Home News L’ennesima ingenuità di Ikwue condanna la Salernitana ad un’immeritata sconfitta.

L’ennesima ingenuità di Ikwue condanna la Salernitana ad un’immeritata sconfitta.

Difesa arcigna, retta per lunghi tratti da un monumentale Lovato. Candreva tira fuori dal cilindro l'ennesimo colpo di genio. Sfortuna ed errori individuali marchiani penalizzano ancora una volta la squadra granata, che non meritava di uscire sconfitta dal Maradona.

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OCHOA 6,5: praticamente inoperoso nel primo tempo, quasi arriva sul tiro dal dischetto di Politano. Poco lavoro anche nella ripresa, ma nel finale evita un gol fatto sulla doppia conclusione a colpo sicuro di Kvara. Nell’azione decisiva è sfortunato in uscita, quando si scontra con Fazio e i due non riescono ad allontanare il pallone come avrebbero voluto.

GYOMBER 6,5: gravita nella zona di Kvaratskhelia quando il georgiano si accentra ed è aggressivo, ma risulta tempestivo anche nel tampinarlo quando cerca spazio lateralmente. Trova il tempo anche di proporsi nella metà campo partenopea, arrivando al tiro e partecipando alla manovra. Primo errore della sua partita ad inizio ripresa, quando prova ad uscire con la palla al piede, la perde e Cajuste sfiora il gol. Ancora qualche intervento un po’ incerto, ma rimedia con due tackle che impediscono al Napoli di crossare palloni insidiosi. 84′ DANILIUC S.V.

LOVATO 7,5: inizio importante ed efficace, da libero vecchio stampo pronto a chiudere centralmente e scivolando sulla fascia. La sua prestazione addirittura sale di rendimento, con la sua sagoma sempre al posto giusto nel momento giusto. Attento, concentrato, reattivo e preciso per tutta la durata del secondo tempo. Determinante la deviazione sul tiro a giro di Kvara destinato a finire nella porta di Ochoa. Gara monumentale.

FAZIO 6: tocca a lui la guardia di Cajuste quando la mezzala partenopea si alza, lo perde due volte in tentativi d’anticipo fuori tempo e il Napoli si rende pericoloso. Il presidio dell’area di rigore è sempre attento, ad eccezione dell’intervento scomposto su Simeone che vale il rigore del pari trasformato da Politano. Ripresa attenta nel presidio dei sedici metri durante il lungo e infruttuoso forcing partenopeo. Nell’azione decisiva finale, rinvia di testa ma lo scontro con Ochoa innesca una respinta non pulitissima, però l’errore grossolano, ancora una volta, è di Ikwuemesi nel cuore dell’aria, quando la gara è ormai terminata.

SAMBIA 6: rischia poco, cerca di presidiare la fascia senza fronzoli, sbaglia un tackle difensivo e innesca la fuga di Kvara che non sortisce effetti. Mette la testa nella trequarti avversaria in due circostanze: nella prima cincischia e il Napoli riparte, nella seconda avvia l’articolata azione che regala il vantaggio ai granata. Nel finale di tempo non s’intende con Tchaouna in uscita, il Napoli riparte e arriva al tiro con Lobotka che non sorprende Ochoa. Secondo tempo giocato prevalentemente da mezzala di contenimento, svolgendo le funzioni con la giusta attenzione, seppur senza spunti significativi in fase di possesso. 90′ BRONN S.V.

LEGOWSKI 5: corre tanto, ma in fase di passaggio risulta spesso deficitario. A volte anche l’aggressività non la esercita nei tempi giusti, prendendo un giallo per fallo su Kvara e lasciandosi superare da Gaetano che calcia pericolosamente senza trovare la porta. Perde Kvara ad inizio ripresa tra le linee, poi sbaglia ancora in fase di palleggio e il Napoli riparte ancora con il giorgiano. 66 PIEROZZI 6: presidia bene l’out destro, Inzaghi gli chiede un lavoro prettamente difensivo e lui rispetta alla lettera le consegne.

