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Parola d’ordine rivincita, le tre colonne slave di una difesa decisiva per la Serie A

Belec, Gyomber, Bogdan: rendimento strepitoso sul campo, contro ogni aspettativa di inizio stagione

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Nel calcio, si sa, i pronostici sono fatti per essere smentiti. La Serie B è il campionato dell’imprevedibilità per eccellenza, e la Salernitana è la squadra che quest’anno più di tutte è riuscita a sorprendere tifosi e addetti ai lavori. Nel fantastico campionato dei granata, capaci di ribaltare le bassissime aspettative di inizio stagione, la difesa ha recitato un ruolo chiave. In particolare, la retroguardia dell’ippocampo porta le firme – senza nulla togliere agli altri – di Vid Belec, Norbert Gyomber e Luka Bogdan.

Tre destini diversi, tre carriere diverse, confluite però in una stagione dal significato comune: quello della rivincita. A cominciare dal portiere sloveno, che, dopo la parentesi estera all’Apoel, ha deciso di rimettersi in discussione a Salerno, accettando la chiamata del suo mentore Fabrizio Castori. E che dire dei due difensori, entrambi reduci da una retrocessione lo scorso anno, rispettivamente ai playout con il Perugia e all’ultimo posto in classifica con il Livorno.

Ingredienti che avevano reso più che legittime le perplessità della piazza di Salerno, in un’estate scandita dalla cocente delusione per la fallimentare annata targata Ventura, cui si è sommata l’insoddisfazione per un ritiro disputato senza una vera squadra e per le tante operazioni di calciomercato concluse soltanto nelle ultime ore. Ed in effetti, Gyomber a parte, le altre due colonne della retroguardia hanno vissuto un avvio in sordina: Belec con l’erroraccio di Verona che portò al gol di Mogos, Bogdan con tanta panchina.

Poi la svolta, che per il portiere sloveno è rappresentata dall’assist a Tutino contro il Pisa su rimessa dal fondo, e per il centrale croato dalla prima presenza da titolare al Marulla contro il Cosenza. Il resto è storia nota: dalle parate decisive di Belec, alla quantità industriale di interventi precisi e puntuali di Gyomber, fino alla crescita esponenziale di Bogdan, capace gradualmente di relegare ad un ruolo marginale due calciatori sulla carta titolari come Aya e Mantovani.

E nel caso dell’ex Hajduk Spalato, oltre alla puntualità in fase difensiva, la gloria arriva anche dai quattro gol segnati: tre di questi sono risultati decisivi, contro Cittadella, Brescia ed Empoli.

È forse anche per questo, nonché per quell’iconico Zitt dopo la rete contro i toscani, che il numero 26 croato è diventato uno dei calciatori più apprezzati dalla tifoseria. Discorso analogo per Belec e Gyomber, altri due ragazzi piuttosto “freddi” all’apparenza, che però sono rapidamente entrati nel cuore della torcida granata, sciorinando prestazioni che probabilmente ne fanno rispettivamente il miglior portiere e il miglior centrale del campionato cadetto.

Lo straordinario rendimento sul campo, quindi, ha fatto sì che alle scarse aspettative di inizio stagione si sostituissero affetto e riconoscenza: alzi la mano chi l’avrebbe pensato a settembre. Per il resto, ci sono i numeri: 34 gol subìti fanno di quella granata la seconda miglior difesa del campionato, e senza un numero del genere la Serie A sarebbe stata solo un miraggio. In questa statistica, inevitabilmente, c’è tanto del trio proveniente dai Paesi slavi.

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