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La moviola di Salernitana Inter

Nell'anticipo del venerdì santo, Salernitana ed Inter danno vita ad un pareggio spettacolare: la prestazione di Fabbri, però, lascia molto a desiderare

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Nel primo anticipo del venerdì santo, valevole per la ventinovesima giornata del campionato di massima serie, si sono affrontate Salernitana ed Inter: partita terminata con un sorprendente pareggio, soprattutto per come è maturato nei minuti finali.

Team arbitrale composto da: Michael Fabbri di Ravenna coadiuvato da Bresmes e Galetto; quarto ufficiale Ayroldi, al Var Nasca e Longo.

Passiamo alla moviola

Al 68′ Nicolussi Caviglia (S) interviene su Lautaro Martinez (I) all’altezza della linea mediana: Fabbri, molto vicino all’azione, inizialmente lascia correre per poi tornare sui suoi passi ed assegnare un calcio di punizione diretto a favore degli ospiti con annesso cartellino giallo per Nicolussi. Onestamente, lascia molto perplessi la gestione di questo episodio sia per la tempistica del fischio che per il provvedimento disciplinare comminato. Il dubbio che l’arbitro abbia fischiato su sensazioni o – ipotesi più concreta – suggerimento di un suo collaboratore, è concreto. In ogni caso male, molto male, Fabbri!

Al 89′ Gagliardini (I) trattiene vistosamente Dia (S) per la maglietta: Fabbri assegna giustamente un calcio di punizione a favore dei granata ed ammonisce il centrocampista interista, che accetta di buon grado. Contestualmente, Brozovic (I) allontana furbescamente il pallone dal punto di battuta, senza essere punito. Altro errore di Fabbri che avrebbe dovuto ammonire il calciatore per comportamento antisportivo.

In conclusione, la prestazione del fischietto romagnolo ha presentato non poche lacune sia a livello tecnico che disciplinare.

SALNAP 31 10 2021 32
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Sufficiente la prestazione dei due assistenti, inoperosi i due varisti Nasca e Longo.

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- Luca D'Urso - 11 agosto 1991, Salerno - Ex arbitro di calcio a livello nazionale - Appassionato di musica rock, sport e cucina - Citazione arbitrale preferita: "Vedere, decidere, dimenticare" [Roberto Rosetti]