Home Editoriale La capolista furiosa: sulla strada dei granata l’Inter di Inzaghi

La capolista furiosa: sulla strada dei granata l’Inter di Inzaghi

La Capolista mette alla prova la Salernitana e Paulo Sousa

621
0
lautaro inter sassuolo
Fonte: ilgiornale.it
Tempo di lettura: 3 minuti

Una Salernitana in piena crisi, con tre sconfitte nelle ultime quattro partite, torna all’Arechi dopo la sconfitta di Empoli, pronta ad ospitare la capolista Inter. Match di grande importanza per i granata e per Paulo Sousa che, contro i nerazzurri, si gioca già la panchina. Di seguito andremo ad analizzare la prossima avversaria della Salernitana, dai risultati agli interpreti fino ai punti di forza e ai punti deboli, che possono permettere a Paulo Sousa di riuscire nell’impresa.

Lo stato di forma dell’Inter

Sebbene reduce dalla prima sconfitta stagionale, l’inizio di stagione dell’Inter è stato di altissimo livello e questo fa dei nerazzurri l’avversario più temibile per la Salernitana in questo momento. Fin dalla prima giornata il club meneghino ha macinato risultati e gioco, mettendo al tappeto in maniera indistinta squadre di vertice (come la Fiorentina e i rivali del Milan) e squadre di medio-bassa classifica come Monza, Cagliari ed Empoli. La stagione dei nerazzurri inizia proprio contro la prima di questa lista, con un derby tutto lombardo contro il Monza di Palladino. A San Siro c’é poca storia, con un 2-0 firmato Lautaro Martinez. Lo stesso vale per la trasferta di Cagliari: ancora 2-0 con questa volta Dumfries a segno oltre al sempre presente numero dieci. Se si pensava che meglio di questo inizio in scioltezza non potesse andare, però, l’Inter dimostra a tutti la totale portata delle forze a sua disposizione, dominando sia la Fiorentina, battuta 4-0, che il Milan, battuto sorprendentemente 5-1. Da questo momento però inizia un leggero calo in casa nerazzurra, che ha riscontro nel pareggio alla prima di Champions League a San Sebastian, pareggiato 1-1 contro i padroni di casa della Real Sociedad, e poi nell’ultimo match di campionato in casa contro il Sassuolo, nel quale i nerazzurri sono stati sconfitti per 2-1. Non solo, anche nella vittoria sofferta contro l’Empoli c’erano delle avvisaglie, che possono fare sperare in vista di sabato sera alla squadra di Paulo Sousa.

I punti di forza dell’Inter

I punti di forza della squadra di Simone Inzaghi sono stati sotto gli occhi di tutti in questo inizio di campionato. Prima di tutto il gioco a memoria degli undici in maglia nerazzurra, che permette azioni spettacolari e meravigliose ma che risultano anche incisive, portando spesso gli attaccanti in porta. Degna di nota anche una ritrovata solidità difensiva: rispetto alla scorsa stagione dove, soprattutto a inizio anno, i nerazzurri erano soggetti a distrazioni che li portavano a subire gol spesso decisivi, oggi c’é molta più compattezza da parte del trio arretrato. Sia chiaro, comunque, che i blackout estemporanei sono ancora presenti, come ha dimostrato a più riprese soprattutto Bastoni, che ha lasciato tra San Sebastian e il match contro il Sassuolo occasioni enormi, il più delle quali concretizzate dagli avversari.

I punti deboli

Il primo punto debole lo abbiamo accennato nel paragrafo sopra e riguarda i blackout. Sono pochi, anzi pochissimi, a partita e perché si rivelino un vantaggio per la Salernitana, i granata sono chiamati ad essere cinici, qualcosa che è mancato, anche per la sfortuna, in questo inizio di campionato. Un altro punto debole per i nerazzurri è individuabile nel portiere, Yann Sommer. Per quanto un grandissimo numero uno, dai riflessi felini che spesso lo portano a compiere veri e propri miracoli, lo svizzero rispetto al suo predecessore porta in dote una fase di impostazione molto meno efficace. Ciò che l’Inter poteva permettersi con Onana raramente può permetterselo con Sommer, motivo per cui il pressing avversario, come visto nei due stop stagionali fin qui, mette molto in difficoltà la retroguardia nerazzurra, costretta a lanci fin troppo spesso imprecisi per il duo offensivo. Sarà una carta importante per Paulo Sousa, da visionare con attenzione perché, se effettuato male, il pressing costante rischia di spalancare il campo alla qualità sopraffina dei giocatori di Inzaghi, capaci di uscire palla a terra dalle occasioni più pericolose. Per finire bisogna nominare l’attacco. Suonerà strano considerato che il duo offensivo dell’Inter è probabilmente il migliore del campionato e uno dei migliori in Europa, ma le riserve si sono mostrate ad ora tutt’altro che all’altezza. Tra Arnautovic infortunato dopo appena un match da titolare e un Sanchez ben lontano dall’essere decisivo e in condizione, le speranze nerazzurre sono tutte sulle spalle dei titolari e, nel momento in cui i due calano, per Simone Inzaghi sono dolori.

Gli uomini chiave dell’Inter

Se si pensa a un uomo chiave nell’Inter vengono in mente due profili su tutti, che risultano quasi insostituibili per Simone Inzaghi. Uno è il capitano, Lautaro Martinez. Per l’argentino, campione del mondo in Qatar, cinque reti nelle prime cinque partite e un ruolo di massima importanza nella manovra nerazzurra. La sua capacità di farsi incontro e di saltare il suo marcatore permette a Thuram di giocare in profondità, sfruttando tutte le sue doti in falcata. L’altro giocatore da tenere d’occhio con la massima attenzione è il regista nerazzurro, Hakan Calhanoglu. Il numero venti si è ritagliato questo nuovo ruolo, ricoprendo la posizione alla perfezione. Tempi, precisione e qualità da vendere per il turco, che è in ogni match il giocatore da disinnescare da parte delle squadre avversarie. Togliere spazio all’ex centrocampista rossonero vuol dire togliere spazio all’estro offensivo dei nerazzurri e, se i granata dovessero riuscire nell’obiettivo, aumenterebbero vistosamente le loro possibilità di un successo quantomai necessario. L’unico modo per tornare a respirare dalle parti dell’Arechi è questo: vincere, qualunque sia l’avversario.