Home Schede Tecniche Il concreto e spigliato ‘4-4-2’ del Chievo di mister Aglietti

Il concreto e spigliato ‘4-4-2’ del Chievo di mister Aglietti

La compagine veronese è particolarmente temibile sulle corsie esterne

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VERONA, ITALY - JULY 31: Alfredo Aglietti, head coach of Chievo Verona, looks on during the serie B match between Chievo Verona and Pescara Calcio at Stadio Marcantonio Bentegodi on July 31, 2020 in Verona, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images for Lega Serie B)
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Trentacinque punti, secondo posto in classifica e identiche ambizioni in chiave play off sono il collante che lega Salernitana e Chievo Verona sul tragitto lungo diciotto partite che dovranno percorrere fino al termine della stagione.

I gialloblu veneti, reduci da un doppio successo interno (Cittadella e Pescara), giungeranno a Salerno con una duplice motivazione: riscattare la sconfitta subita nel girone d’andata e alzare l’asticella in chiave promozione.

Mister Aglietti dovrebbe proporre il canonico 4-4-2, anche se la presenza in organico dell’esperto Giaccherini gli fornisce la possibilità, come è già accaduto a Vicenza, di virare sul 4-2-3-1.

In porta ci sarà l’intoccabile Semper, giovane portiere croato che, al netto di qualche incertezza fisiologica, è spesso risultato determinante nella prima parte della stagione.

La linea difensiva, partendo da destra, sarà probabilmente composta da Mogos, Rigione, Gigliotti e Renzetti. La qualità principale è rappresentata dalla spinta costante garantita dai due terzini, con Mogos che eccelle in potenza della falcata, mentre Renzetti si lascia preferire per la precisione dei suoi cross. La coppia centrale, invece, rientra nella media della categoria: fisicità ed esperienza ma anche qualche disattenzione che ha tarpato parzialmente le ali della squadra. Non è da escludere la presenza in campo del giovane centrale francese Leverbe, calciatore molto tecnico in fase d’impostazione, però ancora un po’ acerbo quando deve indossare i panni di arcigno marcatore.

I quattro protagonisti della linea mediana, partendo da destra, dovrebbero essere Ciceretti, uno da selezionare tra gli interessanti virgulti Palmiero e Viviano, l’ex interista Obi e Garritano. Tanta qualità e personalità per Aglietti che può contare sulle giocate del mancino ex Roma e Benevento, il quale parte da destra per accentrarsi e rendersi protagonista al tiro o fornendo assist ai compagni. Insidie che arriveranno anche da sinistra con Garritano, molto abile di rimessa e bravo nella lettura degli inserimenti offensivi, come testimoniano i quattro gol messi a segno fino a questo momento. L’importanza della rosa gialloblu si evince anche nella valutazione delle alternative, rappresentate da Canotto e il neo acquisto Di Gaudio, entrambi rapidi, veloci e decisamente insidiosi nell’uno contro uno. La cerniera centrale, invece, esibirà il dinamismo, la cattiveria agonistica e l’intelligenza tattica dell’esperto Obi, calciatore che riesce ad abbinare qualità e quantità, e le ordinate geometrie garantite da uno dei due colleghi più giovani. Da menzionare anche il jolly Bertagnoli, tatticamente versatile e dotato di importanti fondamentali tecnici.

In attacco, infine, detto della possibile variante tattica rappresentata dalla collocazione dietro un’unica punta del rapido ed estroso Giaccherini, calciatore ormai trentaseienne ma anche brevilineo e ancora in possesso dello spunto capace di spaccare la partita, il trainer clivense si affiderà probabilmente al doppio centravanti. Sono in quattro a contendersi le due maglie: De Luca, Djordjevic, Margiotta e Fabbro. I primi due sfruttano la loro prestanza fisica per rendersi minacciosi nel gioco aereo e consentire alla squadra di guadagnare campo. Margiotta invece, pur non essendo eccelso sul piano estetico, fonda la sua pericolosità offensiva sull’opportunismo che esibisce nei sedici metri rivali. Fabbro, infine, è il più rapido e veloce di tutti, regala pochi punti di riferimento ai difensori avversari, ma deve lavorare per migliorare la sua media realizzativa.

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