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Finalmente una gran bella Salernitana! Tre punti e un orizzonte meno cupo per i granata

Dopo il buon primo tempo contro la Cavese, i calciatori di Cosmi, per circa un'ora, giocano ancora meglio contro il Potenza. Serata da incorniciare, in attesa di migliorare la condizione atletica generale e di limitare qualche superficialità difensiva di troppo. Però la squadra comincia ad assumere una sua precisa identità tecnico-tattica, caratterizzata dal desiderio di arrivare al gol attraverso una manovra corale esaltata dalla qualità dei singoli.

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GALEOTTI 5,5: poco impegnato nei primi quarantacinque. Goffa, però, la ribattuta su un tiro sporco del Potenza che si trasforma in un assist involontario per De Marco che accorcia le distanze. Ancora difettosa, ad inizio ripresa, la respinta su una conclusione potentina dalla distanza, ne approfitta Selleri che riapre il match. Poco dopo, però, si fa trovare pronto sul tiro ravvicinato e a colpo sicuro di Murano.

LLANO 5,5: D’Auria si vede poco nel primo tempo, spesso è lui ad attaccarlo sulla fascia destra con cattiveria e intensità. Fa le due fasi con la consueta abnegazione. Giusto anche il fallo tattico, che gli procura un cartellino giallo, su una ripartenza insidiosa dei rossoblù di Tisci. Molto incerta difensivamente, invece, la seconda frazione di gioco. Dalle sue parti il Potenza sfonda spesso, con Adjapong che colpisce un palo di testa e regala tre assist ai compagni che non riescono a trasformarli in gol.

CELIENTO 7: ci aveva provato con la Cavese ad essere determinante sulle palle inattive, riesce a trovare il gol del vantaggio contro i lucani. Quando strappa palla, non teme mai di aggiungersi ai compagni nelle transizioni offensive. Il Potenza è agile e manovriero, ma non è mai realmente pericoloso. I pericoli avversari arrivano soprattutto dal presidio non impeccabile della fascia destra granata. Sui palloni contesi e sporchi, il centrale napoletano spesso prevale. Piccolo neo sul quale lavorare è rappresentato da una linea difensiva a volte troppo bassa e quindi impossibilitata ad operare coperture preventive sulle azioni di rimessa avversarie.

PIRACCINI 6,5: nel primo tempo, pochi sono gli spunti ospiti, sostanzialmente innocui, e si verificano sulla fascia sinistra. Quando il pallone transita nella sua zona, sbriga la pratica con essenziale concretezza. Anche per lui le criticità arrivano soprattutto quando il Potenza sfonda, nel secondo tempo, sulle corsia destra. Ma l’ex catanese è bravo in un paio di circostanze a sporcare le traiettorie di passaggio. Sempre reattivo quando accorcia sull’avversario. Con Celiento e la mediana devono migliorare qualcosa sui meccanismi legati alle giuste distanze tra i reparti e la capacità di alzare la linea quando la squadra va in transizione offensiva.

ANASTASIO 6: come Vitale, centellina le sue sortite, badando soprattutto a presidiare ordinatamente l’out sinistro. Si vede poco al cross, ma in fase difensiva, soprattutto nel finale di match, risulta spesso puntuale, scaltro, concentrato e tempestivo.

ACHIK 6: esordio di gara ispiratissimo. Taglia da destra a sinistra, fraseggia con i compagni, attacca la profondità e sforna l’assist sfruttato da Celiento su palla inattiva. Provvidenziale anche un ripiegamento difensivo che lo porta a neutralizzare un insidioso traversone nei sedici metri granata. Poi, come spesso gli capita, perde un po’ di aderenza emotiva e agonistica alla gara, comincia a cincischiare, ad essere lezioso e a diventare velleitario nelle giocate. Cosmi se ne accorge e lo tira fuori dalla contesa. 56′ DJAMANCA VARELA 5,5: il suo compito dovrebbe essere duplice: supportare la fascia destra in fase difensiva e ripartire negli spazi per allungare la squadra. La prima mansione risulta spesso deficitaria, la seconda lo vede sempre reattivo nella prima giocata tesa a saltare l’uomo, ma la rifinitura non è mai precisa.

