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Un’ora abbondante di calcio gradevole ed efficace. Poi un calo incomprensibile e il rischio beffa

Una partita in pieno controllo per quasi settanta minuti, ricca di spunti positivi in entrambe le fasi di gioco, nel finale rischia di trasformarsi in beffa. Con la Casertana che, sotto di tre reti e annichilita, quasi raggiunge il pari. Gara che serva da lezione per l'immediato futuro. Attenzione, umiltà e carica agonistica non devono mai venire meno, anche e soprattutto quando l'avversario sembra ormai tramortito.

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DONNARUMMA 5,5: primo tempo di assoluto riposo, unico brivido un cross innocuo da sinistra con il pallone smanacciato con qualche problema. La Salernitana, dopo un’ora dominata in lungo e in largo, smarrisce concentrazione e intensità e quasi rischia di pareggiare incredibilmente il match. La Casertana realizza due gol e forse su entrambe le conclusioni, non irresistibili di Proia e Butic, poteva opporre maggiore resistenza.

MATINO 6,5: bloccato sul centrodestra, con una Casertana impegnata soprattutto a contenere la gara brillante dei granata, non va mai in affanno. L’ammonizione subita dopo un litigio con Butic, gli crea qualche leggera apprensione per il prosieguo del match, ma i falchetti fanno fatica a rendersi incisivi. 46′ BERRA 6: venti minuti di gestione serena, soprattutto quando è chiamato ad intervenire in chiusura e in anticipo sul centrodestra. Maggiore apprensione anche per lui nel corso del generoso forcing finale dei padroni di casa.

GOLEMIC 6: gli attaccanti di casa, tagliati fuori dal sostegno dei centrocampisti, giocano solo palloni sporchi, facilitando il suo compito nel contenerli. Primo tempo solido, un’unica ingenuità è rappresentata dal fallo evitabile su Butic che regala a quest’ultimo la possibilità di calciare una punizione da posizione interessante. Nel secondo tempo, la sua prestazione difensiva si conferma molto solida per venticinque minuti. Nel corso dei quali chiude bene lateralmente, con un tackle in scivolata neutralizza il tiro di Bentivegna, presidia in sicurezza i sedici metri. Poi, insieme al resto della squadra, manifesta un calo di tensione evidente. In due circostanze lascia sguarnito il cuore dell’area e la Casertana fallisce altrettante ghiotte opportunità. Troppo basso sul gol di Proia, in ritardo sull’incornata di Butic.

ANASTASIO 6,5: lui è Villa giocano in perfetta sinergia, cercando di non disarticolare mai la linea a cinque in fase di non possesso. I falchetti non sfondano mai sul suo versante, mentre risulta determinante nell’unica sortita offensiva del primo tempo, servendo un chirurgico assist a Ferrari che è abile a trasformarlo in gol. Concentrata e puntuale anche la seconda frazione di gioco. Mezzo voto in meno per il disimpegno velleitario che lo porta a perdere il pallone e a consentire alla Casertana di ripartire pericolosamente.

CABIANCA 6,5: le tre punte granata costringono la Casertana ad abbassarsi e a fare densità, favorendo la Salernitana che, dopo la conquista delle seconde palle, trova sistematicamente le sgroppate a destra del virgulto scuola Cremonese. Serve un ottimo pallone a Villa, che non lo aggancia in piena area rossoblù. Puntuale e reattivo in fase difensiva. Continua a spingere anche nel secondo tempo, come testimonia il cross da cui nascono la sponda di Villa e il terzo gol di Ferraris. Nel finale, con Bentivegna e Llano a spingere sul suo versante, soffre un po’ di più, ma tiene botta e i pericoli arrivano soprattutto nella zona centrale dei sedici metri granata.

DE BOER 6,5: onnipresente, alla pari di Tascone. Gestisce con serenità la regia, quando la gara offre l’opportunità, non disdegna l’inserimento improvviso. Aggressivo nei raddoppi di marcatura, si fa valere anche nel gioco aereo all’interno dell’area di rigore granata. Sempre al posto giusto anche in avvio di ripresa. Poi la squadra si abbassa, pensa di aver ormai ipotecato la qualificazione, subisce due gol, smarrisce una buona dose di sicurezza e va in affanno. In questa fase, che non vede più i granata ripartire, sembra comunque uno dei più lucidi.

TASCONE 6,5: pulisce palloni, reattivo sulle seconde palle, attacca l’area avversaria con blitz improvvisi, raddoppia costantemente a supporto della difesa e accorcia sempre nella zona dove transita la sfera. Dopo un avvio tranquillo anche nel secondo tempo, entra in fase di gestione, lascia un po’ di intensità per strada, subisce un giallo condizionante ed entra, alla pari degli altri in un finale sofferto. Nel corso del quale cerca comunque di garantire corsa e spirito di sacrificio.

