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Se la cattiveria agonistica e la disciplina tattica incontrano l’imprevedibilità, tutto è possibile

Valorizzare il talento di Tutino è premessa fondamentale per restare in alto

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Parlare di calcio giocato, dopo aver vissuto attimi di autentico terrore al cospetto delle gravi difficoltà fisiche patite da un giovane ragazzo di ventidue anni, francamente, è operazione difficile. Però, sperando che il quadro della salute di Patryk Dziczek diventi più rassicurante nelle prossime ore, proviamo ad analizzare il meritato successo degli uomini di Castori nella trasferta di Ascoli.

La vittoria maturata sul terreno di gioco marchigiano è sicuramente annoverabile tra le migliori prestazioni stagionali. La squadra è scesa in campo con il desiderio di mettersi alle spalle il recente galoppo al piccolo trotto e ritrovare una giornata da autentica protagonista, capace di consolidare la posizione in graduatoria a ridosso delle corazzate Empoli e Monza.

Gara quasi perfetta dal punto di vista tattico, nobilitata dalla temperamentale coesione dei dieci calciatori di movimento, impreziosita dalle giocate spiazzanti di un Gennaro Tutino ritornato ai livelli di inizio campionato.

Match che sarebbe finito agli archivi con un punteggio ancora più netto se alcune imprecisioni tecniche in fase di finalizzazione e di rifinitura non avessero connotato le giocate degli arrembanti calciatori granata.

La difesa, che si è avvalsa del grande lavoro in fase di filtro assicurato dal trio Coulibaly-Di Tacchio-Capezzi, ha concesso davvero pochissimo ai temibili Dionisi e Bajic. Gyomber è ormai una certezza, Mantovani cresce con il trascorrere delle giornate, Aya continua ad esprimere una cattiveria agonistica intrisa di concentrazione e voglia di stupire. Ciò che salta agli occhi è soprattutto quell’indomabile volontà che porta i tre dioscuri granata a cercare il pallone e ad ostruire il lavoro offensivo rivale anche nelle rare situazioni in cui vengono superati. Un tackle scivolato, una scaltrezza fisica, un andare incontro al tiro opponendo coraggiosamente il corpo, rappresentano quei dettagli che fanno registrare il salto di qualità.

Bene, soprattutto in fase difensiva, gli esterni intermedi Casasola e Jaroszinski. Sempre aggressivi e puntuali in fase di marcatura e quando sono stati impegnati ad eseguire provvidenziali diagonali al centro. L’ex alessandrino, quando riuscirà a liberare le sue proiezioni offensive da quell’eccessiva frenesia che a volte lo rende caotico nelle giocate, terminerà le sue stagioni con un bottino di reti ed assist ancora più lusinghiero. Il polacco, impiegato sulla corsia esterna e non da centrale difensivo, gioca con maggiore serenità, in attesa di lavorare per trovare un’attenzione costante nell’arco dei novanta minuti che gli consenta di diventare affidabile anche come difensore di sinistra in un assetto a tre marcatori.

Quando le motivazioni sono quelle giuste e la voglia di vincere ed andare oltre i limiti personali è massimale, anche le caratteristiche tecnico-tattiche dei singoli acquisiscono inattese risorse calcistiche. E’ il caso dei tre podisti, dediti al sacrificio atletico e alla disciplina tattica, che compongono la linea mediana. Coulibaly e Capezzi infatti, oltre ad essere inesauribili nel fare legna al centro e nello scalare lateralmente per ostacolare le iniziative di D’Orazio, Pucino e Pinna, hanno anche saputo affondare quando la gara ha offerto loro la possibilità di farlo. Il primo gol di Tutino è figlio della reattività di Capezzi, che si è ben proposto anche nella ripresa ma il suo tiro ha trovato lo stinco avversario. Ottimo primo tempo anche dell’ex calciatore dell’Udinese, onnipresente nella conquista delle seconde palle, reattivo nell’accompagnare la proposta offensiva dei compagni e ad inserirsi a ridosso e all’interno dei sedici metri ascolani, come testimoniano la sponda a Gondo ed il tiro lasciato partire dai diciotto metri. Di Tacchio, con il suo preziosissimo lavoro oscuro da difensore aggiunto, sempre ottimamente posizionato, ha intercettato e depotenziato numerose azioni insidiose degli avversari.

La grossa novità di giornata è stata rappresentata dalla presenza in campo di Gondo al fianco di Tutino. La prova dell’ex virgulto della ‘cantera’ viola ha modificato i connotati delle soluzioni offensive granata. Il ragazzo infatti, pur battagliando fisicamente per non far rimpiangere la fisicità di Djuric, rispetto all’ariete bosniaco è riuscito a garantire tante altre cose. Innanzitutto, la capacità di uscire dai blocchi difensivi rivali e giocare senza palla, sia attaccando gli spazi laterali, sia andando incontro al pallone tra le linee. Il risultato evidente di questa metamorfosi è stato quello di rendere Tutino meno predicatore nel deserto. Anche il giropalla e l’azione di rimessa sviluppata spesso lungo la corsia destra la si deve alla capacità di Gondo di sottrarsi dalla morsa avversaria e dare rapidamente il via alla sovrapposizione di Casasola. Una nota di merito anche per il subentrato Djuric, che nel finale di gara, con la squadra ridotta in dieci, ha indossato l’elmetto e si è addirittura disimpegnato bene nell’inedito ruolo di mezz’ala destra.

L’Ascoli? Surclassato nel primo tempo dall’intensità e dalla convinzione espresse dalla compagine granata. Nella ripresa, complice il passaggio dal 4-3-1-2 al 4-2-4, i ragazzi di Sottil hanno creato qualche difficoltà in più alla Salernitana, soprattutto con i cambi di gioco e gli inserimenti di Saric a supporto del quartetto avanzato. Una pressione che, però, non ha mai superato i livelli di guardia. Di Tacchio e compagni sono rimasti concentrati, determinati e compatti, concedendo pochissimo ai volenterosi padroni di casa.

Archiviata l’importante vittoria, che lascia negli occhi dei tifosi granata la coesione di un gruppo consapevole di dover forzare i propri limiti per restare in alto, la mente della squadra è già rivolta alla trasferta di Reggio Emilia. Appuntamento che impone una nuova prova gagliarda e una meticolosa preparazione settimanale. In Emilia, dopo gli accadimenti del match di andata, mai giocato per la nota vicenda legata al Covid, il gruppo di mister Alvini, reduce dal sensazionale exploit in casa del Cittadella, non stenderà tappeti rossi a Tutino e compagni. 

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