. 67’CAPUANO 6: il Savoia quando riparte crea sempre grattacapi, anche perché il centrocampo fatica ad assicurare il necessario filtro, però con il mestiere riesce a reggere nella mezzora che lo vede in campo.
CELIENTO 5,5: un po’ troppo distante da Heinz sulla verticalizzazione che porta Nepi a colpire il palo. Sulle incursioni di LLano e quando la squadra porta più uomini in fase offensiva, dovrebbe lavorare meglio con le preventive ed accorciare, invece tende a restare basso e ciò consente al Savoia di trovare campo e distendersi. Anche nella ripresa la sinergia difesa-centrocampo funziona poco e troppi sono gli spazi concessi agli ospiti. Per lui qualche errore di troppo anche in fase di impostazione e di appoggio alla fase attiva.
ANASTASIO 5: perde subito un pallone in disimpegno e scatena un’azione di rimessa del Savoia che non si concretizza. Poco dopo un altro superficiale temporeggiamento favorisce la seconda azione di rimessa degli ospiti. Quando appoggia la manovra offensiva va sicuramente un po’ meglio, mentre il presidio difensivo della corsia mancina resta deficitario. 46′ CARDONI 6: entra in campo per garantire la doppia fase, alterna sprazzi di qualità, vedi l’assist servito a Tascone e qualche incursione palla al piede, ma anche qualche movimento macchinoso e passaggi non sempre puliti.
ACHIK 5,5: un paio di tentativi di affondo sulla fascia destra che fruttano altrettanti corner. Servito a sinistra da Vitale, fornisce un buon pallone a Lescano che si lascia anticipare da Noce. Ma la sua prima frazione di gioco è caratterizzata anche da qualche giocata troppo velleitaria e un po’ di leggerezza nella difesa della sfera sull’aggressività dei difensori rivali. Trend che mantiene anche in avvio di ripresa, con un pallone discreto crossato in area ancora per Lescano ma anche qualche fumosità tecnica di troppo. 57′ LONGOBARDI 6: interpretazione iniziale del ruolo sostanzialmente passiva, troppo leggero anche nell’opporsi al cross che vale il vantaggio ospite. Nel finale ha il merito di guadagnare il rigore che evita la sconfitta alla Salernitana.
TASCONE 5: la volontà non manca, la chiarezza di idee quasi sempre. Appoggia spesso la fase offensiva ma è troppo frenetico e diventa controproducente quando la cattiva gestione del pallone fa ripartire gli avversari che non trovano quasi mai interdizione in mediana. Voragine tra difesa e centrocampo che resta ancora spalancata nella ripresa, con il Savoia che si materializza spesso tra le linee con i suoi centrocampisti. Potrebbe riscattare la sua prestazione negativa trovando il diagonale vincente sull’assist di Cardoni, ma il tiro fa terminare il pallone lontano dalla porta oplontina. 82′ BEVILACQUA S.V.
VITALE 5,5: il calcio aggressivo che vorrebbe fare Di Bari non rientra nelle sue corde, se non a sprazzi. Come Tascone fa fatica a garantire la doppia fase, ma è leggermente più lucido del partner in fase offensiva, sfiorando il gol con un tiro dai venti metri che vede il pallone terminare di poco lontano del palo. Discreto anche il filtrante servito nel corridoio ad Achik che trova in area un Lescano ammansito dal tackle di Noce. Ma anche per lui tante difficoltà a garantire il necessario filtro in mezzo al campo 67′ GYABUAA 5,5: in fase di possesso si limita a svolgere il compitino, in fase passiva non migliora più di tanto la solidità tattica di una squadra che continua a subire imbucate tra le linee. Rischia anche più del giallo con un tackle a gamba tesa.
VILLA 5: nella pianificazione tattica della gara rappresenta la carta a sorpresa di Di Bari, che gli ritaglia una sorta di ruolo da sottopunta quando la squadra è in possesso palla. Nei primi minuti la mossa disorienta il Savoia, con la Salernitana che trova sovente superiorità numerica sulla corsia destra e possibilità di arrivare facilmente al cross. Quando il furore granata si placa, ben presto per evidenti limiti atletici, la sua interpretazione diventa sostanzialmente difensiva e palesa gli abituali limiti. Come testimonia il rinvio svirgolato che avvia l’azione del vantaggio savoiardo e la fragile protezione che fornisce al tremebondo Galeotti.
D’URSI 5,5: la sua gara è sempre la stessa, difficilmente leggibile dagli avversari quando attacca la profondità e per i tanti palloni che tocca nella trequarti e sulle fasce. Ma per coronare pienamente il lavoro svolto sul terreno di gioco è necessario sfruttare le opportunità di far gol guadagnate. Lui, quest’anno, troppo spesso risulta impreciso nella finalizzazione.
LESCANO 5,5: primo tempo da dimenticare, nel corso del quale è ancora troppo spesso avulso dal gioco lontano dai sedici metri avversari, ma anche poco cattivo in area dove si lascia sempre sovrastare da Noce. Idem in avvio di ripresa quando viene neutralizzato due volte da D’Amore. Insomma, una gara estremamente insufficiente, salvata solo parzialmente da un penalty per nulla semplice da calciare dal punto di vista psicologico.
ALL. DI BARI 5: sopravvaluta i suoi uomini con un inizio di gara intriso di aggressività a tutto campo che, però, sorprende gli avversari anche grazie alla mossa di un Villa quasi sotto punta che permette alla squadra di guadagnare con continuità le corsie esterne. Ma la squadra non ha la gamba e la fisicità per sostenere a lungo una prestazione basata sulla pressione perenne da esercitare sui rivali. La benzina termina in fretta e i suoi uomini fanno fatica a coprire gli spazi contro un Savoia che presenta una discreta cifra tecnica e un maggiore dinamismo. Prova con le sostituzioni e i cambi di mansioni (Llano) a conferire maggiore solidità, ma le imbucate e le ripartenze rivali non si arrestano. Pertanto, corposo è il lavoro che lo attende, che dovrà condurlo, almeno fino a gennaio, a plasmare la squadra soprattutto valutando le caratteristiche tecniche, tattiche, atletiche e temperamentali degli elementi a disposizione.
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