Editoriale

Salernitana di scena in Emilia: oggi si vedrà l’effetto…Ribery

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C’è un filo che lega Sassuolo e Salernitana. Le due squadre furono entrambe promosse in serie B al termine della stagione 2007-08. Sulla panca granata toccò a Brini completare l’opera avviata da Agonistelli, mentre su quella neroverde sedeva Max Allegri, che avrebbe poi vinto sei scudetti tra Milan e Juventus e che, prima di lasciare il club di Squinzi, conquistò la Supercoppa di categoria proprio all’Arechi. Le due squadre si sarebbero ritrovate dinanzi anche nel giorno dell’esordio in B. Sulla panca granata c’era Fabrizio Castori che oggi pomeriggio vuole invertire la rotta esterna dei suoi e vedere quale sia stato l’impatto di Franck Ribery sul gruppo granata.

Proprio oggi che il francese non sarà a disposizione, infatti, si avrà la percezione di quanto queste settimane abbiamo lasciato il segno. In allenamento come in partita l’ex viola ha dato l’esempio ed ha trasmesso coraggio e fiducia ai compagni che oggi dovranno essere bravi a ripetere le buone prove offerte contro Atalanta e Verona senza poter avere in lui il riferimento tecnico e morale, la guida insomma, che in pochi giorni ha inciso profondamente al punto da trasformare la mentalità della Salernitana.

Senza il fuoriclasse francese, dunque, la Salernitana fa visita ad una squadra che in A ha messo radici ma che in questa stagione non ha ancora ingranato la marcia giusta. Il passaggio da De Zerbi a Dionisi non è stato indolore perchè il primo aveva creato una mentalità che il secondo deve coltivare con le sue idee e le sue qualità. Le prime non gli mancano, le seconde sono indiscusse: c’è il campo, però, che dà la misura di quanto le prime attecchiscano e le seconde vengano espresse appieno.

Senza Ribery in campo o in panchina, ma con la carica, i consigli e gli insegnamenti che il francese ha dispensato in queste settimane, la Salernitana sale nel regno Mapei per provare a smentire i pronostici. E, magari, anche per prendere nota di cosa voglia dire costruire, programmare, impostare un modo di lavorare e di fare calcio che in meno di venti anni ha reso il Sassuolo una realtà del calcio italiano.

Redazione

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