VILLA 6,5: molto disciplinato in fase difensiva, con Cabianca crea una linea a cinque in fase di non possesso, quando a gestire il pallone sono i padroni di casa. Centellina i suoi raid offensivi, su uno di questi quasi aggancia l’ottimo pallone servito da Cabianca in piena area casertana. Capacità di offendere che rispolvera in avvio di secondo tempo, quando la sua sponda aerea diventa l’assist che vale il terzo gol di Ferraris. L’ingresso di Kallon nella sua zona, unito all’insicurezza palesata dalla squadra nell’ultimo quarto di gara, genera qualche problema anche a lui, che comunque resta acceso, provando a dare respiro ai compagni con qualche sgroppata e spazzando lontano un paio di palloni.

FERRARIS 7,5: gioca, in fase di non possesso, nell’inedita posizione di punta centrale, con Lescano e Ferrari decentrati, per inaridire la prima costruzione dei padroni di casa. Quando a muovere il pallone sono gli uomini di Cosmi, il suo gioco tra le linee infastidisce molto Bacchetti e compagni. Sfiora l’eurogol con un tiro al volo scoccato a ridosso dell’area rossoblù. Marcatura che trova meritatamente in avvio di ripresa, complice anche una difesa di casa abbastanza approssimativa. Dopo la sua uscita dal campo, la squadra non riesce più a ripartire. 73′ CARRIERO: 6 c’è da indossare l’elmetto, in un finale divenuto inaspettatamente ansiogeno. Corre e spazza palloni e lascia nel cassetto qualsiasi aspirazione offensiva.

FERRARI 8: dopo una fase di studio, svetta in area rossoblù e di testa confeziona l’assist vincente per la testa del famelico Lescano. Poco dopo tocca a lui gioire sul perfetto cross di Anastasio, esibendo cattiveria e opportunismo. La sua fisicità è un grosso problema per gli avversari per ben due terzi del match. Poi la squadra, forte del tre a zero, abbassa troppo in fretta la soglia dell’attenzione e per lui diventa più complicato incidere nella metà campo avversaria. Disciplinato anche il corposo contributo, in fase di non possesso, espresso sulle corsie esterne.

LESCANO 7,5: la sponda aerea di Ferrari è un cioccolatino già scartato e l’argentino lo divora agevolmente. Quando giocano vicini, lui e Ferrari e con Ferraris alle spalle, creano veri e propri incubi alla retroguardia della Casertana. Nel finale non partecipa alla sofferenza calcistica patita dai compagni. 73′ INGLESE 5,5: entra in una fase turbolenta del match, con la squadra granata in sofferenza al cospetto degli assalti finali di Llano e compagni. Non ha la gamba per ripartire, ma qualche pallone dovrebbe difenderlo meglio, per consentire alla squadra di spezzare il veemente forcing rivale.

ALL. COSMI 6,5: nella prima ora di gioco presenta una squadra che sa perfettamente cosa fare in entrambe le fasi di gioco. La fisicità delle due punte pesanti, il gioco tra le linee di Ferraris, i raid a turno di Tascone e De Boer, le sgroppate puntuali di Cabianca, con Villa a riempire l’area casertana sul fronte opposto, gettano in totale confusione la retroguardia di Coppitelli. I tre gol realizzati sono frutto di un preciso piano tattico. Anche la fase difensiva, con i tre attaccanti ad occuparsi della prima costruzione di gioco rivale, la prossimità degli esterni con i braccetti e la capacità dei mediani di essere aggressivi sui dirimpettai, inibiscono totalmente la fase offensiva dei calciatori locali. Gli ultimi venticinque minuti, figli di una intensità e un’attenzione venuti meno, restano però incomprensibili. Si è rischiato di pareggiare una partita dominata in lungo e in largo per un’ora abbondante di gioco. Anche la tempistica delle sostituzioni lascia qualche perplessità: sul tre a zero, probabilmente sarebbe stato meglio rinfoltire la mediana e addormentare la gara con un’interdizione più spiccata e una densità fatta di palleggio. Anche l’ingresso di Inglese, assente dai campi di gioco da lungo tempo e catapultato in un clima di battaglia calcistica non esattamente nelle sue corde, non è sembrata una mossa foriera di benefici. L’assenza di una punta in grado di ribaltare il fronte e far respirare la squadra (Ferraris o Achik) forse avrebbe aiutato la squadra a limitare l’assedio dei calciatori di casa. Tante luci, ma anche alcune preoccupanti ombre da analizzare attentamente.

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