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Tre cose tra Firenze e Bologna

Sovranisti allo stadio, alberghi e post Instagram

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Come se fosse Antani

Con buona pace del sindaco Nardella (link) il raduno dei sovranisti di domenica non è stato affatto un flop. Ché gli Uffizi hanno pure aperto fuori orario per accogliere Salvini & co. E non è affatto vero che le adesioni fossero scarse, anzi. Gli è solo che i militanti si son recati allo stadio a sostener la Viola.

Per risponder alla domanda posta dagli spalti, a maestra Firenze stessa bisogna rivolgersi. A viver senza reddito si fa come il conte Mascetti, il personaggio di “Amici miei” immortalato da Ugo Tognazzi. Prigioniero di antica nobiltà sfiorita, con la mano destra ripudia elemosine, con la sinistra intasca sovvenzioni. A profilassi di scontate risposte, il Mascetti fu personaggio di fantasia solo nel nome (link).

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Dopo la brutta sconfitta di Firenze, la Salernitana andrà in ritiro in una struttura “basic” per ritrovare il senso del gruppo. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato dr. Maurizio Milan. Sorridendo, verrebbe da dire che sin dal ritiro di Rivisondoli il quadro fosse ben delineato. Più seriamente, avrei optato per la rieducazione e non per la punizione. La squadra doveva rientrare a Salerno con l’autobus che mi ha portato a Firenze per la trasferta. Non per il disagio delle lunghe ore in autostrada, no. Ma per regalare a questi svagati ragazzi il senso di appartenenza e di composta (sì Firenze, hai letto bene) civiltà dei miei compagni di viaggio. Soprattutto sull’appartenenza (non nel senso di provenienza dei bonifici) c’è bisogno di fare scuola, lo spirito di gruppo si (ri?)troverebbe di conseguenza. Mi chiedo però se nell’attuale quadro dirigenti societario ci siano docenti qualificati.

The pen is on the table

Quando le cose in campo vanno male, confesso, trovo urticanti tante cose alle quali non baderei. Una di queste? I post Instagram in lingua inglese della società. Si badi bene, in merito sono più “basic” dell’albergo del ritiro. Però lo so, e sto nel mio. So pure però che spogliatoio si traduce in “locker room” e che frasi come “Let’s work to do better already from the next one” sono passibili di dichiarazioni di guerra dalla perfida Albione. Poi non lamentiamoci dell’anglo-nigeriano o dell’anglo-giamaicano. Sommessamente, si usi almeno DeepLTranslate in luogo di Google Traduttore. Credo sia spesa sostenibile.

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Nato nel 1964, professione ortopedico. Curioso ma pigro. Ama svisceratamente Salerno e la Salernitana. Come sempre accade quando un amore è passionale, è sempre piuttosto critico nei confronti di entrambe.