MARTEGANI 6,5: lavoro di filtro davanti alla difesa ma anche personalità nella gestione del pallone quando la squadra ne entra in possesso per provare a distendersi in avanti. Tatticamente disciplinato in fase difensiva anche nelle prime battute del secondo tempo, nel corso del quale trova anche un tiro dai venticinque metri deviato in corner dalla difesa di casa. Con l’uscita di Legowski, gioca davanti alla difesa: l’intento è quello di essere più precisi nel ripartire dopo la riconquista del pallone. La pressione del Napoli è notevole, lui si limita ad essere diligente, disputando una gara tignosa e priva di fronzoli.

BRADARIC 6,5: Politano e Di Lorenzo attaccano spesso la sua corsia, tiene botta con grande ardore e dinamismo. Si affaccia due volte nella metà campo locale: dapprima il suo cross basso viene intercettato dalla difesa, poi serve a Candreva il pallone che l’ex laziale trasforma in gol. Gara meramente difensiva nei secondi quarantacinque minuti, nel corso dei quali abbozza solo qualche tentativo di fuga, senza tanta convinzione. Per il resto tanta è la concentrazione nel controllo della fascia sinistra.

TCHAOUNA 6: croce e delizia. La sua fisicità infastidisce il Napoli quando, sulle seconde palle, con la sua falcata permette alla squadra di distendersi in avanti. Ma anche tanti errori evitabili nei passaggi per attivare i compagni, che impediscono alla squadra di essere ficcante e alla difesa di non essere sorpresa quando tenta di accorciare in avanti. Il volume di campo che riesce a coprire resta importante, alla pari della sensazione di pericolosità che trasmette. Purtroppo resta tutto nell’ambito della potenzialità, ancora troppe le leziosità e le frenesie delle sue prove. Quando diventa essenziale, la sua qualità, supportata da strapotere atletico, crea sempre disagio alla difesa partenopea. Prima di partorire giocate incomprensibili, come testimonia il tiro dalla distanza che termina abbondantemente a lato.

CANDREVA 7,5: trenta minuti disciplinati in fase difensiva e con qualche piccolo errore in fase di gestione palla. Poi, senza grosse sorprese, gli basta poco per accendersi, dribblare Politano e castigare Gollini con una sorta di pallonetto. Ancora una volta si mette al servizio della squadra, nel secondo tempo, indossando i panni di mezzala di sacrificio. Compito assolto con meticolosità, vanificato dall’ennesima leggerezza di Ikwuemesi.

SIMY 6: la squadra si appoggia spesso su di lui, che gestisce la palla in diverse circostanze, guadagnando anche alcuni falli che fanno respirare i compagni. A volte, però, è troppo macchinoso, sia in fase di smistamento del pallone, sia nella determinazione necessaria per impattare lo stesso nei sedici metri avversari. 90′ IKWUEMESI 4: le palle decisive degli ultimi match capitano sempre sui suoi piedi, la fortuna non è dalla sua parte ma la mollezza e la scoordinazione con le quali prova ad allontanare il pallone dall’area di rigore sono uno spettacolo indigeribile per un campionato di massima serie.

ALL. INZAGHI 6,5: nonostante le numerose defezioni, presenta al Maradona una squadra compatta e attenta in fase difensiva e pronta a pungere appena ha la possibilità di farlo. Trova il vantaggio, concede pochissimo ai blasonati avversari per l’intera durata della prima frazione di gioco. Nel secondo tempo, potendo contare sulla prestanza dei suoi difensori, si schiera con il 5-3-1-1, lascia al Napoli uno sterile possesso palla e rischia solo su una penetrazione centrale di Kvara. Prima dell’erroraccio di Ikwuemesi – schierato per provare a tenere qualche pallone in avanti al posto di uno stremato Simy – che penalizza la gara pianificata nei minimi dettagli e tutta la squadra. Non gli gira bene, i suoi uomini stanno giocando quasi alla pari con le big del campionato, ma vengono puntualmente puniti nel finale da alcuni grossolani errori individuali.