Home News Uno straziante presepe calcistico con due mesi di anticipo. Termina l’era Cosmi

Uno straziante presepe calcistico con due mesi di anticipo. Termina l’era Cosmi

Ennesima prestazione indecente della Salernitana. Serse Cosmi continua a presentare in campo calciatori fuori ruolo e una squadra priva di idee ed anima. I suoi uomini sono imbarazzanti sul piano della tenuta fisica, mentale e temperamentale. Cardoni è un esterno offensivo e lo svilisce facendolo giocare da mezzala. Anastasio braccetto di una difesa a tre è palesemente in difficoltà. Llano e Villa non hanno fase difensiva sulle corsie esterne. Il centrocampo non è mai aggressivo e spesso povero di idee. La difesa è sempre timorosa e bassa, Lescano fuori dai sedici metri è come non averlo in campo. Insomma, un disastro calcistico che deve cessare immediatamente.

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GALEOTTI 5,5: neutralizza in avvio un insidioso cross basso da destra di Kanoutè. Respinge anche il potente tiro di Abreu, ma il pallone arriva sul sinistro di Gemignani che porta in vantaggio il Picerno. Potrebbe fare meglio sulla vincente bordata centrale di Abreu deviando oltre la traversa il pallone, ma si lascia sorprendere. Poco può, invece, sulla stoccata di Pugliese che regala il terzo gol ai padroni di casa.

PIERACCINI 5: l’unico difensore che riesce ad esprimere un minimo di aggressività sugli attaccanti rivali, ma appena supera la metà campo per andare in pressione su Pugliese, alle sue spalle Kanoutè e Abreu ne approfittano per confezionare l’azione finalizzata da Gemignani. Nel secondo tempo si disunisce anche lui, pur non smettendo mai di ringhiare sul riferimento avversario che gravita nella sua zona.

CELIENTO 3: negli spazi è in costante difficoltà sulle incursioni di Abreu, come testimonia l’azione del vantaggio picernese. Il centravanti di casa lo sovrasta in un’occasione anche nel gioco aereo, ma la sua incornata non impensierisce Galeotti. Ancora non pervenuto sul raddoppio realizzato dal centravanti rivale, che controlla il pallone indisturbato, sorseggia un espresso e poi calcia in porta.

ANASTASIO 3: Kanoute è un brutto cliente nell’uno contro uno e se ne accorge in fretta in avvio di gara. Il tema non cambia per il resto dei primi quarantacinque minuti, con l’ex catanzarese che riesce ad eludere sempre la sua guardia. Kanoutè si fa ancora beffa di lui in avvio di secondo tempo, prima di calciare di poco fuori con un diagonale su cui nulla avrebbe potuto Galeotti. Inesistente anche in fase di appoggio.

LLANO 4,5: costante punto di riferimento sulla destra quando la squadra prova a distendersi nei primi minuti di gioco, ma tiri e cross sono quasi sempre imprecisi. Sugli sviluppi di un corner, calcia di prima intenzione ma trova la respinta di pugni di Marcone. La fase difensiva resta un qualcosa che sembra quasi non gli interessi. Non c’è mai quando dovrebbe esserci, oppure è troppo basso e non riesce a pressare il dirimpettaio che lo salta o arriva agevolmente al cross. Nel secondo tempo fa fatica anche a proporsi nella metà campo avversaria. 81′ BONCORI S.V.

TASCONE 4: ruba subito un pallone e arriva al tiro, ma l’estremo difensore lucano respinge di piede. Un secondo tentativo è abbastanza impreciso, con la sfera che supera abbondantemente la traversa. In un’azione di rimessa invece di andare a riempire l’area avversaria commette fallo sul rientrante Pugliese. Poi termina il primo tempo tra qualche strappo tutto fumo e niente arrosto e una cattiva fase passiva. Sparisce dal campo nella ripresa 66′ DE BOER 5: dovrebbe dare la scossa ad una squadra inerme, ma le sue giocate sono offensivamente soporifere, mentre sulla giocata del raddoppio di Abreu è assente interdizione

VITALE 4: si muove con l’eleganza di una fiera, ma il passo è quello di un micione ancora in fase di digestione. Tra un passaggio banale, altri appena meno prevedibili ed altri ancora con il pallone regalato agli avversari, termina stancamente il primo tempo e il resto della gara.

CARDONI 5: potrebbe giocare alto a destra a piede invertito, invece Cosmi gli ritaglia uno spazio da mezzala sinistra che lo svilisce calcisticamente. Svolge il compitino e mai incide nella prima frazione di gioco. Viene sostituito e diventa il primo capro espiatorio di un tecnico in totale confusione e sempre prodigo nella produzione di scellerate decisioni tecnico-tattiche. 53′ LONGOBARDI 6: mentre i compagni cercano di guadagnare in fretta gli spogliatoi, lui ci mette almeno una dignitosa generosità, rendendosi pericoloso in un paio di occasioni, una volta di testa e l’altra di piede.

VILLA 4: distratto su una copertura preventiva sugli sviluppi di un corner a favore, Kanoute se lo mangia e non trova la porta per una questione di centimetri. Arriva due/tre volte al cross ma quasi sempre il pallone colpisce un avversario invece di arrivare in area . In fase difensiva, alla pari di Llano, è costantemente in difficoltà nell’uno contro uno, resta basso e mai aggredisce. Sterile e scarsamente intenso in fase offensiva, le sue prestazioni nulla ricordano del ficcante esterno ammirato spesso nella scorsa stagione.

D’URSI 4: la peggiore gara dall’inizio del campionato. Pochi movimenti senza palla, molti i passaggi sbagliati, tra cui quello che spalanca le porte del raddoppio al Picerno.

LESCANO 4: nei primissimi minuti del match prova a mettersi a disposizione della squadra venendo incontro al pallone e producendo un paio di sponde. Poi gli capita sul destro un interessante opportunità, ma il tiro risulta masticato e non supera la barriera di gambe avversarie. Poi, come il resto della squadra, sparisce dal campo per una cinquantina di minuti. 65′ BEVILACQUA S.V.

ALL.COSMI 2: propina l’ennesimo orrore calcistico della stagione. Cinque minuti iniziali incoraggianti, poi un nulla estenuante, caratterizzato da una squadra che cammina, sfilacciata tra i reparti, difensivamente fragile, incapace di dare al suo gioco intensità e imprevedibilità. Continua autolesionisticamente a schierare quattro/cinque calciatori fuori ruolo, incurante delle insidie rappresentate dalle caratteristiche tecniche della squadra avversaria. Termina la sua serata, e probabilmente l’esperienza con la Salernitana, con una serie di sostituzioni ‘punitive’ nei confronti di un gruppo ormai palesemente disinteressato alle sue sorti.

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