12-10-2026
Cinque immagini. Novanta minuti. E parecchie domande.
Casarano–Salernitana finisce 0-0. Un risultato che lascia poco da festeggiare e abbastanza su cui riflettere.
Al 52′ Cosmi richiama Lescano in panchina. Tre minuti dopo, la rovesciata di Celiento si stampa sul palo: il gol resta a pochi centimetri, la sensazione di un'occasione perduta molto più vicina.
Al 78′ arriva l'episodio che alimenta le polemiche: il fuorigioco fischiato a D’Ursi da Tona Mbei, apparso inesistente, e il sospetto rigore non concesso sugli sviluppi dell'azione.
Nel dopogara Cosmi non cerca alibi: «Abbiamo sprecato un tempo». Parla di rabbia e determinazione mancate. Poi gli insulti interrompono anche l'intervista.
Intanto c'è una classifica che non concede distrazioni: ottavo posto, 13 punti, nove lunghezze dalla vetta.
Cinque fotografie per raccontare una partita. Ma soprattutto per misurare la distanza tra quello che la Salernitana è oggi e quello che vorrebbe essere.
#Salernitana #CasaranoSalernitana #SerieC #SoloSalerno 🇱🇻
11-10-2026
AL.COSMI 6: continua a pretendere dai suoi uomini una prestazione fatta di temperamento, ordine tattico e fisicità, puntualmente va in difficoltà e rischia di perderla. Poi si affida, finalmente, alla versione propositiva dei suoi, l’unica possibile per come è strutturato l’organico della Salernitana, e meriterebbe quasi di vincerla.
Quante volte dovrà rammaricarsi, prima di comprendere che le fortune della squadra sono esclusivamente legate alla sua capacità di imporre un calcio qualitativo, coraggioso e carismatico?
Le pagelle granata
05-10-2026
#INTERMITTENTI
Tra gli spalti e in città alcuni lo hanno vissuto. In campo chissà se lo hanno percepito, il gemellaggio.
Fatto sta che la #Salernitana non vinceva contro la #Bari dal 2009. #Ganci, #Scarpa e #DiNapoli regalarono l’ultima gioia contro i pugliesi, già promossi in A, a una Salernitana che annaspava e doveva salvarsi.
Diciassette anni dopo quell’incontro, c’era di nuovo qualcosa da salvare: la faccia.
Perché dopo aver vissuto 83 minuti in svantaggio, #Lescano prima e #Djamanca poi hanno regalato urla liberatorie, applausi, capriole e tre punti al popolo granata.
Subentrati a gara in corso, hanno dato la risposta che serviva. Hanno inciso sulla gara. Hanno fatto la differenza.
E contro i galletti la sensazione che le caratteristiche di alcuni giocatori vengano sfruttate poco, finendo per limitarne il rendimento, è stata ancora più palpabile.
Stavolta ciò che conta è che al triplice fischio la cena non sia stata indigesta. Poco sapida, sì. Però il dolce finale ha “aggiustato” il palato.
Ma su questa altalena di risultati ci sono ancora poche certezze e tanta confusione.
Salerno non può più vivere di entusiasmo intermittente: una settimana si riaccende la speranza, quella dopo si ricomincia a dubitare di tutto.
Perché una vittoria riaccendere il fervore, una rimonta può restituire l'orgoglio, ma solo la continuità garantisce credibilità.
E Salerno ne ha bisogno come il pane.
Adelante, Salernitana.
Raffaella Palumbo
04-10-2026
Per larghi tratti del match Tascone e compagni hanno prodotto poco e concesso molto al Bari, che ha avuto il demerito di non chiudere anzitempo la contesa.
Liberata dalle paure, la compagine di Cosmi, supportata dagli ingressi in campo di Lescano e Djamanca, ha dato vita ad un furioso assalto finale alla porta barese, trovando due gol e tre punti ormai insperati.
DJAMANCA 7: i primi minuti sono confusionari e sterili, però al primo pallone servito nei tempi giusti, si accentra, supera due avversari e calcia di poco alto sulla traversa. Ma, soprattutto, si avventa come un provetto centravanti sul perfetto cross di D'Ursi e sigla il gol che vale tre punti di platino. Poco dopo anticipa portiere e difensore e sfiora la doppietta.
