Home Editoriale Riconoscenza: un moto dell’anima che questa società non merita.

Riconoscenza: un moto dell’anima che questa società non merita.

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“La riconoscenza è il sentimento della vigilia”.

Enrico De Nicola

Amava sottolinearlo Enrico De Nicola, traghettatore e Capo dello Stato all’alba della Prima Repubblica. Ama storpiarlo – svuotandolo del suo significato – Angelo Mariano Fabiani, DS della Salernitana dai tempi in cui Giulio Andreotti indossava ancora i calzoni corti e Iosif Stalin (con cui il Nostro condivide la passione per le purghe) non aveva ancora varato i piani quinquennali.

Ci piacerebbe avere la sensibilità d’animo per ringraziarli in maniera genuflessa e spontanea ma un dubbio ci arrovella il “Gulliver“: cos’è la riconoscenza e perché mai dovremmo essere riconoscenti? Per cosa?

Forse dovremmo essere riconoscenti perché vengono pagati regolarmente gli stipendi, perché la squadra viene iscritta al campionato con largo anticipo rispetto ai termini fissati dalla Covisoc, perché i calciatori vanno in trasferta grazie alla società e non con le proprie macchine, perché le cure mediche sono garantite ed i patron si presentano in città facendoci la grazia una tantum?

O forse dovremmo essere orgogliosi del fatto che Akpa Akpro ha esordito in Champions League andando a segno contro il Borussia Dortmund mentre la stampa nazionale ci definisce “serbatoio” o, peggio ancora, “stalla”?

Magari dovremmo essere fieri perché la Salernitana, oltre ad essere satellite della Lazio, fa – o ha fatto – da chioccia per una manciata di società militanti nelle serie inferiori (Messina, Foggia, Rieti, Sambenedettese, Pro Piacenza, Catania, Paganese)?

La carriera di Sedrick Kalombo, uno dei tanti commessi viaggiatori tesserati dalla Salernitana, da un estratto di Transfermarket.it

Oppure dovremmo lodarli perché, in 101 anni di storia, non abbiamo mai avuto una solidità finanziaria tale da poter ambire a qualcosa di meglio che un semplice destino da lavandaia di provincia?

La riconoscenza – purtroppo per qualcuno – è un sentimento nobile, gratuito e non viene erogata su richiesta. Si è riconoscenti per le buone azioni, non di certo per le umiliazioni dettate dalla nobile arte di arronzare.

Provocano un certo fastidio – più ronzio che ruggito – i continui appelli alla beatificazione (provenienti dai soliti stallieri di corte) della triade capitolina.

Cronache dallo squallido retrobottega in cui: la saliva del padrone è Champagne millesimato, un benevolo cenno del capo è motivo per inginocchiarsi rendendo grazie, una banale pacca sulla spalla diventa degna d’esser raccontata ai nipoti.

I sostenitori della Salernitana – quelli governati unicamente dall’amore – non devono in alcun modo mostrare riconoscenza nei confronti di Angelo Fabiani, Claudio Lotito e Marco Mezzaroma – lo inseriamo anche se sarebbe meglio inviare una mail a Raitre (CHI L’HA VISTO!!!) – a meno che.

A meno che – nel corso degli ultimi anni – non abbiano ricevuto qualche zuccherino, qualche piccolo benefit, qualche sciocchezzuola in dote, qualche bazzecola, qualche pinzillacchera, qualche lasciapassare.

Chissà…

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Nato nel '90. Due passioni governano i moti del cuore e, molto spesso, confluiscono l'una nell'altra: Salernitana e poesia.