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Un primo tempo buono e ‘sciupone’, diventa un incubo con le scelte di Cosmi

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GALEOTTI 6: praticamente inoperoso nei primi quarantacinque minuti. Mai impegnato anche nella ripresa, nonostante una Cavese più prossima ai sedici metri. Viene bucato, sugli sviluppi dell’ennesima palla inattiva a sfavore, da Peretti che sigla il gol del pari.

LLANO 7: regala il vantaggio ai granata con un’azione che appartiene al suo repertorio: cross da sinistra e chiusura vincente sul secondo palo. Qualche affanno in fase difensiva: dalla sua parte la Cavese sfonda facile in due occasioni, arriva al cross e al tiro, provvidenziali Celiento e Pieraccini nel neutralizzare il pallone. In una squadra già con il fiatone dopo un tempo, però, la sua carica agonistica è una sorta di incoraggiamento ai compagni un po’ boccheggianti. Sradica un pallone dai piedi avversari, affonda e offre un assist al bacio a D’Ursi che non riesce a capitalizzarlo. L’ultimo ad arrendersi ed anche il più lucido nel capire che le residue chance di vincere la gara passano per la fascia sinistra. Si fa tutto il campo con la palla al piede e consente ad Anastasio e Varela di confezionare l’ultimo tentativo offensivo.

CELIENTO 6,5: nelle primissime battute soffre un po’ la stazza di Alberti, poi fa sentire la sua esperta presenza in fase difensiva ed è più volte insidioso nell’area avversaria. Un miracolo del portiere gli nega la gioia del gol. Un gol lo realizza stoppando con lo stinco il tiro a colpo sicuro di Orlando. Innesto importante, per esperienza e carisma, ma soffre anche lui nel gioco aereo, con la Cavese che crea le sue migliori occasioni su queste situazioni di gioco.

PIRACCINI 6: anche per lui qualche iniziale difficoltà nel gioco aereo su Alberti, poi è sempre reattivo e concentrato fino al termine della prima frazione. Sempre energico e tempestivo nell’aggressione al riferimento ospite che gravita nella sua zona. In ansia anche lui nel fronteggiare in acrobazia i rivali sulle palle inattive.

ANASTASIO 5,5: buono approccio offensivo, sia nell’azionare il sinistro per eseguire lanci interessanti, sia nel combinare con Villa sulla corsia mancina. In fase difensiva, in ritardo su Diarrassouba dopo la spizzata di Alberti, commette fallo e guadagna il giallo. Ma quando la squadra si propone in avanti è sempre pronto ad accompagnare la manovra. Anche nella ripresa, nonostante la stanchezza crescente, prova ad appoggiare l’azione, come testimonia l’ultimo affondo, ma il suo cross risulta basso. La fase difensiva, soprattutto nel presidio dei propri sedici metri sulle palle inattive, resta un lavoro difficile da svolgere per le sue caratteristiche.

ACHIK 5: stenta a lungo prima di entrare in partita, sbagliando molti cross e provando velleitariamente alcune sortire solitarie con la palla al piede. Un po’ più vivace la sua prestazione nella parte finale del primo tempo. Riprende a cincischiare e ad essere improduttivo ad inizio ripresa, gestendo male diversi palloni capitati sui suoi piedi in fase di rimessa e regalando, con un ingenuo fallo di mano, la punizione che la Cavese sfrutta per siglare il pari. 78′ VARELA 6: in una squadra ormai atleticamente cotta, il suo ingresso in campo è decisamente tardivo. La Salernitana è macchinosa, lenta nella circolazione del pallone e lo serve quando ormai la Cavese è già con due uomini a provare il raddoppio. Ciò nonostante, al netto di una condizione che non sembra delle migliori, sembra l’unico in grado di inventare qualcosa.

TASCONE 5,5: prova a cantare e a portare la croce, rendendosi utile, a fasi alterne (anche qualche errore), in entrambe le fasi fa di gioco. Partita più operaia rispetto al recente passato. Inizio di ripresa un po’ molle in fase d’interdizione, la Cavese arriva facilmente al tiro per tre volte in un paio di minuti. Poi si riprende un po’ nella fase centrale, ma quando il fiato e le gambe non ti supportano al meglio, la lucidità delle giocate ne risente.