LESCANO 7: finalmente è ritornato ad essere l'attaccante rapace che conosciamo da tempo. La Squadra spinge nel finale, abbandonando le paure attraversate a lungo, ed arrivano un paio di palloni succulenti per lui: uno lo gira prontamente ma non trova lo specchio della porta, l'altro lo deposita in rete con il piattone anticipando i difensori baresi.
26-09-2026
Sette punti in tre partite, invece di stimolare la squadra a tirar fuori un rabbioso approccio al match, teso a ridurre ulteriormente le distanze dalle compagini di vertice, sono serviti a presentare una versione da spiaggia sul terreno di gioco dello 'Scida'.
Sono queste le gare che permettono di misurare la tenuta mentale, carismatica e temperamentale del gruppo. Fallire miseramente l'obiettivo, come è accaduto oggi, è motivo di grande preoccupazione.
ALL.COSMI 4: partita fallita sotto tutti gli aspetti. Scarsa conoscenza dei punti di forza dell’avversario, approccio da partitella balneare, squadra compassata, prevedibile, schiacciata, spesso sovrastata sul piano dinamico e temperamentale dai vivaci ragazzi di mister Greco. Anche la superiorità numerica, goduta per circa settanta minuti, non è bastata a creare una sola nitida occasione per i suoi uomini. Senza avere un autentico ariete nei sedici metri avversari, la squadra ha continuato ad esibire uno stucchevole e prevedibilissimo giro palla alla ricerca del cross esterno, senza mai impensierire il portiere avversario. Prestazione orribile e senza attenuanti. Altrettanto evidente la necessità di assegnare mansioni diverse ad alcuni calciatori, che fanno fatica ad eseguire determinate funzioni. Non si capisce, infine, perché alcuni elementi della panchina non vengono presi minimamente in considerazione, mentre altri troppo poco spazio trovano.
Le pagelle granata
19-09-2026
Tascone e compagni hanno avuto in pugno la gara per quasi tutto il match. Solo nel primo tempo il Giugliano ha creato qualche insidia, calciando dalla distanza in quattro occasioni. Nella ripresa non c'è stata partita, che è rimasta in bilico fino alla fine solo per mera sfortuna, per qualche imprecisione di troppo al tiro e grazie alle parate di Bolletta.
ALL.COSMI 6,5: la sua squadra ha sempre dato l’impressione di poter avere disinvoltamente la meglio sull’avversario, soprattutto quando è stata intensa e si è riproposta giocando il pallone con qualità e attraverso una manovra corale. I suoi uomini avrebbero meritato di chiudere con largo anticipo il match, ma la sfortuna e le parate di Bolletta hanno costretto la squadra a soffrire fino al minuto novantacinque. La Salernitana, anche stasera lo ha dimostrato, deve fare sempre la gara con intraprendenza, intensità e qualità. Se prova a gestirsi, come è accaduto a volte nel primo tempo, qualcosa concede agli avversari, che sono arrivati facilmente al tiro in quattro occasioni. Puntuali e condivisibili i cambi.
Le pagelle granata
16-09-2026
LE PICCOLE E INNOCUE BUGIE DI MISTER COSMI
Della Salernitana ammirata per lunghi tratti di match contro il Potenza, ossia la squadra coraggiosa, carismatica, intensa, imprevedibile, corale, tecnicamente pulita, variegata nella ricerca di soluzioni offensive, con le prestazioni dei singoli a sublimare il lavoro collettivo, a Barletta si è vista solo una breve e ridotta riproduzione.
Cosmi fa bene ad amplificare i meriti dei suoi uomini, perché le piccole bugie servono a mantenere alto il morale e il livello di autostima del gruppo.
Però al 'Puttilli' si è visto ben poco della precedente prestazione di campionato, ad eccezione degli ultimi 15-20 minuti, nel corso dei quali si è provato, seppur non supportati dalla lucidità e la pulizia tecnica registrate contro i lucani, a portare a casa l'intera posta in palio.
