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Con la Cremonese come un ponte tra passato e futuro

Un posticipo speciale per la Salernitana contro la Cremonese

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Foto: quotidiano La Città
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Stasera la Salernitana sfiderà la Cremonese ed andrà a caccia del primo posto. Nel silenzio dell’Arechi chiuso per covid e di una città sotto coprifuoco per schivare le insidie del virus, i granata dovranno scendere in campo con lo spirito di chi ha una missione da portare a termine.

Non si gioca una partita come tante, perché ci si gioca la possibilità, mai banale, di scalare la vetta della classifica e di far compagnia all’Empoli, ma anche e soprattutto perchè si gioca in un giorno speciale.

Il 23 novembre non sarà mai una data come tutte le altre. Troppo forte, sebbene siano trascorsi quarant’anni, l’impatto emotivo di quella tragedia che ha lasciato scorie, ferite, danni a cui non sempre si è riuscito a rimediare.

Ed allora la Salernitana di Castori e di capitan Di Tacchio stasera dovrà giocare con una motivazione in più, magari prendendo spunto dai granata dell’epoca(toccanti e forti le testimonianze che la nostra redazione ha raccolto con le interviste a Mancuso, Vulpiani e Leccese) che fecero squadra e superarono enormi difficoltà logistiche per centrare una salvezza che vale una promozione.

Per questo e mille altri motivi, Salerno meriterebbe una notte da primato e, soprattutto, parole e progetti di ben altro tenore.

C’è bisogno di un cambio di passo, di alzare l’asticella ed il livello delle ambizioni perchè le aspettative dei salernitani devono restare grandi e non possono essere ridimensionate e mortificate.

C’è un primato da afferrare per una città che si stringe oggi come allora nel ricordo di una tragedia che ha segnato le vite di tutti e che vuole ritrovarsi anche intorno all’amore per la sua squadra per la quale è lecito auspicare una svolta forte sul piano degli obiettivi.

Una squadra che è stata amata e servita per una vita da Bruno Carmando, di cui, solo due giorni fa, si è ricordato il quindicesimo anniversario della prematura scomparsa.

Figure come la sua mancano tanto oggi più che mai ad una Salernitana che è stata privata della sua anima da una gestione fredda e distaccata, che continua a pensare che qualche parola e qualche sporadica apparizione possa bastare per essere apprezzata da tutti e, magari, non essere dimenticata.

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Classe '76, non sempre è nervoso.