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L’ombra del Covid, la partenza sprint ed un finale che deve essere diverso

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La settimana comincia con una vigilia: domani, infatti, la Salernitana tornerà a calcare il prato di Marassi per la sfida di Coppa Italia con la Sampdoria dell’immortale Quagliarella. Sarà sfida tra allenatori di lungo corso, Ranieri e Castori, e per i granata sarà l’occasione per provare a togliersi uno sfizio. La Coppa, però, è una sorta di piacevole intermezzo e potrebbe essere vetrina importante anche per chi, finora, ha trovato meno spazio in campionato.

Da domani sera, poi, si penserà alla gara di sabato con la Reggiana, una delle formazioni maggiormente colpite dal covid. Gli emiliani hanno dovuto chiedere il rinvio della gara col Cittadella e, da regolamento, non potranno giocarsi altri jolly. Pertanto, a Salerno dovranno presentarsi, sebbene decimati, pena la sconfitta a tavolino. Il tema di un campionato deciso dal covid, con squadre decimate e, nella peggiore delle ipotesi, costrette addirittura a chiedere il rinvio o impossibilitate a scendere in campo rischia di diventare sempre più attuale.

E’ stato predisposto un regolamento, ma assegnare eventualmente delle vittorie e delle sconfitte a tavolino avrebbe senso? Ce lo diranno gli organi preposti. Di sicuro, la Salernitana dovrà prepararsi all’impegno con la massima concentrazione e determinazione, armi che hanno fatto la differenza contro l’Ascoli.

Tra i meriti che innegabilmente vanno ascritti a Castori c’è quello di aver saputo cementare il gruppo che ha centrato due vittorie interne di fila sotto gli occhi di Claudio Lotito, tornato ad essere patron presente e non più distante dopo l’inspiegabile assenza dagli spalti in occasione della decisiva gara con lo Spezia del luglio scorso, e poi dalla scena granata con mesi e mesi di silenzio.

Come in altre stagioni, la Salernitana è partita bene. Anzi, quest’anno ha fatto anche meglio e questo, in circostanze normali, sarebbe già di per sè bastato per accendere l’entusiasmo della piazza. A Salerno, dove si vive una situazione societaria quanto meno particolare, prima ancora che acquisti di spessore la gente chiede alla proprietà la licenza di sognare.

La domanda è sempre la stessa: Lotito e Mezzaroma saranno pronti ad assecondare le necessità dell’allenatore e i desideri della piazza quando il campionato sarà, covid permettendo, entrato nel vivo? La partenza sprint è sicuramente degna di nota, ma ora viene il bello. E Salerno vuole poter sognare, almeno, un finale diverso.