Sicuramente il segmento di match che, rispetto agli altri 5/6 di gara, ha messo in mostra il tentativo di emulare il calcio intenso e totale sciorinato contro i rossoblù allenati da mister Tisci.
La ferocia e la fame di successo, in maniera colpevolmente tardiva, hanno preso il posto di un calcio compassato, scontato, attento a conservare uno sterile possesso palla ma poco volitivo nella ricerca di soluzioni coraggiose e capaci di spiazzare la munita fase difensiva di Bizzotto e compagni.
In quell'assalto finale, allora, abbiamo visto Celiento sganciarsi spesso dalla linea difensiva e diventare elemento in più nella metà campo avversaria.
Abbiamo ammirato Zoia, tutt'altro calciatore nei panni di terzino sempre pronto alla sovrapposizione, abile con i suoi affondi ad abbassare e disorientare la retroguardia avversaria (occasionissima per Villa) e portare via il raddoppio di marcatura su Achik. Lo stesso Llano è diventato tambureggiante, dopo un primo tempo sostanzialmente tattico.
Ma anche i centrocampisti centrali, dopo un'ora abbondante di gioco spesa nell'esibizione di un palleggio semplicemente accademico e conservativo, hanno modificato il loro modo di interpretare il ruolo. Smistando palla, prima di attaccare a loro volta lo spazio, guadagnando campo con la sfera attaccata al piede e accorciando più spesso sulla linea offensiva granata.
A tutto questo si è aggiunto qualche numero estemporaneo di Djamanca, che ha creato qualche grattacapo ai biancorossi di casa.
Purtroppo la lucidità della rifinitura e della finalizzazione, ma anche il peso offensivo nei sedici metri rivali, sono venuti meno e non hanno permesso alla squadra di trovare la zampata vincente da tre punti.
Per il resto, per trequarti abbondanti di match, la Salernitana ha espresso poco altro.
Al netto dell'azione targata Villa-Achik dopo quarantacinque secondi e dell'opportunità di rimessa sviluppata dall'asse Vitale-D'Ursi e nata da uno svarione barlettano, il primo tempo e buona parte del secondo sono stati tecnicamente poveri e sostanzialmente prevedibili e improduttivi.
Uno stucchevole e lento giro palla da destra a sinistra e viceversa, non ha mai impensierito il compatto 5 3 2 della squadra di mister Paci, la quale, pur disputando una gara accorta, complice l'uscita prematura dal campo di Ferrante, ha trovato comunque un numero superiore di imbucate offensive rispetto alla Salernitana.
Ma, in casa granata, sono venute meno anche le giuste sinergie sulle due corsie esterne, e tanti sono stati i palloni 'sporchi' lanciati inutilmente in avanti dai difensori granata, pur non disponendo la squadra di un centravanti fisico in grado di catturarli e difenderli.
La Gumina, devastante contro il Potenza, non è mai entrato in partita, se non in occasione della spizzata assist per il gol di Celiento. D'Ursi ha tentato di smuovere le acque stagnanti, dettando il passaggio tra le linee o attaccando lateralmente la profondità, ma parliamo di tre-quattro episodi che sfiorano l'irrilevanza tecnica.
La nota positiva, sulla quale costruire una continuità tecnica apprezzata a lungo contro il Potenza e solo per una ventina di minuti a Barletta, risiede nella significativa cifra tecnica del gruppo. Sulla quale si può lavorare convintamente e costruire un'identità tecnico-tattica duratura e vincente.
Ed a quel punto, delle piccole e innocue bugie di Cosmi non ci sarà più bisogno.
Maurizio Iuliano
15-09-2026
Tascone e compagni entrano in campo contratti, quasi pensando più a non prenderle che a creare i presupposti per portare a casa con convinzione i tre punti.
La squadra pecca di coraggio e personalità e facilita per larghi tratti del match il compito al Barletta.
Punto che serve poco alla classifica, con la vetta che si allontana considerevolmente.
La Salernitana ha i mezzi per giocare con maggiore protagonismo e qualità i match come quello andata in scena in terra pugliese.
