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Seconde e terze linee granata non riescono a contenere una Juve concentrata e concreta

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Filippo Inzaghi nuovo allenatore della Salernitana - Paulo Sousa esonerato
Filippo Inzaghi (foto Il Fatto Quotidiano)
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FIORILLO 6: può poco sul tiro vincente da breve distanza di Miretti. Poi gestisce con mestiere alcuni insidiosi palloni crossati in area dai bianconeri. Decisivo su Miretti, evita il terzo gol e consente alla squadra di raggiungere gli spogliatoi per l’intervallo con una sola rete di svantaggio. Prova a neutralizzare l’incornata di Milik, ma sulla respinta si avventa Rugani che realizza la terza rete. Respinge di piede anche la conclusione di Yildiz, ma il pallone termina sulla coscia di Bronn e si trasforma in una goffa autorete. Incolpevole sul quinto gol realizzato da Yildiz e sulla stoccata chirurgica di Weah che chiude la goleada bianconera.

BRONN 4: troppo schiacciato verso la sua porta in occasione del pari di Miretti. Presidio aereo insufficiente sul corner da cui scaturisce l’assist di Danilo per la conclusione vincente di Cambiaso. inizio di ripresa da centromediano, ma il ruolo sembra un vestito troppo largo per lui e Inzaghi lo colloca nel terzetto di centrali difensivi del 5 3 2 finale che mira a limitare i danni. Tante piccole rivoluzioni all’interno della stessa partita, ma non riesce a nascondere la fragilità difensiva della sua prestazione. Come testimonia lo scarso tempismo degli interventi e l’appannata reattività in occasione dell’autorete.

DANILIUC 5: l’unico a reggere sugli assalti costanti iniziali dei padroni di casa, mette più di una pezza a destra in chiusura. Cincischia troppo in un velleitario dribbling su Chiesa, che gli ruba il pallone e attiva Miretti, sul cui tiro si supera Fiorillo. Cerca di essere disciplinato nel presidio della fascia destra, prova anche a proporsi sporadicamente, ma quando la Juve accelera lungolinea son dolori anche per lui. Crolla insieme al resto della squadra nel finale.

LOVATO 4: i calciatori di casa arrivano da tutte le parti, ma alla pari del partner di reparto è troppo basso sull’assist di Cambiaso per Miretti, che calcia indisturbato a pochi metri da Fiorillo e realizza il momentaneo pareggio. Dovrebbe far valere la sua statura sulle palle inattive, ma la Juve ha costantemente la meglio. Prestazione sottotono e condizione psicologica che palesa un’autostima decrescente. Etereo nel fronteggiare Yildiz, che lo supera con disinvoltura disarmante e castiga Fiorillo.

SAMBIA 5: quando la squadra inizialmente si distende in avanti, lui accompagna l’azione, si propone al tiro e quasi beffa Perin con una traiettoria velenosa. La fase difensiva non è il suo forte e si vede. Rischia un ingenuo fallo da rigore su Gatti, troppo campo ed eccessiva libertà concede a Cambiaso. Ripresa da mezzala, ma dalle sue iniziative non scaturisce alcuna giocata di rilievo ed anche il lavoro di filtro è deficitario.

MAGGIORE 6: immediatamente in continuità con la gara di Verona, punta Chiesa che sta per involarsi e gli sottrae il pallone. La squadra non ha grossi equilibri difensivi, lui prova a tamponare con la consueta generosità ma è un’impresa davvero ardua. Inzaghi pensa alla gara più importante di domenica e gli risparmia i secondi quarantacinque minuti. 46′ BRADARIC 5,5: sovrastato da Milik sugli sviluppi del corner che consegna ai bianconeri la terza rete di Rugani. Un affondo a sinistra con discreto cross, poi la Juve dilaga, attaccando soprattutto a sinistra, e la gara non ha più nulla da dire pure per lui.

LEGOWSKI 5,5: parte bene pressando Gatti e costringendolo all’errore nell’azione che vale il vantaggio granata. Poi patisce la fisicità e l’intensità dei centrocampisti di casa, risultando spesso in ritardo nei tentativi di anticipo e nelle giocate in fase di costruzione per eludere il pressing dei piemontesi. Un paio di percussioni palla al piede, prima di essere sostituito nel finale da 77′ BORRELLI S.V.

TCHAOUNA 6: è uno dei più giovani in campo, prova a vivacizzare le azioni di rimessa granata, si sacrifica in fase difensiva, ma è scarsamente supportato dai compagni del reparto avanzato. Inzaghi, a gara ormai compromessa, lo risparmia in vista del match di domenica. 56′ SFAIT 5,5: avversari troppo scafati e gara ormai terminata gli forniscono scarse opportunità per mettersi in mostra. Cerca di non strafare e poco gli si può addebitare.

IKWUE 6,5: carico come una molla, controlla di petto il passaggio involontario di Gatti e castiga con freddezza Perin. Poi la Juve sale in cattedra, la Salernitana fatica ad uscire dalla trincea e la partita, fino al termine, diventa assai complicata anche per lui.

BOTHEIM 4,5: troppo leggero nella difesa del pallone, non riesce ad incidere nelle rare occasioni in cui la squadra prova a ripartire. Inzaghi vede i suoi uomini in difficoltà a centrocampo e gli assegna funzioni da mezzala. Ruolo che prova a svolgere diligentemente, fornendo anche un interessante pallone verticale a Tchaouna. Sterile l’avvio di ripresa nelle vesti di attaccante, prima di essere sostituito. 56 SIMY 5,5: entra a match ormai compromesso, la squadra non ha qualità e carisma per supportarlo e diventa facile preda dei difensori bianconeri.

STEWART 4,5: distratto nello scalare su Cambiaso in occasione del gol del pari juventino, scaturito dal ponte aereo dell’esterno e dalla stoccata vincente di Miretti. Fatica ad entrare in partita, viene attivato spesso ma è macchinoso e impreciso nella gestione della palla. Inzaghi lo lascia negli spogliatoi alla fine del primo tempo. 46′ GYOMBER 4,5: partecipa al crollo difensivo del secondo tempo.

ALL. INZAGHI 5: stretto tra la necessità di far rifiatare i suoi uomini ed un organico ridotto all’osso, schiera una formazione iper offensiva che crea diversi imbarazzi alla Juventus nelle prime fasi del match. La squadra passa in vantaggio, regala la sensazione di poter essere sempre insidiosa nelle ripartenze. Ma è un fuoco di paglia, che la Juve spegne in fretta quando diventa intensa, caratteriale e carismatica nella costruzione della sua rimonta. Il tecnico granata cerca di dare maggiori equilibri alla squadra, ma si tratta di soluzioni improvvisate, affidate ad interpreti non abituati a svolgere determinate funzioni. Realisticamente, capisce di dover mettere nel mirino la rivincita di domenica allo stadio Arechi. Cerca di limitare i danni, ma la difesa è disarmante nella sua incapacità di presidiare i sedici metri.