Home News Dieci minuti finali, intensi e cattivi, regalano ai granata tre punti

Dieci minuti finali, intensi e cattivi, regalano ai granata tre punti

Per larghi tratti del match Tascone e compagni hanno prodotto poco e concesso molto al Bari, che ha avuto il demerito di non chiudere anzitempo la contesa. Liberata dalle paure, la compagine di Cosmi, supportata dagli ingessi di Lescano e Djamanca,, ha dato vita ad un furioso assalto finale alla porta barese, trovando due gol e tre punti ormai insperati.

383
0
Tempo di lettura: 4 minuti

GALEOTTI 6,5: non semplice la smanacciata che mette in corner l’insidioso pallone calciato da Della Morte. Si disimpegna bene anche sulle conclusioni di Tribuzzi e Della Morte. Ancora reattivo sul beffardo tiro cross di Tribuzzi e sulla conclusione dello stesso barese dai ventidue metri.

PIERACCINI 6: provvidenziale la spizzata che impedisce a Maggiore di colpire di testa in piena area granata. Si sgancia spesso dalla linea difensiva per portare più uomini nella metà campo barese. Concede qualcosa a Tribuzzi sul suo versante, ma a lui toccava dare un’occhiata soprattutto a Maggiore.

CELIENTO 5: errore clamoroso in avvio di gara: sbaglia in area un facile controllo di palla, viene anticipato da Maggiore e commette fallo da rigore. Prova a riscattarsi con il solito colpo di testa su palla inattiva, ma trova pronto Cerefolini alla deviazione. Perde ancora Butic su un traversone da sinistra, ma l’ex casertano non trova la porta da favorevolissima posizione.

ANASTASIO 5: lascia andare via troppo facilmente Della Morte nell’azione che frutta il penalty alla squadra pugliese. Ancora fuori posizione sul passaggio di Butic che mette Della Morte nella condizione di calciare indisturbato. Quando l’ex vicentino lo punta son dolori, nel finale partecipa all’arrembaggio granata.

LONGOBARDI 5,5: gioca prevalentemente un primo tempo di presidio dell’out destro, in fase di spinta non risulta pervenuto. Sembra un po’ più vivo a destra in avvio di ripresa, ma la sua gara termina dopo dodici minuti. 57′ VILLA 6: nel corso dell’assalto granata finale supporta discretamente Djamanca sull’out mancino.

TASCONE 6: tocca molti palloni, ma il tutto avviene in maniera prevedibile, mentre ridotti sono anche gli inserimenti offensivi negli ultimi venti metri baresi. Per larghi tratti del secondo tempo resta compassato e ordinario nelle giocate, commettendo anche qualche errore evitabile. Come tutta la squadra, tira fuori un finale di match intenso e cattivo. Prima serve un buon pallone a Lescano, che lo gira verso la porta senza trovarla. Poi, rivitalizzato, fa tanta legna nell’extra time.

DE BOER 5,5: un buon passaggio filtrante sulla verticalizzazione di D’Ursi, poi anche per lui un palleggio troppo scolastico per creare difficoltà alla muraglia difensiva eretta dal Bari dopo il gol del vantaggio. La sua prestazione non ingrana le marce giuste anche nella ripresa, prima di essere sostituito per crampi. 69′ DJAMANCA 7: i primi minuti sono confusionari e sterili, però al primo pallone servito nei tempi giusti, si accentra, supera due avversari e calcia di poco alto sulla traversa. Ma, soprattutto, si avventa come un provetto centravanti sul perfetto cross di D’Ursi e sigla il gol che vale tre punti di platino. Poco dopo anticipa portiere e difensore e sfiora la doppietta.

VITALE 7: si muove tanto tra la mediana e la trequarti, senza disdegnare qualche inserimento nell’area pugliese. Ma le sue giocate sono spesso approssimative e velleitarie. Una buona imbucata in avvio di ripresa e poi ancora un calcio troppo ruminato e lento. Nel finale, però, è assoluto protagonista, prima salvando un gol già fatto in tackle difensivo, poi servendo l’assist vincente a Lescano.

LLANO 6,5: consueta generosità nel provare a sfondare sulla fascia sinistra, nel farsi valere sul gioco aereo e nell’andare a riempire l’area di rigore avversaria. A destra, nel secondo tempo, per larghi tratti non riesce ad essere intenso come nella prima frazione di gioco. Nel finale di match, il suo temperamento e la sua garra supportano l’assalto finale della Salernitana alla porta del Bari.

D’URSI 7: si muove tanto, attaccando la profondità e dettando il passaggio tra le linee. Movimenti che aiutano a guadagnare campo, ma mancano gli inserimenti dei centrocampisti e i sedici metri biancorossi sono scarsamente occupati dalle maglie granata. Prova in avvio di ripresa a smuovere le acque stagnanti con un assolo ai venti metri pugliesi seguito da un tiro con il pallone che sorvola la traversa. Ci prova ancora con due colpi di testa, ma le conclusioni non impensieriscono il Bari. Calciatore fondamentale nell’economia de gioco granata, unico a muoversi bene senza palla e a dettare sempre una soluzione di passaggio ai compagni. Perfetto l’assist servito sulla testa di Djamanca.

LA GUMINA 5,5: anche lui, nel tentativo di aiutare la squadra ad avvicinarsi all’area barese, tende a legare il gioco e a regalare imprevedibilità alla manovra, ma i suoi movimenti fuori l’area non vengono surrogati dagli inserimenti di esterni e mezzali. Pertanto, la squadra sembra perdere peso nei sedici metri avversari. Potrebbe essere più lesto nella gestione del pallone da calciare subito in porta, ma la spinta di un avversario sembra evidente. Ci prova da posizione decentrata con un tiro in diagonale, ma il pallone non trova la porta. LESCANO 7: finalmente è ritornato ad essere l’attaccante rapace che conosciamo da tempo. La Squadra spinge nel finale, abbandonando le paure attraversate a lungo, ed arrivano un paio di palloni succulenti per lui: uno lo gira prontamente ma non trova lo specchio della porta, l’altro lo deposita in rete con il piattone anticipando i difensori baresi.

ALL. COSMI 6: ritorna al 3 5 2 ma la squadra, per larghi tratti del primo tempo, è in difficoltà a creare continuità di gioco e palle gol nitide, concedendo troppo ad un Bari sempre pungente di rimessa. Qualche bagliore di ripresa negli ultimi minuti del tempo, ma nella seconda frazione ritorna in campo una squadra dal gioco troppo ruminato ed anche con scarso peso da esibire in attacco. Il Bari in un paio di occasioni potrebbe chiuderla ma non riesce ad approfittarne. Nel finale, quando tutto sembra perso e c’è ben poco da difendere, la squadra produce un forcing generoso e trova i due gol vittoria con i neo entrati Lescano e Djamanca. La speranza, per l’immediato futuro, è di registrare questa intensità e questa cattiveria sin dal primo minuto di gioco.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

quattro × 3 =