VITALE 5,5: quando gestisce il pallone è sempre bello da vedere e spesso anche efficace. Per condizione atletica ancora da perfezionare e attitudine offensiva, qualche affanno in più nelle letture difensive e nella capacità di coprire il campo. Anche per lui una precaria lettura sulle percussioni centrali di inizio ripresa operate dalla Cavese. Secondo tempo di sofferenza, ormai stremato non riesce più ad esprimere le giocate interessanti della prima frazione di gioco. 65′ GYABUAA 4,5: terrorizzato anche dalla sua ombra, finisce per perdere palloni sanguinosi che attivano le ripartenze della Cavese. Impiega tempi biblici per trasferire la sfera dai suoi piedi a quelli dei compagni. Anche nei duelli ha spesso la peggio.

VILLA 6,5: il migliore dei suoi nel primo tempo, spinge tanto, spesso arriva al cross, entra dentro il campo e partecipa alla manovra, con un’azione da trequartista sfiora anche il gol del raddoppio, ma trova la parata provvidenziale dell’estremo difensore metelliano. Un gol che avrebbe meritato per intensità e volume di gioco. Nella ripresa, dopo aver spinto tanto, si limita con grande generosità a lavorare soprattutto in fase difensiva. Regge anche se Diarrassouba lo impegna tanto, prima di lasciare spazio a 78′ LONGOBARDI 5,5: non affonda, calcia palloni in avanti non sapendo quasi cosa fare, lenta anche la circolazione della sfera.

D’URSI 5,5: buon primo tempo, sia nell’approccio manovriero alla gara, sia nell’attaccare la profondità in un paio di occasioni. Sua anche la spizzata che diventa assist per il gol di Llano. Nella ripresa la squadra fa fatica a proporsi, la sua buona prestazione del primo tempo gradualmente si spegne. Ha anche due buoni palloni da capitalizzare, ma sul primo manca incredibilmente la deviazione vincente sull’ottimo assist di Llano. In occasione del secondo, potrebbe calciare in diagonale di potenza, o provare un tiro cross, ma vien fuori una palletta che è facile preda del portiere.

LA GUMINA 6: buon primo tempo nei panni di prima punta che riceve palla e permette alla squadra di distendersi in avanti, oltre a mettere lo zampino nell’azione del gol di LLano. Nella ripresa, la squadra smette di giocare, è in chiaro deficit atletico e per lui diventa dura eseguire lo stesso lavoro del primo tempo. 57′ LESCANO 4,5: non difende palla, non riesce a dettare un solo passaggio ad una squadra in chiaro affanno, contropiedista non è mai stato. Con i compagni in difficoltà ed un vantaggio da difendere, il suo ingresso in campo è apparso un azzardo incomprensibile.

ALL.COSMI 5: da salvare l’approccio ‘giochista’ ammirato per larghi tratti del primo tempo. Sfortunati, lui e la Salernitana, a non trovare il raddoppio che avrebbero meritato. Assolutamente discutibile e cervellotica, invece, la gestione delle difficoltà atletiche attraversate dalla squadra nella seconda frazione di gioco. Con diversi calciatori sulle gambe ma anche con un vantaggio da custodire, l’ingresso in campo di Lescano, che tutto sa fare tranne far salire la squadra o lanciarsi negli spazi lasciati incustoditi dalla Cavese alla ricerca del pari, è sembrata immediatamente una follia calcistica. Discutibile anche la sostituzione di Villa, stanco ma ancora reattivo e vivo. C’era bisogno di attaccanti di gamba, abili negli spazi ma anche capaci di dare una mano in fase passiva. Due ne aveva in panchina, Varela e Cardoni, ne ha schierato solo uno per una decina di minuti. A volte, infine, anche la gamba, la cattiveria agonistica e la personalità di Llano potrebbero essere sfruttate per dare una mano in mezzo al campo. Mansioni già svolte – spesso ed egregiamente – a Caserta nella passata stagione.

Maurizio Iuliano

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