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Caos tamponi-Lazio, dopo quattro mesi arriva il deferimento per Lotito. Il club biancoceleste rischia grosso.

Deferiti anche il dott. Pulcini ed il dott. Rodia nonché la Lazio per responsabilità oggettiva.

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Foto Daniele Badolato / LaPresse 18 08 2013 Roma Sport Supercoppa Italiana 2013 Lazio vs. Juventus Nella foto : Claudio Lotito Photo Daniele Badolato LaPresse 18 08 2013 Roma Sport Supercoppa Italiana 2013 Lazio vs. Juventus In the picture : Claudio Lotito
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A pochi giorni dall’elezione del Presidente federale (in programma il 22 febbraio) che vede in corsa Sibilia (sostenuto da Lotito) e Gravina, presidente uscente, la procura Federale ha notificato questa mattina il provvedimento di deferimento nei confronti della Lazio, del suo presidente Claudio Lotito e per i medici Ivo Pulcini e Fabio Rodia per violazione dei protocolli sanitari Figc anti-Covid. 

Secondo quanto riportato dall’Ansa, a Lotito (che è stato sentito dalla Procura) e ai medici Pulcini e Rodia viene contestata la violazione dell’articolo 4.1 del codice di giustizia sportiva, dell’art. 44.1 del Noif, dei protocolli sanitari Figc e da quanto previsto dal comunicato Figc del primo settembre 2020 in caso di “mancata osservanza dei protocolli sanitari”.

La Lazio è stata deferita a titolo di responsabilità diretta, oggettiva e propria.

Nel provvedimento, lungo ed articolato riportato anche dal sito della Gazzetta dello Sport, si legge che Lotito viene deferito “per non aver provveduto a far rispettare o comunque per non aver vigilato sul rispetto delle norme in materia di controlli sanitari e delle necessarie comunicazioni alle autorità sanitarie locali competenti”, ed in particolare per “non aver tempestivamente comunicato alle Asl competenti la positività al COVID-19 di otto tesserati, riscontrata, in data 27 ottobre 2020, a seguito dell’effettuazione dei tamponi cd. Uefa del 26 ottobre 2020, in vista dell’incontro di Champions League Brugge-Lazio del 28 ottobre 2020, e per non aver comunicato alle Asl competenti i nominativi dei ‘contatti stretti’ dei tesserati positivi, e per non aver ‘concordato’ con le Asl locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra ‘positivi’ e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra ‘negativi’, ovvero dei cd. ‘contatti stretti’ dei tesserati ‘positivi’ e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. ‘contatti stretti’ dei tesserati risultati positivi al Covid-19”. Lo stesso viene ripetuto, sempre per “la positività di 8 (otto) tesserati”, riscontrata il 3 novembre 2020, a seguito dell’effettuazione dei tamponi in vista dell’incontro di Champions League Zenit-Lazio, e per quella di tre tesserati del 30 ottobre in vista dell’incontro di campionato Torino-Lazio. Viene contestato anche di “aver consentito o, comunque, non aver impedito a 3 (tre) calciatori di svolgere, con il restante Gruppo Squadra, l’intero allenamento della mattinata del 3 novembre 2020 sino al termine dello stesso, nonostante la loro positività ai tamponi cd. Uefa effettuati in data 2 novembre 2020 fosse nota al dott. Rodia” e di “non avere sottoposto all’obbligatorio periodo di isolamento, in caso di asintomaticità, di almeno 10 giorni, a far data dal risultato del tampone del 26 ottobre 2020, come previsto dalla Circolare del Ministero della salute del 12 ottobre 2020, un proprio calciatore il quale è stato utilizzato nell’incontro Torino-Lazio del 1° novembre 2020” e per “non avere sottoposto al periodo di isolamento, in caso di asintomaticità, di almeno 10 giorni, a far data dal risultato del tampone del 2 novembre 2020, come previsto dalla Circolare Ministeriale del 12 ottobre 2020 un proprio calciatore, e, conseguentemente, per averlo inserito nella distinta gara dell’incontro Lazio-Juventus dell’8 novembre 2020”. Accuse che ricadono anche su Pulcini, responsabile sanitario, e Rodia, medico sociale, “ciascuno per quanto di rispettiva competenza e/o, comunque, in concorso tra loro per non aver rispettato le norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari e delle necessarie comunicazioni alle autorità sanitarie locali competenti”.

Sarà, quindi, il Tribunale federale a discutere le violazioni riscontrate dalla Procura. Il club biancoceleste, secondo il regolamento, rischia dalla ammenda fino ad arrivare alla penalizzazione. In ultima ipotesi, la Lazio rischierebbe addirittura la retrocessione e l’esclusione dal campionato.  

Di seguito il comunicato della Procura Federale: https://www.figc.it/media/131127/304pf20-21-nota-stampa.pdf

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