ALL.COSMI 5,5: la squadra del primo tempo non riesce a ripetere la bella prova esibita contro il Potenza, mostrandosi contratta e troppo prudente per impensierire l’avversario. Le belle e veloci trame di gioco mostrate contro la compagine lucana sono un pallido ricordo. Il Barletta, con il suo 5 3 2 attendista, non sembra un ostacolo durissimo da superare, ma il pallone circola troppo lentamente per procurare grattacapi agli uomini di mister Paci. Quando la Salernitana va sotto nel punteggio, i suoi ragazzi pigiano il piede sull’acceleratore e dimostrano di poter mettere in maggiore difficoltà i padroni di casa. Ma le iniziative mancano di continuità, lucidità e precisione, e alla fine Vitale e compagni devono accontentarsi del pari. Passo indietro sul pieno del gioco e del carisma collettivo. Le giornate passano, la classifica necessita di uno strappo importante.
Le pagelle granata
14-09-2026
Barletta, dove i ricordi non sono tutti uguali
Ci sono trasferte che finiscono sul calendario e altre che, appena ne leggi il nome, aprono un cassetto. Barletta, per la #Salernitana, è una di queste.
Martedì sera si torna al Puttilli. E da quelle parti i ricordi granata non sono tutti uguali.
Il primo fa ancora male, cinquantacinque anni dopo.
È il 30 maggio 1971. Mancano tre giornate alla fine e la Salernitana insegue il Sorrento nella corsa alla Serie B. C'è un solo punto di distanza. Daolio porta avanti i granata al 37' e per qualche minuto sembra il pomeriggio giusto. Dura poco. Il Barletta pareggia quasi subito, nella ripresa Roccotelli completa il ribaltamento. Finisce 2-1. Intanto il Sorrento vince e scappa via. La promozione, di fatto, resta da quelle parti.
Ventidue anni dopo si torna nello stesso posto, ma stavolta la memoria è decisamente più dolce.
È il 28 novembre 1993. Vittorio Tosto ha appena indossato la maglia granata e all'esordio decide #BarlettaSalernitana: 0-1. In panchina c'è Delio Rossi. Qualche mese più tardi quella squadra ritroverà la Serie B passando per i playoff.
Una volta, dunque, a Barletta si lasciò per strada un sogno. Un'altra cominciò a prendere forma qualcosa di molto più grande.
Martedì non ci sarà niente di così definitivo in palio. Siamo a settembre, appena alla quinta giornata. Però una domanda bisogna cominciare a farsela: il 4-2 contro il Potenza è stato soltanto una bella serata o può diventare il punto dal quale ripartire?
Qualcosa, almeno, si è mosso.
La prima vittoria in campionato ha portato quattro gol, Celiento ad aprire la strada e soprattutto La Gumina, tre volte a segno contro una squadra che fino a quel momento le aveva vinte tutte.
Per parlare di guarigione, però, è presto.
Il Potenza è riuscito due volte a rientrare in una partita che sembrava indirizzata e certe fragilità delle prime settimane sono rimaste ben visibili. La differenza è che stavolta la Salernitana ha continuato a segnare. E alla fine ha vinto.
Barletta dovrà dirci qualcosa in più.
I biancorossi arrivano dal primo ko stagionale, il 3-1 di Casarano. Coccia aveva trovato il momentaneo pareggio, poi Chiricò si è preso la partita con una tripletta. Un risultato pesante, certo, ma non sufficiente per giudicare una squadra che nelle prime quattro giornate ha raccolto cinque punti.
Per qualche giorno, poi, non era neppure certo che si sarebbe giocato al #Puttilli.
Dopo la gara interna con il Bari, un guasto all'impianto elettrico delle torri faro aveva complicato i programmi. Prima l'ipotesi dell'anticipo, poi quella di cercare un altro stadio. Alla fine sono arrivati i lavori, le verifiche e il via libera.
Martedì, ore 21. Puttilli.
Le luci funzioneranno.
Per tutto il resto, basterà guardare il campo.

































