Editoriale

700 e il tasto 5

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La suggestione induce in errore anche i più scafati. Juventus-Salernitana si gioca due volte in 70 ore. Ma non è una gara di andata e ritorno. Saranno due gare profondamente diverse, come diverse sono le competizioni. Eppure sento alcuni in giro che ragionano in questa ottica. Chiaramente non è così, ma forse gioca un ruolo la simpatica sorpresa di affrontare, a distanza ravvicinata, una fidanzata d’Italia così distante dal nostro orizzonte nei decenni scorsi.

Carichi pendenti

Fresco l’ultimissimo precedente — che meriterà un inciso finale — la memoria mi riporta però a poco più di 25 anni fa. Per due motivi. Il primo sta nel tabellino dell’epoca. Il secondo? Pure. Domenica 20 dicembre 1998, Juventus batte Salernitana 3-0. Allora “hat trick” era termine sconosciuto. Autore però della tripletta fu un signore il cui viso è diventato familiare alle nostre latitudini, Inzaghi Filippo. Quella non era una grande Juve, concluse la stagione al settimo posto. Ma Inzaghi maramaldeggiò su una Salernitana disunita. Pochi giorni dopo, infatti saltò la panchina con l’esonero di Delio Rossi e l’ingaggio di Francesco Oddo. Il tutto, la storia la ricordiamo tuttii, si concretizzò due mesi dopo.

E questo mi riporta al motivo secondo. La vigilia del match fu caratterizzata dalla dichiarazione del presidente Aniello Aliberti: «A Torino bisogna andare a vincere». Dichiarazione che apparve quanto meno incauta se consideriamo, tabellino recita, che quella Juve schierò tra gli altri Peruzzi, Tudor, Ferrara, Di Livio, Deschamps, Davids, Zidane e, appunto, Inzaghi. In realtà Aliberti volle mettere Rossi spalle al muro perché ne aveva già deciso l’esonero.

Non mi risulta, certo, che il presidente Iervolino abbia fatto dichiarazioni simili, e nemmeno Walter Sabatini. Però mi ritrovo ancora una a volta a considerare i giri immensi del pallone. Ancorché rinfrancato dalla preziosissima vittoria di Verona, l’allenatore piacentino non può però considerarsi intoccabile all’inizio di un gennaio terribile, con la Salernitana chiamata a risalire posizioni in classifica con avversari che si chiamano Juventus, Napoli, Genoa e Roma. Venticinque anni fa affondò la panchina granata, venticinque anni dopo deve salvarla, e la Juventus è ancora nel suo destino.

The last waltz?

Intanto apprestiamoci a questo Juve-Salernitana da affrontare senza pensieri, ma anche senza patemi. Tra le infrequenti occasioni che la gara offre va annoverata anche la diretta in chiaro su scala nazionale, in prima serata per giunta. Uno stimolo aggiunto per i tanti calciatori granata che troveranno spazio e vetrina dopo un lungo periodo di scarso minutaggio. Bronn, Martegani e Botheim, in particolare, avranno forse l’ultimissima occasione per candidarsi ad una permanenza a Salerno che appare in forte bilico.

Dov’è Candreva?

Mancherà, tra i convocati, Antonio Candreva. E il dato sottrae un altro motivo di interesse per i tanti tifosi juventini che ancora recriminano (vedi link) sul famigerato e lontano episodio del match di andata in campionato nella scorsa stagione. Di acqua ne è passata tanta sotto i ponti, ma ancor oggi basta inserire “Candreva” “VAR” e “Juventus” nei motori di ricerca per verificare quanto i fedelissimi della Vecchia Signora — non tutti, vivaddio — ne siano ancora discretamente ossessionati.

Il cumulo sospetto dei “contro”

Oggettivo gap tecnico, infermeria affollata più del pronto soccorso del “Cardarelli”, necessità per i padroni di casa di andare avanti nella competizione. Il cumulo dei “contro” è talmente pesante da essere sospetto. Una sconfitta senza pesante passivo sarebbe indolore. Ma, esistesse uno scanner capace di sondare l’animo di chi ama la Salernitana, sono sicuro percepirebbe altro.

Non pochi, circa settecento, i tifosi al seguito. Magari torneranno con una storia da raccontare ai nipotini. Agli altri non resterà che premere il tasto “5” sul telecomando, in attesa del sold out di domenica prossima all’Arechi.

Giovanni Perna

Nato nel 1964, professione ortopedico. Curioso ma pigro. Ama svisceratamente Salerno e la Salernitana. Come sempre accade quando un amore è passionale, è sempre piuttosto critico nei confronti di entrambe.

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