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Il tempo è tiranno, la classifica preoccupa, ma la Salernitana può e deve crederci

La vera nemica dei granata, nel finale di stagione, è la carenza di tempo che impone un'immediata svolta. I giocatori per tentare l'impresa ci sono, anche i margini di miglioramento tecnico-tattici appaiono significativi. Ribery e compagni, contando sulla possibilità di disputare le gare contro Udinese e Venezia, inseguono un mini filotto di vittorie per agganciare il plotoncino delle squadre impegnate nella conquista della salvezza.

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Assemblare tanti giocatori in un lasso temporale ridotto, con una classifica severa ed un avversario organizzato, dinamico e tecnicamente vivace da affrontare, lasciava immaginare alla vigilia un match difficile da portare a casa con tre preziosissimi punti in saccoccia.

Scendere in campo accompagnati dall’urgenza di dover vincere per accorciare le distanze dalla zona salvezza, non è compito agevole dal punto di vista psicologico, anche quando in squadra hai calciatori di qualità e carismatici. Il gruppo ha sofferto, soprattutto nel primo tempo, ma ha concesso allo Spezia solo le opportunità scaturite da errori individuali (Fazio).

Il pareggio è un risultato sostanzialmente giusto, gli uomini di Colantuono non sono riusciti a capitalizzare le due splendide performance di Verdi su altrettanti calci piazzati, subitaneamente dissipate dalle macchinose giocate dell’esperto centrale difensivo argentino.

L’ex romanista è cresciuto sulla distanza, dimostrando personalità nella capacità di restare ancorato alla gara nonostante le gravi disattenzioni, ma ormai la frittata era già stata cucinata. La condizione psicofisica crescerà nelle prossime settimane e il neo granata tornerà in fretta a recitare il ruolo di guida sicura al servizio della retroguardia. Una funzione di leader che sarà utile anche nel lavoro di copertura teso a favorire l’aggressività di due marcatori puri come Gyomber e Dragusin.

Probabilmente, il calendario non è stato neppure benevolo nei confronti di Radovanovic e compagni, in quali, essendo in evidente fase di rodaggio, avrebbero forse preferito giocarsela contro una rivale meno aggressiva e più compassata.
E’ mancato anche il necessario cinismo per condurre in porto una contesa tatticamente complicata, come nell’occasione della svirgolata di Kastanos a pochi passi da un Provedel ormai battuto.

Però di lavoro tattico bisognerà farne tanto nell’immediato futuro. A centrocampo la squadra deve cercare di essere più aggressiva e feroce nella conquista del pallone, per poi attivare immediatamente i trequartisti, portare più uomini in fase offensiva e sguinzagliare in fretta sulle fasce i laterali difensivi. L’impressione di una linea mediana scarsamente eterogenea non ha abbandonato gli osservatori per l’intera durata del match. In questo senso, gli innesti di Ederson e Bohinen, affiancati da recupero di Mamadou Colibaly, potrebbero regalare quell’indispensabile dose di verve atletica e intraprendenza che ieri sarebbe servita tanto ai padroni di casa.

Sulla trequarti, invece, al netto di condizioni fisiche da potenziare nel lavoro settimanale e attraverso le partite, il terzetto composto da Verdi, Perotti e Ribery sembra offrire sufficienti garanzie, anche se il francese è l’interprete che ha convinto di meno. Attenzione, però, a considerarlo un campione avviato sul viale del tramonto. Un paio di spunti interessanti – vedi la percussione al centro partendo da sinistra che ha fruttato ai granata la prima punizione trasformata da Verdi – sono strappi che restano nel repertorio del campione transalpino.

Qualche preoccupazione in più desta il reparto offensivo. In attesa di scoprire le reali potenzialità dei neo arrivati Mikael e Mousset, con quest’ultimo autore di una prova troppo morbida e a tratti spaesata per la serie A italiana, registrata l’abituale abnegazione di Milan Djuric nei panni di uomo sponda al servizio della squadra ma allo stesso tempo sempre un po’ macchinoso quando è impegnato a calciare in porta con efficacia, Colantuono deve assolutamente coinvolgere Bonazzoli nel suo progetto tecnico-tattico. L’ex punta di Sampdoria e Torino, infatti, al momento sembra essere l’unico, vero stoccatore presente in organico.

La Salernitana, pertanto, possiede discreti margini di crescita, ma l’asticella dovrà essere alzata repentinamente. Perché il campionato procede a ritmo spedito e le opportunità per rimediare ai disastri tecnici della precedente gestione societaria si assottigliano sempre di più.

La gara di Genova contro i rossoblù di Blessin rappresenta una sorta di drammatico bivio calcistico per entrambe le formazioni. I granata, in trepidante attesa delle decisioni della giustizia sportiva sui match non disputati contro Udinese e Venezia, hanno bisogno di un exploit in terra ligure.

Non sarà affatto semplice, ma il colpaccio è assolutamente necessario per non disperdere l’entusiasmo ritrovato della tifoseria e vanificare con largo anticipo gli investimenti di mercato realizzati da Iervolino e Sabatini. Guardare avanti ed evitare di voltarsi indietro. Altro non si può fare.

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