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Obiettivo terzo posto raggiunto, ma ai play off dovrà arrivare una Salernitana diversa

Evitare le due partite secche del girone, per la china discendente che aveva preso la stagione, è un gran risultato e rappresenta un'iniezione di energia ed entusiasmo. Però, nelle prossime due settimane, la Salernitana dovrà compiere passi significativi in avanti, se vorrà recitare da protagonista nella fase nazionale dei play off promozione. Progressi necessari sotto l'aspetto tecnico-tattico e della capacità di gestire con maggiore padronanza le diverse fasi del match.

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DONNARUMMA 6: una palla innocua, l’unica dei primi quarantacinque minuti, sbuca da una mischia aerea e finisce in porta. Forse potrebbe essere più reattivo, ma il pallone, con la stazza di Arena e Golemic, non dovrebbe mai superare così facilmente la prima barriera. Nel secondo tempo, si fa trovare pronto sul tiro di Nocerino dai venti metri ed è puntuale nelle uscite.

ARENA 6: sui palloni sporchi fa il suo, sulle letture difensive – quando gli avversari giocano i filtranti alle sue spalle – e sul presidio aereo, la prestazione del primo tempo palesa qualche incertezza. Decisamente meglio nei secondi quarantacinque minuti, nel corso dei quali le folate foggiane non riescono mai a trovare vita facile nei sedici metri granata.

GOLEMIC 6: quando il Foggia verticalizza, protegge male la zona centrale, ma è bravo Longobardi a rimediare con due diagonali. Inutile e ingiustificabile il fallo commesso su Liguori, che lo mette quasi a rischio espulsione. Pallone spiovente dalla trequarti, arriva in area granata, lui e Arena sono assenti con la loro prestanza fisica ed il Foggia riapre la partita. Nel secondo tempo ritrova il mestiere e la giusta attenzione, presidiando bene i sedici metri sulle continue iniziative dei padroni di casa. Riscatta ampiamente un primo tempo titubante.

ANASTASIO 6,5: avvio robusto in entrambe le fasi di gioco: prima ruba palla di anticipo, poi si sgancia dalla linea e crea superiorità numerica nella metà campo pugliese. Generosa, attenta e dispendiosa anche la seconda frazione di gioco, nel corso della quale contribuisce ad inaridire nell’area granata la vivacità palesata dal Foggia sulla trequarti.

CABIANCA 6: inizio decisamente volitivo, rappresenta un punto di riferimento per i compagni e spinge tanto per l’intero primo tempo. Nella ripresa, un Foggia rivitalizzato e propulsivo sulla fascia sinistra con Dimarco lo fa entrare progressivamente in sofferenza atletica e tattica. Stremato, lascia le funzioni a 64′ QUIRINI 7: impiega poco a risultare determinante, prima facendo suo un rimpallo, poi punendo con un potente diagonale il portiere rossonero. Anche in fase difensiva è più aggressivo sul riferimento avversario che si materializza nella sua zona.

TASCONE 6: inizio di gara grintoso e reattivo sulle seconde palle, arriva anche al tiro dai diciotto metri ma il pallone termina di poco alto sulla traversa. Provvidenziale anche un tackle in area granata che neutralizza un insidioso cross da sinistra. Poi si limita ad amministrare energie e spazi con la squadra in netto controllo, prima dell’inatteso gol foggiano in chiusura di tempo che riapre i giochi. Avvio di ripresa molto complesso, perché il Foggia porta tanti uomini nella metà campo granata e per lui e De Boer diventa difficile inaridire sul nascere la verve avversaria. Tiene botta, poi respira con il terzo gol di Quirini e grazie a un centrocampo più folto nella parte finale del match.

DE BOER 7: eccezionale il tempismo dell’inserimento, accompagnato da qualità tecnica, che gli regala la possibilità di sbloccare il match con un gran gol. E’ ispirato nei panni d’incursore, come testimonia la seconda percussione con la palla al piede da cui nasce l’opportunità del raddoppio non finalizzata da Tascone. Protagonista involontario dell’autorete che consente al Foggia di accorciare le distanze, ma a saltare su quei palloni dovrebbero essere i due centrali difensivi, non lui. Il gol del Foggia riapre il match, con Tascone soffre tanto a contenere le folate numericamente corpose dei padroni di casa. Non si sottrae dalla lotta, ma risulta stremato e dopo il gol della sicurezza di Quirini lascia spazio a 76′ CARRIERO S.V.

LONGOBARDI 7: in fase passiva è bravo nelle letture sulle diagonali da eseguire, collaborando molto con i tre centrali e risultando efficace in due occasioni. Ma alla prima sortita offensiva regala un assist che è un cioccolatino già scartato per il famelico Ferrari. Attento ed energico anche nei secondi quarantacinque minuti.

FERRARIS 6,5: attacca la fascia e serve prontamente De Boer che s’inserisce in area dauna e porta avanti i granata. Motivato e intraprendente, tenta un assolo personale dribblando tre uomini e arrivando al tiro senza trovare la porta. Resta vivo per l’intera prima frazione di gioco. Nel secondo tempo, complice il ritorno in gara del Foggia, la squadra perde un po’ di tranquillità, tende ad abbassarsi e a lui non resta altro da fare che guadagnare qualche punizione nei confusi e sporadici tentativi di rimessa della squadra. 85′ GYABUAA S.V.

FERRARI 7: ha ritrovato l’antica capacità nel fare la partita sporca a base di sportellate e sponde, alla pari della vena finalizzatrice. Realizza il gol del raddoppio che sembra mettere in ghiaccio il successo. La rete del Foggia toglie spensieratezza alla squadra che si abbassa e opportunità agli attaccanti che scarseggiano di rifornimenti. Ciò nonostante, sfiora la doppietta con una conclusione dai venticinque metri che quasi sorprende Perucchini. 85′ INGLESE S.V.

LESCANO 5: non entra mai in partita nei primi quarantacinque minuti, nonostante una condotta di gara abbastanza vivace della squadra. Resta negli spogliatoi al termine del primo tempo. 46 ACHIK 6: avvio un po’ gigioneggiante e impreciso, anche perché l’aggressività del Foggia non lascia troppo spazio alle leziosità. Dal suo piede parte comunque il pallone che consente a Quirini di chiudere il match. Notevole un tiro da posizione assai decentrata, che costringe Perucchini a compiere una prodezza per evitare il quarto gol granata.

ALL.COSMI 6: sorprende positivamente l’avvio aggressivo e intraprendente della squadra, che sfonda a destra con Cabianca e Ferraris e nel cuore dell’area foggiana con i raid di De Boer. La seconda rete di Ferrari sembra chiudere il match, anche perché il Foggia appare modesto dal punto di vista tecnico. I suoi uomini subiscono un gol evitabile e si condannano ad una ripresa di sofferenza. Nel secondo tempo, infatti, la squadra granata sparisce dal campo per venti minuti abbondanti, non riparte, sembra in difficoltà a coprire in lungo e in largo il terreno di gioco, ma resiste nei propri sedici metri, complice anche l’assenza di attaccanti di peso tra le file avversarie. Il cambio di Quirini risulta determinante, quelli successivi servono a gestire il doppio vantaggio. Si tira un sospiro di sollievo, per una vittoria che vale la fase nazionale dei play off e quindici giorni di tempo per preparare al meglio la post season. Ma, francamente, questa Salernitana deve ancora migliorare molto, se vuol recitare da protagonista vincente nella post season. Sul piano degli equilibri complessivi, della personalità, della qualità e dell’imprevedibilità della fase offensiva.

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