DONNARUMMA 5: nel primo tempo non viene mai impensierito dagli attaccanti ospiti. Al primo tiro in porta del Giugliano non sembra perfetto il suo posizionamento e subisce un evitabile gol sulla beffarda conclusione di D’Agostino. Poco dopo si distende e devia il tiro non irresistibile di Zammarini.
BERRA 6: nel primo tempo è attento, concentrato, solido, presidia in sicurezza la sua zona, senza disdegnare qualche sortita in avanti. Nella ripresa la squadra è la brutta copia del primo tempo e consente al Giugliano di credere nella rimonta. Ma il mancato risultato pieno non è certamente causato da suoi errori.
CAPOMAGGIO 6: un po’ stopper vecchio stampo, un po’ libero anni ottanta. Il Giugliano del primo tempo non procura grossi grattacapi, la sua prestazione, priva di fronzoli, poco concede. Scomposto un tentativo di rinvio all’inizio del secondo tempo, il pallone rimbalza sulla mano e rischia di vedersi fischiare contro il calcio di rigore. La sensazione, nonostante l’impegno mostrato nei panni di difensore, è che debba ritrovare in fretta le mansioni di centrocampista.
ARENA 6: molto propositivo in avvio di gara, si sgancia dalla linea e appoggia frequentemente la manovra offensiva. Illuminante l’imbucata che pesca De Boer tra le linee in occasione dell’azione che porta al gol di Ferraris. Possiede i piedi di un centrocampista, come si evince da un altro preciso lancio di quaranta metri che attiva Villa sulla fascia sinistra. Meno pulita la ripresa, sia in fase di costruzione, sia in un tentativo di anticipo non riuscito su Volpe che s’invola verso l’area granata. 90′ MOLINA S.V.
LONGOBARDI 5,5: attacca subito con un taglio lo spazio, entra in area del Giugliano, calcia ma trova la coscia di un difensore. Ci riprova qualche minuto dopo sull’imbeccata di Carriero. Spinge tanto, ma gli manca sempre qualcosa a livello di lucidità. Ingenuo e approssimativo nella difesa del pallone, che gli viene sottratto da D’Agostino che lo tramuta in gol di pregevole fattura. 82′ QUIRINI S.V.
CARRIERO 6,5: primo quarto d’ora di gara un po’ avulso dal palleggio della squadra, però è tempestivo e letale l’inserimento sul passaggio filtrante di De Boer, prima di servire a Ferraris l’assist vincente. Ottimo anche il tracciante a pescare il taglio di Longobardi, il quale però si libera fallosamente della guardia di un avversario. Anche in fase difensiva è un po’ ovunque, guadagna tante punizioni che consentono alla squadra di respirare. 67′ LIGUORI 5,5: ricevere palla spalle alla porta e smistarla indietro non è la mansione per la quale è stato ingaggiato. Da lui si attendono uno contro uno che creino superiorità numerica, conclusioni e assist vincenti.
GYABUAA 6,5: il traffico della mediana è lui a regolarlo con la consueta calma e lucidità, oltre ad essere in fase difensiva sempre nella zona dove transita il pallone e abile a strappare con la palla al piede. Un po’ distratto e superficiale l’inizio del secondo tempo, con un paio di palloni persi banalmente. Si riprende, ma la sua seconda parte di gara procede tra luci ed ombre. Comunque uno dei più positivi in campo.
DE BOER 6: non è un fulmine di guerra, non sempre è preciso nella gestione del pallone, ma sa dettare il passaggio tra le linee e dal suo piede parte il preciso tracciante che pesca l’inserimento di Carriero nell’azione che vale il vantaggio granata. Nella ripresa, come il resto della squadra, inizia a recitare il compitino che, alla lunga, permette al Giugliano di raccogliere un insperato risultato positivo. 82′ TASCONE S.V.
VILLA 6: corre senza soluzione di continuità sull’out mancino, con Arena e De Boer forma in avvio di gara una catena interessante che costringe il Giugliano sulla difensiva. Non è molto produttivo in termini di passaggi significativi, ma il suo dinamismo in fase di rimessa è utile alla squadra. Primo tempo ordinato anche dal punto di vista difensivo. Nella ripresa i granata quasi spariscono dal campo ed anche lui fatica a proporsi con argomenti validi, restando però abbastanza ordinato in fase difensiva.
FERRARIS 7: un po’ attaccante, un po’ variabile impazzita tra le linee e sugli esterni. Lentamente sta ritornando sui livelli di inizio stagione, come testimoniano il tiro potente e angolato che non lascia scampo a Greco e il vigore che dimostra su ogni pallone. A metà ripresa un pestone lo toglie dalla contesa. 67′ ACHIK 6: luci ed ombre nella sua mezzora scarsa di gioco. Un buon tiro a giro dalla distanza che termina di un soffio lontano dalla porta, ma anche qualche testardo e infruttuoso tentativo di andar via in dribbling al dirimpettaio di turno.
LESCANO 6: tanta generosità in avvio di match, nel corso del quale arriva due volte alla conclusione, ma trova le neutralizzazioni avversarie in entrambi i casi. Dopo il vantaggio, la Salernitana gioca soprattutto di gestione e deve registrare il timido tentativo del Giugliano di essere propositivo; lui si adegua e opera spesso sotto la linea del pallone. L’ex irpino non è attaccante che lega il gioco lontano dai sedici metri, deve essere servito per far gol. Nelle rare occasioni in cui è accaduto, vedi il colpo di testa con il pallone che si è stampato sul palo, ha dimostrato di poter far male alle difese rivali. Ma in questa Salernitana, spesso scontata e lenta nella manovra, per una punta non è mai vita facile.
ALL. RAFFAELE 5: l’avvio di gara è promettente, con la squadra che con pazienza riesce a trovare i varchi nella metà campo avversaria. L’azione del vantaggio, con l’imbucata centrale di Arena, le giocate delle due mezzali e il tiro di Ferraris, sembrano il preludio di uno spettacolo avvincente ed efficace. Invece, incredibilmente, con la squadra granata padrona del campo, ha inizio una stucchevole e interminabile fase di gestione. Un atteggiamento inspiegabile con una gara intera da giocare. Il Giugliano ringrazia e, nonostante i modesti argomenti tecnici a disposizione, comincia a crederci e alla fine agguanta l’insperato pareggio. I cambi non hanno prodotto nulla di rilevante. Dopo la gara con il Sorrento, il tunnel sembrava ormai superato, ma la mediocrità tecnica e tattica ha fatto nuovamente tappa all’Arechi.







