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L’ultima volta al Ferraris

A Genova, poco meno di un anno fa, la Salernitana risorse.

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L’ultima volta che la Salernitana calcò il green del Ferraris era il 16 aprile 2022. Sabato Santo. La speranza della resurrezione granata mobilitò oltre 700 tifosi dell’Ippocampo provenienti da ogni dove. 700 cuori battevano all’unisono in quell’angolino isolato del settore ospiti, una macchia granata accanto alla Gradinata Nord. I cuori palpitavano e i decibel aumentavano. Tutta l’Italia immaginava una Salernitana già retrocessa. I sostenitori del cavalluccio marino, no. E nemmeno il timoniere dell’imbarcazione, Davide Nicola, che grazie all’ardore e alla fame dei suoi ragazzi, riuscì a fare un passo fondamentale verso l’obiettivo stagionale.

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Calciatori e sostenitori granata, durante quella parentesi, più che mai, si mostrarono orgogliosi, indefessi e irrazionali. Nonostante ogni partita sembrasse “l’ultima spiaggia”, in cuor proprio, non era mai così, perché all’orizzonte, tra la foschia e la burrasca, gli occhi della speranza scovavano sempre una nuova occasione, un’altra opportunità, quindi, un’altra spiaggia.

La Salernitana è pathos, e i salernitani ben lo sanno. Molte volte squadra e sostenitori sono arrivati ad avere l’acqua alla gola, non sono mai annegati. In apnea hanno imparato a resistere alla pressione e agli imprevisti, affinché si potesse riemergere per tornare in superficie più forti di prima.

A Genova, poco meno di un anno fa, la Salernitana risorse.

Anche quest’annata calcistica non sta risparmiando al popolo granata delusioni e difficoltà, ma la paura di non farcela verrà scacciata, ancora una volta, dalla ferma speranza che tutto vada per il verso giusto. Il segreto sarà non proiettarsi troppo in là. Sarà necessario vivere, più che mai, il presente. Immaginare e provare a predire, oltre modo, il futuro, disastroso o roseo che sia, farebbe perdere di vista l’”oggi”.

E sulla scorta delle imprese e delle esperienze passate, sarà necessario edificare con pazienza, consapevolezza, professionalità, determinazione ed amore uno scenario che possa regalare alla realtà calcistica salernitana nuove soddisfazioni.

Domani la gara con la Sampdoria sarà determinante per continuare ad alimentare il morale della squadra e l’euforia dei tifosi. Sousa sta trasferendo ai propri ragazzi energia positiva, contribuendo a delineare la nuova identità della sua squadra.

I blucerchiati saranno avversari da non sottovalutare. La compagine di Stankovic sembra condannata, ma è ancora viva. E la prova di maturità della Bersagliera sarà complessa, ma la coesione e l’entusiasmo potranno essere, ancora una volta, gli ingredienti vincenti per ottenere ciò che più si desidera.

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Ognuno è artefice del proprio destino, la Salernitana lo sa. Adesso se lo ricorda.

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Sono Raffaella Palumbo, classe 1990, salernitana dalla nascita. Per varie vicissitudine, sono espatriata a Genova da quando avevo 21 anni, nel capoluogo ligure esercito la professione di insegnate. Amo la vita in tutte le sue sfaccettature, non trascuro i dettagli. L'ottimismo, la curiosità, la follia, l'intraprendenza ed il sorriso sono caratteristiche di cui non posso fare a meno. Tra le gioie più grandi della mia vita rientra mia figlia: Martina. La pallavolo, la scrittura, i viaggi e la Salernitana sono le mie principali passioni. La benzina delle mie giornate risiede in tre espressioni che non cesso mai di ripetere a me stessa e agli altri: " VOLERE è POTERE, CARPE DIEM e PER ASPERA AD ASTRA"!!!