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L’iniziativa, ancorché non benefica (credo), fu meritoria.

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Foto Giuseppe Maffia

Non pensate male di me, non mi criticate, non dite che mi lamento del soverchio.

Lo so che mi dovrei far bastare il fatto che il campionato sia iniziato, il primo punto acquisito.

Ma non fraintendete, eh, io sono grato.

Pure per il record delle partecipazioni consecutive alla serie B.

Sì.

Purtroppo tengo questa natura impicciona, che si interroga pure sui particolari.

Non voglio tirarla per le lunghe: vorrei notizie sul destino delle bandierine.

Intendo quelle vendute dalla società a giugno per l’iniziativa “Coloriamo l’Arechi”.

Quelle che, in migliaia di esemplari, al costo simbolico di 10 euro, dovevano ricoprire gli spalti dell’Arechi in rappresentanza dei tifosi assenti causa emergenza Covid.

Vendute presso lo store di Piazza Caduti Civili di Guerra, con restituzione prevista alla riapertura dello stadio, debitamente autografate dai calciatori.

Ora, come ben si sa, l’Arechi è ancora off-limits. Ma io, guardando la partita su DAZN non le ho viste.

Per scrupolo, ho riguardato le immagini. Non sono stato capace di vederle.

Mancanza mia, sicuramente. O forse erano ben riposte.

Però vorrei tanto sapere quante sono, e chi le autograferà alla ripresa.

Cerci? Billong?

L’iniziativa, ancorché non benefica (credo), fu meritoria.

E sarebbe cosa giusta rendere onore agli acquirenti.

Se non sbaglio, con lo Spezia c’erano pure le sagome di cartone.

Magari quelle no, non è necessario.

Però almeno le bandierine, almeno quelle, #uscitele.