Home News Il Crotone domina il primo tempo ma non segna. I granata cambiano...

Il Crotone domina il primo tempo ma non segna. I granata cambiano spartito e vincono

Gli uomini di Longo dominano quasi senza soluzione di continuità i primi quarantacinque minuti di gioco, contro una Salernitana abbastanza sfilacciata nel suo velleitario e sbilanciato 4 4 2 spurio di partenza. Centrocampo in grosse difficoltà e rossoblù ripetutamente pericolosi. Nella ripresa, scampato il pericolo, Cosmi cambia spartito tattico, la squadra approfitta di un'ingenuità difensiva dei rivali e con il suo 5 3 1 1, intriso di determinazione, gamba e disciplina, porta a casa senza eccessivi patemi tre punti di vitale importanza. Matino e Berra sontuosi.

543
0
Tempo di lettura: 5 minuti

DONNARUMMA 6: sul cross da destra di Novella, la sua uscita con respinta bassa è abbastanza incerta. Non è perfetta anche l’uscita su Piovanello, ma il suo tempismo risulta efficace. Per il resto del match, deve assistere al tiki taka sostanzialmente sterile del Crotone, protetto dal muro eretto da Matino e Berra.

CABIANCA 6: non è semplice tenere Zunno, anche perché sulla sua fascia spinge tanto Groppelli ed anche Sandri va a cercare spazio. Però tiene nell’uno contro uno e va in difficoltà, vedi tiro di Zunno, solo quando il centrocampo granata viene eluso facilmente dal palleggio dei calabresi. Gioca da braccetto destro nel secondo tempo e, insieme ai compagni, non concede granché. Potrebbe temporeggiare invece di tentare un anticipo e guadagna un’ammonizione evitabile. Ancora qualche piccola licenza in uscita nel finale, ma gara ampiamente sufficiente.

BERRA 7,5: anche per lui i sudori freddi sono figli della costante pressione esercitata dallo sviluppo di gioco pulito del Cotone, perché il presidio dell’area e la marcatura, con Matino, di Gomez risulta sufficientemente efficace. Provvidenziale la deviazione di testa che impedisce al pallone calciato da Sandri di creare problemi a Donnarumma. Ancora decisivo in due circostanze, su un’imbucata centrale in tackle e su una chiusura tempestiva che gli costa un doloroso calcione di un avversario. Gara di grandissima solidità.

MATINO 7,5: il presidio dell’area è arcigno, il problema, che gli costa l’ammonizione, si materializza quando è costretto a rimediare sugli inserimenti dei centrocampisti rivali, come testimonia il fallo su Vinicius. Mette il corpo sul tiro assai insidioso di Meli e nega al pallone di correre pericolosamente verso la porta granata. Giganteggia di testa e di piede in area, difficilmente spostabile quando piazza il corpo tra l’avversario e il pallone. Partita da incorniciare.

VILLA 5,5: quando Achik e De Boer lo aiutano nei raddoppi riesce anche a tenere, altrimenti vede le streghe tra Piovanello e Novella. Su uno spiovente da sinistra, si accentra troppo e lascia la marcatura su Piovanello, che controlla, calcia e non trova per centimetri l’angolo alto della porta granata. Perde ancora Piovanello su una verticalizzazione, rimedia in uscita Donnarumma. Un paio di volte riesce ad arrivare in zona cross, ma le rifiniture non sono efficaci. Secondo tempo meno ansiogeno, la squadra trova nuovi equilibri e la sua copertura a sinistra è sufficientemente ordinata, ad eccezione di un disimpegno errato che consente al Crotone di arrivare pericolosamente al tiro.

CARRIERO 5,5: costretto ad un lavoro massacrante di ciondolo tra il centro del campo e la fascia destra, viene spesso messo in mezzo tra Groppelli e Sandri. Dispendio fisico notevole che gli toglie energie in fase di transizione offensiva. Le cose migliorano lievemente quando Cosmi passa dal 4 4 2 al 4 5 1, ma lui e la squadra continuano a subire il gioco di Vinicius e compagni. Con la rivisitazione tattica del secondo tempo, anche per lui diminuiscono le sofferenze, ma ha speso tanto, viene ammonito e lascia spazio a 71′ QUIRINI 6: c’è da fare densità difensiva, con le buone e le cattive, nel tratto finale del match e lui esegue disciplinatamente il compito.

