Editoriale

Luca Fusco: «Di Vico è patrimonio della Salernitana. Serve coraggio per farlo crescere»

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L’ex allenatore della Primavera della Salernitana, Luca Fusco, oggi allenatore del Pompei, analizza la prestazione di Rocco Di Vico contro il Latina e lancia un messaggio alla società: «Ora occorrono coraggio e continuità».

Mister, lei è stato uno dei primi a credere in Rocco Di Vico. Domenica è arrivato il suo esordio stagionale contro il Latina, che impressione le ha fatto vederlo in campo?

«Mi ha fatto un enorme piacere, ma non sono sorpreso. Chi ha seguito il suo percorso sa che Rocco ha qualità tecniche e personalità fuori dal comune per la sua età. Anche da subentrato ha dimostrato lucidità, capacità di giocare la palla con naturalezza e nessuna paura di osare. È un ragazzo che può dare già qualcosa oggi, non solo in prospettiva.»

Oggi nel centrocampo della Salernitana servono costruttori di gioco, secondo lei, Di Vico è pronto per prendersi più spazio?

«Assolutamente sì. Per caratteristiche è più vicino a Capomaggio e De Boer che a Varone o Tascone, che sono giocatori diversi. Se manca chi imposta, chi dà qualità al palleggio, allora è naturale pensare a uno come lui. Capisco le logiche di spogliatoio, ma se un 2007 dimostra in settimana di meritare, non dargli spazio in una gara importante sarebbe una mancanza di coraggio tecnico.»

Chi è davvero Rocco Di Vico, come lo descriverebbe dal punto di vista tecnico e caratteriale?

«Ha qualità nel palleggio, vede il gioco prima degli altri, è uno che non ha paura di prendersi responsabilità anche contro avversari esperti. Tira bene da fuori, sa verticalizzare, ha personalità. Gli manca qualcosa nella protezione della palla: a volte la apre troppo e rischia l’intercetto, ma è normale, ha 18 anni. Con allenamento e minuti in campo, questo aspetto lo sistemerà. È umile, lavora e ascolta: è uno di quelli che migliorano ogni giorno.»

Quindi non è solo “una promessa”?

«No, è già un giocatore affidabile. Ma diventerà un patrimonio vero solo se gli verrà data continuità. Senza minuti veri, la crescita si blocca.»

Cosa consiglierebbe alla società su Di Vico?

«Che i giovani non vanno solo valorizzati nelle dichiarazioni, ma con scelte concrete: minutaggio, contratti, programmazione. Di Vico è l’esempio perfetto: ha talento, ha già risposto sul campo, ora serve la voglia di farlo crescere ed esplodere davvero.»

Non si può dire che il settore giovanile non funziona, se poi non si dà fiducia ai giovani. A volte si dice che i giovani non sono pronti, lei che ne pensa?

«È un discorso che non sta in piedi. Non puoi lamentarti della produzione del vivaio se poi non dai minuti a chi lo merita. Se in campo non vanno i ragazzi formati in casa, allora il problema non sono i settori giovanili, ma la gestione delle scelte. La coerenza è fondamentale. Bisogna fare attenzione a non disperdere il proprio patrimonio: ragazzi che potrebbero essere valorizzati e magari, con un anno di prestito, tornare più forti a vestire con più esperienza e vigore la casacca granata, per fare bene con la Salernitana. Invece è capitato anche che siano stati lasciati andare via dei calciatori a parametro zero o con accordi minimi.»

La Salernitana oggi: come giudica la stagione dei granata fin qui?

«Ottima. Dopo 13 giornate è prima in classifica, davanti a squadre costruite per vincere come Catania e Benevento. Il gioco non è sempre brillante, ma i risultati ci sono. Sul lungo periodo, l’organizzazione di squadra farà crescere anche la qualità del gioco.»

Vede qualcosa da migliorare?

«Un po’ di equilibrio tra fase offensiva e difensiva. Davanti hai Ferrari, Inglese, Ferraris: attaccanti importanti, è normale che ti sbilanci. Però se sistemi qualche meccanismo dietro, diventi una squadra molto difficile da battere.»

Raffaella Palumbo

Sono Raffaella Palumbo, classe 1990, salernitana dalla nascita. Per varie vicissitudine, sono espatriata a Genova da quando avevo 21 anni, nel capoluogo ligure esercito la professione di insegnate. Amo la vita in tutte le sue sfaccettature, non trascuro i dettagli. L'ottimismo, la curiosità, la follia, l'intraprendenza ed il sorriso sono caratteristiche di cui non posso fare a meno. Tra le gioie più grandi della mia vita rientra mia figlia: Martina. La pallavolo, la scrittura, i viaggi e la Salernitana sono le mie principali passioni. La benzina delle mie giornate risiede in tre espressioni che non cesso mai di ripetere a me stessa e agli altri: " VOLERE è POTERE, CARPE DIEM e PER ASPERA AD ASTRA"!!!

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