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Salernitana, why always us?

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Faites vos jeux.

In punta di piedi fra le macerie: fra l’erba alta, il suono metallico dei fax e i tribunali federali. Evidenza del caso, la Salernitana – in una vita passata – ha profanato la tomba di chissà quale faraone: non c’è altra spiegazione.

L’uomo copertina, stando a quanto filtra, non fa parte della ridanciana spedizione della biscazza. Ben si presta, tuttavia, al pensiero che pervade la stiva mentale di noialtri. Nell’era del gioco online e delle campagne pubblicitarie che bombardano l’intenzione di mestieranti delle scommesse, folgorati sul sentiero della ludopatia e affini: era necessario compiere 54 chilometri per regalarsi il brivido della dea bendata? In una saletta anonima e sanificata, dicunt. Qual tristezza.

Ché – notizie delle ultime 48 ore si rincorrono – anche il Monza ha deciso di iscriversi al registro degli ingerenti, destini incrociati non solo sul campo, stavolta sul panno.

Rotta per casa di Dio, un deca nella tasca, il pieno al bolide e via verso il paradiso delle fiches. Cinquantadue carte, due colori, quattro semi, otto calciatori, una settimana dalla sfida più importante dell’anno.

Why always us? Perché sempre a noi? Ovunque sorgano problemi, illeciti, magagne e contraddizioni, lì si configura il profilo della Bersagliera. Alcuna colpa, ça va sans dire, si tratta solo della nostra eterna partita a Shangai con la sorte.

Poco male, la puntata più intrigante, ora come ora, si gioca sul tavolo delle aziende sanitarie locali, nel solco degli sgambetti e delle competenze territoriali.

Mobilitazione generale. Non ci ha pensato su due volte un nutrito plotone di tifosi della Salernitana che, dando prova di incrollabile civiltà, ha ingolfato la casella di posta elettronica dell’ASL Salerno 1. Laddove vige un caos ritmato dai silenzi istituzionali, del resto, pochi sono in grado di comprendere quale sia la mossa giusta da fare, quali siano le competenze, quale il limite esatto fra diritto e abuso. Impallare la mail di un ente pubblico in piena pandemia e in piena campagna vaccinale, però, rientra magna cum laude nel novero delle sciocchezze.

Tornando al ferreo ardor della Brianza è necessario sottolineare, poi, che la pausa forzata al campionato fu richiesta dagli stessi emissari lombardi alla governance pallonara. Tutto ciò ha l’odore del napalm al mattino, o del kharma – a voi, come sempre, la scelta.

Allertata, pertanto, l’ATS Brianza, tirate le orecchie ai pokeristi e redatto un comunicato che, in barba alle leggi della metrica, fa rima con harakiri. “Leggerezza”, note liete dell’eufemismo: noi – gente terra terra – la tradurremmo con “cazzata”.

‘Lugano addio’ cantavi
mentre la mano mi tenevi
‘Addio’ cantavi
e non per falsa ingenuità, tu ci credevi.

Ivan Graziani

Dimostrazione lampante del come mai la corazzata del Brianteo – mo’ si chiama U-Power, è vero, ma non mi annozza – non abbia vinto il campionato con largo anticipo, così come preventivato – in effetti – da ogni conoscitore di calcio all’alba di questa stagione: a cap, Adrià, è na sfoglia ‘e cipolla.

Il portafoglio largo acquisterà pure il nome importante, il fuoriclasse verde-oro e il divo di Instagram, ma c’è una differenza sostanziale fra bambini viziati e uomini affamati. Il calcio è gioco di squadra e le qualità tecniche – la maggior parte delle volte – sono annacquate da una tenuta mentale ballerina. In caso contrario, è la compattezza a lastricare d’oro ogni lacuna.

Salernitana- Monza: Chi vincerà? Presto per rispondere.

Sarà l’esito del rettangolo verde o di un pericoloso incrocio di missive e ricorsi? Chiunque conosca la risposta è chiamato a sentenziare. Altrimenti è pregato di accomodarsi, munirsi di popcorn e bevanda ghiacciata. È questa la iattura del calcio italiano, non più “90esimo minuto” ma “Un giorno in pretura”. Un giorno non lontano, in luogo di sciarpe e bandiere, indosseremo la toga e sventoleremo codici e codicilli.

Non uscite nelle ore calde e bevete molta acqua: si preannuncia un’estate rovente, carte bollate e martellate sul banco.

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Nato nel '90. Due passioni governano i moti del cuore e, molto spesso, confluiscono l'una nell'altra: Salernitana e poesia.