TASCONE 6.5: primo tempo da leader emotivo, pressa, rincorre gli avversari, si fionda sulle seconde palle, senza far venire meno la sua partecipazione alla fase offensiva. Generosità a tutto campo che manifesta anche nella parte iniziale del secondo tempo. Intorno al sessantesimo, come gran parte della squadra, entra un po’ in difficoltà atletica, ma non si scompone, continua a lottare e capisce che serve soprattutto gestire oculatamente il vantaggio e le residue energie fisiche.

VITALE 6: veste panni operai, disputando un primo tempo che bada soprattutto a garantire gli equilibri difensivi e la conservazione delle risorse energetiche. Il suo educato piede mancino è meno attivo, ma la sua presenza nell’agone di metà campo si fa sentire. Quando la spia della benzina comincia a lampeggiare, indossa l’elmetto e con umiltà gioca di posizione e si preoccupa soprattutto di preservare la densità difensiva davanti alla difesa. 89′ ZOIA S.V.

VILLA 7: una molla inesauribile sulla fascia sinistra, tampona e riparte. Fa male quando affonda ed anche quando taglia nel campo per servire l’assist capitalizzato da La Gumina. Ancora acceso ad inizio di ripresa, quando s’incunea in area avversaria e con un tiro cross accarezza la traversa. Un prima ora di gioco a ritmi mostruosi, poi capisce che bisogna lottare con ardore per la difesa dei tre punti preziosi ed umilmente si occupa di un ruolo di mero contenimento.

D’URSI 7,5: grande iniziodi match, nel corso del quale esibisce un’abilità inattesa nel gioco aereo: un gol annullato ed una grande parata del portiere potentino sui due colpi di testa effettuati. E’ ispirato, gioca bene di sponda tra le linee, consentendo alla squadra di distendersi in avanti e ad Achik di aggredire la profondità. Partita di grande volume e di notevole intelligenza tattica. Corre senza soluzione di continuità sull’intero fronte offensivo, dando pochi riferimenti alla difesa di Tisci e fornendo sempre una soluzione di passaggio ai compagni. Su una di queste letture guadagna lo spazio che sfrutta per servire a La Gumina il pallone che vale il quarto gol granata. 77′ GYABUAA S.V.

LA GUMINA 9: ha l’entusiasmo e la qualità del ragazzino ventenne che attirava l’attenzione degli addetti ai lavori. Freddo e preciso nelle due conclusioni che valgono l’iniziale doppietta stagionale. Ma da sottolineare è anche il costante sacrificio, sotto la linea della palla, in fase difensiva. Nel primo momento vero di difficoltà della squadra, subito dopo il gol di Selleri, tira fuori dal cilindro un chirurgico diagonale di sinistro che restituisce serenità ed entusiasmo ai compagni e impreziosisce con una tripletta la sua magica serata. Nel finale, standing ovation per lui. 89′ BEVILACQUA S.V

ALL.COSMI 7,5: Il primo tempo della Salernitana è stato uno spettacolo tecnico gradevole ed efficace. I suoi ragazzi giocano un ottimo calcio, fatto di fraseggi, sovrapposizioni, movimenti senza palla e intensità. Il tutto valorizzato dalla qualità tecnica dei singoli che esaltano ancora di più una manovra corale decisamente apprezzabile. Anche sul piano difensivo la squadra è più aggressiva e compatta, con La Gumina e D’Ursi sempre pronti a giocare sotto la linea della palla, e quindi ad essere i primi a gestirla, una volta conquistata, per permettere alla squadra di proporsi coesa nella metà campo avversaria. Partita vinta meritatamente e dominata per larghi tratti. Messa in bilico solo da qualche superficialità individuale difensiva e da una tenuta atletica che, dopo due terzi di match, ha mostrato ancora qualche crepa da sanare in fretta. A suo favore gioca anche l’intuizione di aver riproposto, sin dal primo minuto, l’affiatata coppia La Gumina-D’Ursi e un rivitalizzato Villa nelle vesti di quarto di centrocampo. Questa squadra ha dimostrato di saper giocare a calcio. Quando avrà raggiunto una condizione atletica uniforme, anche certe leggerezze in fase passiva saranno drasticamente ridotte. Ma adesso, considerato anche l’imminente tour de force, non è tempo di guardarsi troppo allo specchio. Da domani, testa bassa e pedalare. Nulla è stato ancora fatto.

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