DE BOER 5,5: tanto impegno ed anche una discreta dose di sacrificio al servizio della squadra, ma il Crotone è dinamico, tecnico e attacca a pieno organico ed elude i suoi tentativi di dare una mano in fase difensiva. Costretto a recitare da sparring partner per gran parte della prima frazione di gioco. 46′ TASCONE 6,5: altro contributo, in termini di agonismo ed attenzione, rispetto alle ultime opache prestazioni. Difende con grande abnegazione sui due versanti, prova anche a ripartire quando la squadra conquista palla, commette un utile fallo tattico che gli costa un cartellino giallo ma impedisce al Crotone di ripartire.

GYABUAA 6,5: anche per lui è una gara intrisa di agonismo e sacrificio, ma il Crotone non viene quasi mai inaridito nel suo palleggio, perché esterni difensivi ed offensivi e i tre centrocampisti riescono quasi sempre a superare il lavoro in interdizione della mediana di Cosmi. Con la squadra rivisitata nel modulo e negli uomini, la sua prestazione sale decisamente di tono: neutralizza una quantità maggiore di palloni ed è più elastico nel promuovere la fase di riproposizione della squadra.

ACHIK 7: vivace inizialmente, ma dimentica che deve fare anche la fase difensiva e Novella ne approfitta due volte per crossare indisturbato. Le uniche due situazioni offensive granata capitano sui suoi piedi, ma le conclusioni sono fuori misura. Operazione vincente che gli riesce all’inizio della ripresa, quando approfitta di un controllo maldestro del difensore per arrivare davanti a Marelli e trafiggerlo con un preciso tiro in diagonale. Nella ripresa, raggiunto il vantaggio, la squadra affida soprattutto alla sua vivacità la possibilità di ripartire e guadagnare campo nella trequarti avversaria. Non fa mancare il suo contributo anche in fase passiva.

MOLINA 5,5: il ruolo di doppio centravanti, nelle intenzioni iniziali, deve catalizzare le attenzioni altrui per favorire le percussioni laterali di Achik, Villa e Carriero, ma l’idea funziona parzialmente solo in un paio di circostanze. Alla fine, quando il Crotone assume le redini del gioco, sembra una disposizione penalizzante. Perché i calabresi vanno via sugli esterni e trovano sempre un uomo tra le linee, approfittando della difficoltà della squadra granata a coprire il campo in lungo e in largo. Nel finale di tempo Cosmi passa al 4 5 1 e lui si sacrifica tenacemente nel ruolo di esterno sinistro. La squadra subisce ma non prende gol. Nella ripresa è uno dei sacrificati sull’altare della inevitabile rivisitazione tattica di Cosmi. 46′ LONGOBARDI 6: con il suo ingresso, la Salernitana passa al 3 5 1 1 ed i risultati si scorgono tutti, con l’occupazione degli spazi che diventa migliore ed il Crotone che fa maggiore fatica a sviluppare il calcio del primo tempo. Su una rimessa laterale dubbia, dimentica la ripresa del gioco e Zunno avvia un’azione che rischia di tramutarsi in gol con i tiri di Meli ed Energe. Ancora superficiale un disimpegno di tacco che innesca una verticalizzazione avversaria. Per il resto, riesce a dare il suo contributo all’interno di una fase difensiva robusta.

LESCANO 5,5: in avvio di gara lavora di sponda un paio di palloni che consentono alla Salernitana di provare a sfondare sugli esterni. Poi inizia un monologo del Crotone e a lui non resta altro da fare che battagliare su qualche situazione di gioco sporco. Nella ripresa, dopo il gol del vantaggio granata, la squadra è impegnata a preservare i tre punti preziosi, lascia il pallino della manovra agli avversari e lui fatica ad esibire le sue qualità di attaccante pericoloso nei sedici metri avversari. 86′ FERRARI S.V.

ALL.COSMI 6: inizia il match con un pretenzioso ed elastico 4 4 2 che, dopo una fase di studio iniziale, consente al Crotone di arrivare con una manovra corale spesso a ridosso dell’area granata. I suoi uomini fanno fatica ad inaridire lo sviluppo articolato del gioco avversario e raramente ripartono, ma gli uomini di Longo non riescono a concretizzare la loro superiorità tattica. Prova con il 4 5 1 a correggere l’impostazione iniziale, ma la sofferenza continua fino al termine della prima frazione. I granata lasciano indenni il campo al termine del primo tempo e tirano un sospiro di sollievo. Nella ripresa, l’ex tecnico del Perugia rimescola immediatamente le carte e si presenta con un robusto 5 3 1 1, che impedisce al Crotone di sviluppare il gioco del primo tempo e aiuta la retroguardia a fronteggiare letture difensive meno complesse. Il gol di Achik rende ancora più efficace e convinta la capacità di recitare il copione concepito nell’intervallo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

5 + undici =