Home Editoriale In attesa dei ‘big’, la Salernitana strizza l’occhio alla linea verde

In attesa dei ‘big’, la Salernitana strizza l’occhio alla linea verde

Nel campionato da poco archiviato, i tre giovani profili (Djibril, Cardoni e Bevilacqua) acquisiti dalla Salernitana hanno dimostrato di possedere discreti margini di crescita. A Serse Cosmi il compito di renderli utili e funzionali all'interno del suo progetto tecnico-tattico.

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In attesa dei colpi di mercato capaci di accendere la fantasia dei tifosi e migliorare l’organico della scorsa stagione, la Salernitana inaugura la linea verde.

Uno step diverso da quello registrato agli albori del campionato da poco archiviato.

Dal Picerno approdano in maglia granata il centrocampista Malik Djibril, classe 2003, e l’attaccante esterno Karim Cardoni, nato nel 2004.
Analoga operazione è stata realizzata in Puglia, versante Foggia, dove sono state acquisite le prestazioni di Marco Bevilacqua, centravanti ventunenne (2004), originario di Assisi.

Due svincolati (Bevilacqua e Djibril) e un investimento contenuto (Cardoni), per provare a rendere più efficiente un processo di patrimonializzazione scarsamente praticato nelle gestioni recenti.

Ventidue e ventitré anni, nel calcio odierno, non rappresentano più un’età verdissima, ma fondata è la speranza di innescare un fruttuoso trend di crescita.

Anche perché l’esborso economico, tutt’altro che rischioso ed oneroso, guidato da una sapiente gestione tecnica, potrebbe immediatamente produrre risultati significativi.

Molto dipenderà dalle capacità gestionale di Cosmi e del suo staff e, soprattutto, dalla voglia di emergere e migliorarsi dei neo virgulti granata.

Al di là del contesto tecnico precario nel quale hanno operato lo scorso anno, i tre ragazzi hanno mostrato delle qualità, ma anche limiti da attenzionare e trasformare, attraverso il lavoro quotidiano e il desiderio di imporsi senza smarrire l’umiltà, in nuove risorse.

Djibril è un centrocampista duttile, che può agire da mezzala, mediano centrale e anche nei panni di cursore intermedio di fascia.

Le sue doti migliori sono il dinamismo e l’aggressività, sia in fase di recupero palla, sia nell’attaccare gli spazi offensivi nella metà campo avversaria. Dal punto di vista tecnico, pur mostrando incoraggianti fondamentali, il ragazzo è ancora un po’ grezzo ed istintivo.

I tempi di inserimento appartengono al suo bagaglio calcistico, la scelta finale, si tratti di conclusione o di rifinitura, necessita di ulteriori tappe di crescita. Analogo discorso per quanto concerne l’agibilità nel cuore della mediana. Buoni i tempi di pressione sui facitori di gioco avversari, da migliorare il suo contributo alla squadra in fase di distribuzione palla.

Cardoni è soprattutto un esterno offensivo, dotato di importante fisicità e abile ad esprimere intraprendenza ed efficacia negli uno contro uno.

Egli calcia e dribbla con entrambi i piedi, pertanto può agire sulle due fasce, pur mostrandosi maggiormente a suo agio quando opera sulla corsia destra, dove il suo piede mancino, un po’ più educato del destro, sembra possedere una maggiore incisività.

Se viene servito nei tempi giusti, al fine di eludere i raddoppi di marcatura avversari, può creare problemi a qualsiasi dirimpettaio di questa categoria. Perché riesce ad incidere sia lungo la linea laterale per arrivare al cross, sia tagliando al centro per procacciarsi la possibilità di calciare in porta o servire l’assist filtrante.

Potenzialità tecniche e fisiche evidenti, ma ancora ampi margini di crescita per lui. Soprattutto sul piano dell’intensità mentale e atletica – da rendere continua nell’arco del match e della stagione – accompagnata da un incremento della lucidità e da minore frenesia al momento dell’ultima, decisiva giocata.

Per prestanza e mezzi tecnici, l’ex picernese può essere utilizzato pure come seconda punta, ma l’impressione è che i suoi habitat naturali siano soprattutto la falcata sugli esterni e il taglio al centro tra le linee avversarie.

Bevilacqua è un centravanti abbastanza prestante e discretamente qualitativo, ma ancora non riesce ad affiancare la necessaria cattiveria agonistica alla fisicità e alle potenzialità tecniche. Carenza che, nonostante i 187 centimetri di altezza, regala agli osservatori l’impressione di un calciatore ancora troppo acerbo e leggerino.

Sprazzi di qualità hanno esibito i suoi recenti trascorsi calcistici a Foggia (splendido, per coordinazione e potenza, il gol realizzato al Catania), ma essi non sono ancora supportati dalla necessaria autostima.

Anche i movimenti sembrano spesso quelli giusti, quando esce dalla linea difensiva rivale per cercare agibilità e fraseggio con i compagni, quando detta la profondità, cerca il taglio sul primo palo, oppure svetta di testa sulle palle inattive.

Il tutto, però, appare ancora un po’ deficitario sul piano della convinzione e della determinazione. Doti fondamentali per una punta, utili per restare nel match anche quando gli avversari prendono le misure e la giornata non è delle più esaltanti.

Lavorando bene, sul piano motivazionale e tecnico-tattico, si potranno sicuramente ottenere dal ventiduenne umbro risultati migliori rispetto a quelli maturati nel corso della sua esperienza in terra dauna.

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