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Calcoli alla mano e ultimi sforzi, prima di una gioia tanto voluta e conquistata con merito.

Azzurri partenopei reduci da una pesante vittoria nel feudo bianconero, tra polemiche arbitrali che continuano a navigare nel solito mare in tempesta.

La sfida risolta quasi all’ultimo respiro dal mancino di Raspadori, eroe della notte di Torino e sommerso da tutti i compagni napoletani.

Juventus spedita al tappeto sotto la pioggia dell’Allianz Stadium, un campanello d’allarme nonostante il ritorno dei 15 punti in classifica, perché la Champions League non è assolutamente certa.

Raspadori punisce la Juventus all’Allianz Stadium (Eurosport.it)

Ci prova l’Hellas Verona fino all’ultimo, grazie alla doppietta di Simone Verdi capace di stendere i rossoblù bolognesi.

Risposta chiara rimanendo in zona salvezza, notizie fantastiche dall’Arechi per i sostenitori granata, in completa estasi per un tris ai danni del Sassuolo.

Pirola apre le danze e Dia partecipa alla festa del gol, con il terzo gol firmato Lassana Coulibaly come punto esclamativo sul match.

Non serve molto il pari nel derby ligure, occasione sprecata soprattutto per i doriani, puniti dal pari di Verde dopo il vantaggio con Amione.

Un altro tris nella terra empolese dopo non c’è traccia di vittoria, una parola masticata alla perfezione invece dagli uomini di Simone Inzaghi.

Lukaku sembra rinato e dichiara la propria guerra, con una doppietta seguita dal ritorno al gol di Lautaro Martinez.

Fiorentina distratta e forse convinta di avere i 3 punti in tasca, in vantaggio con Kouamé e Saponara.

Raggiunti dal cuore monzese, dopo l’autogol di Biraghi come prima nota alla rimonta, completata da Mota e dalla freddezza di Matteo Pessina dagli 11 metri.

Lukaku festeggia uno dei due gol all’Empoli (LaRepubblica.it)

Un altro tris dalla Dacia Arena inflitto ai grigiorossi, con la saetta di Samardzic su assist di Lovric per il primo gol friulano.

Festa del gol quindi anche in Friuli, con Perez e Success capaci di chiudere la sfida e mettere al sicuro il risultato.

È un Milan dipendente dalla sua stella, un tornado rossonero che di cognome fa Leao e di mestiere fa il fuoriclasse.

Un 2 a 0 che non lascia scampo al Lecce, tra le mura di San Siro a pochissimi giorni dalla sfida Champions contro l’Inter.

Chiude la giornata l’ennesimo tris, con la Dea in vantaggio per 2 a 0 grazie a Pasalic e Toloi fino al minuto 74.

Poi però il tentativo di rimonta con Pellegrini che suona la carica, spenta sul nascere da una follia di Rui Patricio, perché Koopmeiners senza farsi pregare cala il tris che fa cantare l’Atalanta.