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VARie ed eventuali | Salernitana-Venezia

"concorso di colpe" nell'episodio chiave

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“Battesimo di fuoco”, per questa nuova rubrica targata “Solosalerno”.

Una gara che dal primo all’ultimo minuto è stata piena di emozioni, episodi e colpi di scena.

Prima di entrare nel vivo, va fatta una premessa d’obbligo: l’impegno mio e della redazione stessa è quello di provare ad analizzare il post gara con “oggettività”, “professionalità” e “chiarezza”, lasciando da parte sgradevoli complotti (anche oggi venuti fuori, ancor prima della gara stessa) che tendono solo a tediare, concentrandosi sulle reali dinamiche del terreno di gioco. 

Partita complessa, per il sig. Forneau di Roma1, che ha fischiato 26 falli, estraendo 6 gialli (4 Venezia, 2 Salernitana).

Partendo dal presupposto che le ammonizioni comminate sono tutte giuste, analizziamo (cronologicamente) gli episodi più importanti. 

Al 4′ del 1°t, in area di rigore, Di Tacchio (Sal) nel tentativo di anticipare l’avversario, Crnigoj (Ven), colpisce quest’ultimo all’altezza della caviglia destra, facendolo cadere. L’arbitro, perfettamente posizionato e con visuale libera, ha ritenuto il colpo, un semplice “contatto di gioco“, dunque, non un “fallo“. A parer mio, giusto così, in quanto non sembrava un intervento tale da poter assegnare un calcio di rigore. 

Al 28’del 1°t, assolutamente regolare la rete del Venezia, bravo l’internazionale Peretti, a giudicare regolare la posizione di Maleh. Meno bravo, invece, al 39’del1t, quando lo stesso Peretti segnala, erroneamente, una posizione di fuorigioco di Johnsen (Ven), che partendo dalla propria metà campo aveva solo il braccio sinistro “oltre”, parte del corpo che non viene mai punita, in quanto non è concesso realizzare una rete. 

Errore rilevante, in quanto l’attaccante lagunare si sarebbe involato a tu per tu con Belec. 

Prima di continuare cronologicamente, mi va di segnalare (al 37’1t ed al 9’2t) l’esecuzione errata di due rimesse laterali, da parte di Casasola (Sal), entrambe correttamente invertite, a favore del Venezia. 

Tornando agli episodi principali, al 33′ del2t, Crnigoj (Ven), già ammonito per fallo di gioco imprudente al 27’2t, colpisce Anderson (Sal), al limite dell’area di rigore. Forneau, vicinissimo all’azione, assegna giustamente il fallo, optando solo per il provvedimento tecnico. A mio avviso, vista la dinamica dell’azione, con Anderson che si preparava ad entrare in area di rigore, ci potevano essere gli estremi per una seconda ammonizione per SPA ( azione potenzialmente pericolosa). La reazione di Crngoj, rimasto a terra dopo l’intervento, lascia presagire che lo stesso calciatore si aspettasse il secondo giallo (situazione che capita spesso, se ci fate caso, quando si verificano episodi da doppio giallo, per sensibilizzare il direttore di gara, a non estrarre il cartellino). Non a caso, il mister del Venezia, lo ha sostituito un minuto dopo!

Dando per scontata la regolarità della prima rete di Gondo (SAL) al 47’2t, passiamo all’episodio più discusso in casa Venezia: la rete del 2a1, sempre di Gondo, al 49’2t.

Partiamo da un presupposto: noi tutti avremo visto e rivisto l’episodio, circa 30 volte. Ognuno di noi, può maturare un pensiero in merito, ma non avremo mai una risposta unanime! Questo è il classico episodio “borderline“, in campo arbitrale la chiamano situazione “grigia” in quanto c’è tanta interpretazione, ma poca “oggettività”. Al momento del cross, Đurić (Sal) impatta con il portiere lagunare, che cade a terra; il pallone arriva a Gondo (Sal) che, indisturbato, lo deposita in rete.

Contatto di gioco o fallo sul portiere? Sfatiamo subito un tabù: nell’area di porta (volgarmente definita area piccola) un calciatore può contrastare il portiere, a patto che lo faccia regolarmente e che lo stesso portiere non abbia già il possesso del pallone tra le mani.  Dunque, nella fattispecie, seppur Đurić (Sal) non intervenga in modo pulitissimo, c’è da dire che il portiere sbaglia visibilmente i tempi dell’uscita, scazzottando il pallone in malomodo.

Se parlassimo di un incidente stradale, potremmo associarlo ad un “concorso di colpe”.  A mio avviso, è un episodio scomodissimo da giudicare sia live nel terreno di gioco, sia dinanzi ad un ipotetico VAR, in quanto non stiamo parliamo certamente di un “chiaro ed evidente errore”, bensì di un’interpretazione (corretta o scorretta che sia). 

Non è stato, sicuramente,  un pomeriggio semplice, per l’arbitro romano. Da ex arbitro, lo promuovo (con riserva). Seppur poco impegnato, promosso l’AA2 Imperiale di Genova, mentre la prestazione di Peretti di Verona, è si positiva per le giuste valutazioni sulle due reti segnate ambo le parti, ma leggermente macchiata dalla sbagliata valutazione su Johnsen (Ven), nel primo tempo.
(PS: in campo nazionale, anche un singolo errore su dieci valutazione giuste, ti comporta -0,10 sul voto decimale assegnato, alla fine della gara).

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- Luca D'Urso - 11 agosto 1991, Salerno - Ex arbitro di calcio a livello nazionale - Appassionato di musica rock, sport e cucina - Citazione arbitrale preferita: "Vedere, decidere, dimenticare" [Roberto Rosetti]