Home Editoriale Lovato, difensore ‘baby’ che gioca da veterano per mister Nicola

Lovato, difensore ‘baby’ che gioca da veterano per mister Nicola

Il difensore approda a Salerno dall'Atalanta, dopo le esperienze con Verona e Cagliari. E' un punto di forza della Nazionale Under 21

907
0
Tempo di lettura: < 1 minuto

Matteo Lovato, classe 2000, originario di Monselice (PD), giunto a Salerno nell’operazione di mercato che ha condotto Ederson alla corte di Gian Piero Gasperini, incrementa la batteria di difensori centrali a disposizione di mister Davide Nicola.

Dopo un apprendistato formativo nella terza serie italiana con la maglia del Padova, il neo granata è reduce da un intenso biennio che si è sviluppato tra Verona, Atalanta e Cagliari. Due stagioni che lo hanno fatto conoscere agli addetti ai lavori, ma anche base di lancio per un futuro calcistico alla ricerca di notevoli potenzialità da trasformare in consolidata cifra tecnico-tattica.

Prestante con i suoi 188 cm di altezza, aggressivo nelle letture preventive che lo aiutano ad accorciare le distanze sugli attaccanti di turno che gravitano nella sua zona di competenza, pur non essendo un’eccellenza sul terreno della rapidità e della velocità, Lovato garantisce solidità difensiva nel gioco aereo (ancora immacolato, invece, lo score realizzativo) e pugnace concentrazione nell’uno contro uno.

Accompagnate da incoraggiante personalità, le sue prestazioni evidenziano una corretta interpretazione delle fasi del match, lucidità e freddezza nel disimpegno in fase di possesso e nel primo sviluppo della manovra dalle retrovie.

Dal punto di vista delle formule tattiche, il virgulto fuoriuscito dalla Primavera del Genoa, può operare sia all’interno di una linea difensiva composta da quattro elementi, sia da perno centrale o nei panni di dioscuro leggermente decentrato in una retroguardia incardinata su tre marcatori e due esterni intermedi.

Nella Nazionale Under 21, il difensore patavino ha spesso incrociato i suoi destini calcistici con quelli di Okoli e Pirola, altri due giovani profili che la Salernitana sta monitorando da diverse settimane.

Articolo precedenteErik Botheim, un vichingo dal gol facile per infiammare l’Arechi
Articolo successivoEderson, il saluto social ai tifosi della Salernitana