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Brescia – Salernitana: le pangelle

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BELEC 5.8: Compie due miracoli in rapida successione, prima su Torregrossa poi su Martella. Nel finale festeggia con un mese e 4 giorni di ritardo i 31 anni dalla caduta del Muro di Berlino e, sul tiro di Bjarnason, si sfraveca a terra con lentezza disarmante facendosi pure passare il pallone per sotto la scella.

BOGDAN 5: Lampi di classe sopraffina per il centrale croato che al 19esimo prova uno stop petto-testa-braccio-ginocchio che gli procura la slogatura dell’osso fetillico. Al 56esimo in doppio palleggio con lo stinco spazza via il pallone guadagnando la standing ovation di due palummi che sorvolavano il Rigamonti per caso. LOPEZ 35: Se possiamo ammirare la garra, l’abnegazione, il senso estremo del sacrificio e la generosità dobbiamo ringraziare il Brescia che, nel 2009-10, l’ha prelevato dal Cerro Porteño. Diciamolo tutti insieme: grazie Brescia. (Dovete fare le mani come i piedi).

AYA 5: Gestisce palloni con la stessa sicurezza con cui a scuola si apprestava a farsi interrogare in geografia. Al 31esimo con la postura da viecchio che guarda i lavori giù al Crescent respinge sul palo una conclusione di Sabelli.

GYOMBER 5: In occasione del secondo gol delle rondinelle si abbusca un giralimone volante da Torregrossa che lo spinge, a fine primo tempo, a chiedere supporto allo psicologo della squadra: Barone (si, ce lo siamo preso per quello).

KUPISZ 18: Poco e nulla per il pendolino polacco che si guadagna gli onori della cronaca per una carocchia chiavata in capa a Spalek intorno al 42esimo. Nonostante i palloni toccati che rasentano lo zero, l’indole è quella di sempre.

DZICZEK 4.5: Lui è molto sensibile, le voci su un presunto passaggio societario durante la settimana lo hanno molto destabilizzato: infatti iev carenn sul iss.

DI TACCHIO 5: Si scapezza sul pallone e guadagna un rigore che se ci fosse stato il V.A.R. sullo schermo sarebbe comparsa la scritta: “Ma che veramente stamm facenn?” Poco fluido nel palleggio, il problema è ascrivibile al tipo di scarpe indossate: le ghette di Zio Paperone. CAPEZZI 5: Le telecamere di Dazn hanno indugiato su di lui, il labiale è stato molto chiaro: “Quel giorno che ho accettato di tornare m’erna cecà l’uocchje”.

CICERELLI 4.5: Al 27esimo, sfiorato da Mateju, fa un volo talmente accentuato che viene convocato per fare lo stuntman in un film di sceriffi che stanno girando dalle parti dello scapezzaciuccio. A. ANDERSON 4.5: Carta velina, considerevole eleganza. Vederlo giocare quest’oggi è come recarsi alla Scala per vedere un film di Pierino. Sontuosa l’apertura da parte a parte per Bjarnason che si invola verso la porta di Belec.

CASASOLA 7: Il nuovo dpcm prevede la chiusura delle piste da sci. Tiago, spirito ribelle, attua un moto di disobbedienza civile e spedisce ogni pallone che crossa a farsi la settimana bianca in barba alle normative. ANTONUCCI 5: Non doveva entrare ma è entrato lo stesso perché ha avuto paura che a Castori – che in quel frangente stava alluccando come il pazzo – gli venisse una cosa. Se il mister fosse sbattuto a terra avrebbe dovuto soccorrerlo lui che non tiene la salute manco di aizare i Gran Turchese da dentro al zuppone col cucchiaio alla matina.

TUTINO 5: Mentre rincorre un pallone, verso il 25esimo del primo tempo, gli cade un blocchetto sano di “Vinci il banco” – gentilmente offerti dall’Autogrill Macchia di Frosinone – da dentro al pantaloncino. A fine primo tempo si fa imprestare una 500 lire da Castori, resta negli spogliatoi e se li mette a grattare tutti quanti. GIANNETTI 10+++: Entra nei minuti finali ed io ho provato a giocarlo prossimo marcatore. Se avesse segnato, con appena 3 euro, potevo vincere Villa Certosa con tutto il campionario di pinnole intostapesciali di Berlusconi.

DJURIC 5: Per la prima volta da quando faceva le scuole elementari e giocava con i ragazzi del secondo superiore ha trovato uno più alto di lui che non gli ha fatto pigliare manco un pallone con la capa: Chancellor.

CASTORI XXXXXXXXXXXXL: Duello d’altri tempi quello giocato con Dionigi. I due allenatori si sono prodotti in una estenuante partita a scacchi che si è risolta solamente nel finale. Il trainer lombardo fra le pedine a disposizione poteva contare su Bjarnason, Mangraviti e Aye mentre il povero Fabrizio, guardandosi alle spalle, ha intravisto Barone, Antonucci e Giannetti ha bestemmiato la Madonna di Loreto ed ha scamazzato la scacchiera sotto i piedi.

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Nato nel '90. Due passioni governano i moti del cuore e, molto spesso, confluiscono l'una nell'altra: Salernitana e poesia.