Home News Venticinque minuti ordinati, poi la Lazio prende il sopravvento.

Venticinque minuti ordinati, poi la Lazio prende il sopravvento.

Partita giocata soprattutto per inaridire la fase offensiva laziale. Centrocampo troppo muscolare per attivare la terza linea che già deve scontare l'assenza di Dia. Il dispendio fisico del primo tempo presenta dazio nella ripresa ed i granata soccombono al cospetto di una Lazio cinica e tecnicamente vivida.

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SEPE 6: poco impegnato inizialmente, si fa trovare pronto su un tiro in diagonale di Immobile. Nella seconda metà della prima frazione, la Lazio intensifica il suo forcing offensivo, la difesa regge, lui si fa trovare pronto sulla conclusione a giro di Pedro e nelle uscite alte. Poco reattivo e lucido in occasione del fallo da rigore commesso su Immobile. Si riscatta parando il secondo rigore di Luis Alberto, evitando una punizione ancora più severa.

BRONN 4: presidia il centrodestra della retroguardia, le sue attenzioni sono rivolte ai movimenti di Pedro, che arriva al tiro, impegnando Sepe, in una sola occasione. Per il resto, come tutti i colleghi di reparto, controlla bene la sua zona, accusando qualche disagio solo nei frangenti in cui la Lazio accelera la circolazione della palla ed elude il pressing della mediana granata. Secondo tempo assolutamente precario: si fa sorprendere da Immobile in occasione del vantaggio laziale, cincischia subito dopo, quando perde palla in area e consente agli avversari di calciare in porta. Prova a riscattarsi in sforbiciata nell’area biancoceleste ma il tentativo non va a buon fine. Completa l’opera commettendo fallo da rigore e facendosi espellere per reiterate proteste.

DANILIUC 6: schierato centralmente, prova a organizzare il gioco dal basso, oppone il piede sul taglio di Immobile e fa valere la sua fisicità in un’altra occasione, prima di concedere una fuga con tiro all’attaccante partenopeo che trova pronto Sepe. Determinante nell’opporre il corpo sul tiro da ottima posizione di Vecino. Sempre attento nel presidiare i sedici metri sui palloni filtranti tentati dal centrocampo laziale. Nella ripresa la squadra perde distanze e intensità, ma sui gol non ha alcuna responsabilità particolare.

PIROLA 5,5: si applica immediatamente su Felipe Anderson, gioca con ottimi risultati soprattutto d’anticipo e concede poco all’esterno brasiliano, che riesce a calciare in porta, dai ventidue metri, in una sola circostanza. Ad inizio ripresa pasticcia con i compagni nel pressing riuscito male, che spalanca una prateria sfruttata da Marusic abile a servire l’assist che vale il vantaggio di Immobile. Non esente da colpa neppure nell’occasione del rigore conquistato da Immobile. 75 LOVATO S.V.

CANDREVA 6,5: esterno da doppia fase, difende, detta il passaggio quando la squadra si distende ma il tiro è deviato in corner dallo stinco di un difensore laziale, prima di ripetersi qualche minuto più tardi con una conclusione che termina sul fondo. Poi, con la Lazio che s’affaccia con maggior piglio nella metà campo granata, gioca una gara di grande sacrificio difensivo, ma trova ancora il tempo di proporsi in avanti e impegnare Provedel. Uno degli ultimi ad arrendersi, cambia anche posizione in campo nella fase finale del match, ma la partita è ormai andata.

CERNIGOJ 6: sveste i panni di mezzala d’inserimento e indossa quelli da mediano a protezione della difesa. La Lazio muove velocemente il pallone e si propone con tanta densità nei pressi dell’area granata, lui soffre ma mette gamba, temperamento e disciplina tattica al servizio della squadra. Perde un pallone sanguinoso in avvio di secondo tempo, però sugli sviluppi dell’azione è lui stesso ad essere determinante in area con una diagonale che frena l’iniziativa rivale. 75 SAMBIA S.V

COULIBALY 6: alla pari di Cernigoj, il suo compito è concedere pochi spazi a ridosso dei propri sedici metri ai numerosi fantasisti laziali. Gioca una gara attenta e concreta in fase di possesso, volitiva e grintosa nel fare interdizione davanti alla difesa. Superficiale ad inizio ripresa nella gestione di un pallone che rischia di attivare la Lazio. Poi, i dirimpettai prendono campo e lui non può fare altro che osservare ad una recita a senso unico.

VILHENA 5: attacca la profondità sul suggerimento aereo di Piatek e serve Candreva che arriva al tiro. Poi, esce dalla partita, riesce raramente ad incidere sulle ripartenze granata e perde anche qualche pallone che fa ripartire la Lazio in contropiede. 46 VALENCIA 5,5: incide poco, mette impegno, rischia di fare gol ma l’azione è frenata da una posizione irregolare di Bradaric; si fa fatica a capire il tipo di collocazione da affidargli sul terreno di gioco.

BRADARIC 6: inizio intraprendente, scatta sulla fascia appena la squadra ruba palla e si distende in avanti con rapidi cambi di gioco, si fa trovare pronto ma dal suo piede non partono palloni significativi. Applicato in fase difensiva, alterna pressione alta su Marusic e raddoppi di marcatura su Felipe Anderson. Insieme a Pirola copre male la fascia sinistra nell’azione che libera lo spazio a Marusic che innesca Immobile pronto a finalizzare. In fase offensiva continua a spingere, serve un buon pallone a Valencia, il cui tiro è neutralizzato da Provedel, ma gli viene fischiato contro il fuorigioco; uno degli ultimi ad alzare bandiera bianca.

BONAZZOLI 5: guadagna qualche punizione, cerca di limitare la costruzione del gioco di Cataldi, ma da lui è lecito attendersi maggiore presenza, cattiveria e qualità quando la Salernitana è chiamata ad offendere; nel primo tempo non riesce nell’intento, neppure nei primi tredici minuti della ripresa. 58 KASTANOS 5: un cambio di gioco interessante per Candreva, poi si nasconde fino al termine del match.

PIATEK 5: la prima offensiva granata parte da una sua spizzata che libera Vilhena nello spazio, subito dopo prova la conclusione dai diciotto metri ma il tiro è masticato. Lotta con il solito ardore, con il petto serve un tiro a Bonazzoli, ma la squadra produce poco e lui non ha giocate nel suo repertorio in grado di fare la differenza. 75 BOTHEIM S.V.

ALL. PAULO SOUSA 5: parte con un 3 4 2 1 tutto muscoli, sostanza e densità, cercando soprattutto di impedire alla Lazio di trovare spazi a ridosso dell’area granata. Il proposito trova discrete risposte, ma la squadra palesa anche qualche limite di troppo in fase di palleggio, necessario per attivare la terza linea che già denuncia l’assenza fondamentale di Dia. La squadra, stancata dal possesso palla laziale, si sfalda dopo aver subito il primo gol, e in campo non ci sono neppure le risorse offensive necessarie per tentare la rimonta, considerato che Piatek e Bonazzoli sono stati sostituiti.