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Maledetti centimetri, la condanna corre sul filo di lana

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“Penso a delusioni, grandi imprese”.

È tutta una questione di centimetri: quelli che mancano, quelli che recrimini, quelli che ti condannano.

Avrebbe dovuto indossare il vello della vittima sacrificale, la Salernitana. Eppure – al cospetto dello squadrone che il mondo fe’ tremar – per una settantina di minuti ha vestito la toga purpurea.

Non per scomodare Al Pacino, né quelle maledette domeniche che avevamo preventivato: questa squadra è rognosa, rabbiosa come un fumatore all’ultimo tiro, difficile da scoperchiare ma limitata.

Cartoline di un pomeriggio: felicità intervallate da svarioni. Laddove un ragazzo nato a Thiès – in Senegal – ha disegnato un arcobaleno di interno sinistro che ha fatto rima con lo stupore di una città. Felicità e svarioni, appunto, come la marcatura blanda di Pawel su Marko. Il doppio schiaffo ricevuto da Lorenzo, poi, rappresenta pienamente il nostro feticismo per l’inconsueto: da Cannavaro a Nesta, porgiamo la guancia a chi ha pochi gol nel contachilometri.

Se è vero che – parole del Maestro – nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino, beh! Qualcuno si è perso, o meglio: è stato perso. Provate a chiedere a chi doveva presidiare gli ultimi sedici metri in occasione dei calci d’angolo incriminati.

Bologna-Salernitana 3-2:i granata rovinano tutto al debutto - Il Mattino.it

Serviranno innesti di qualità, ché di sostanza ce n’è fin troppa. Ma, almeno per oggi, lasciateci essere orgogliosi: la Salernitana si è affacciata al salotto buono, ha calpestato il divano con le suole sporche per poi pagare dazio a geometria ed inesperienza.

Può capitare, certo. Il viaggio, del resto, è appena iniziato. Anzi, la nave è ancora ormeggiata. Verranno le tempeste, senz’altro, starà a noi trasformarle in tempo di bonaccia.

Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”.

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Nato nel '90. Due passioni governano i moti del cuore e, molto spesso, confluiscono l'una nell'altra: Salernitana e poesia.