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La difesa a quattro di Liverani affidata al carisma di Boateng e Manolas

Ai due navigati e autorevoli difensori centrali granata, non ancora al top della condizione atletica, sarà chiesto un sacrificio anche per quanto concerne il minutaggio. Il calcio di Liverani e l'intero gruppo hanno bisogno di loro.

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I risultati della ventiquattresima giornata del campionato di Serie A restituiscono alla Salernitana una classifica che definire desolante è un eufemismo.

La vittoria dell’Udinese a Torino contro la Juventus e, soprattutto, il blitz dell’Empoli all’Arechi complicano notevolmente i piani salvezza dei granata.

La premessa è d’obbligo, perché un estremo tentativo di salvare la stagione  non può non partire dalla consapevolezza delle difficoltà che attendono la squadra.

La conduzione tecnica affidata a Fabio Liverani ha smosso, dal punto di vista psicologico, le acque stagnanti in cui stavano progressivamente affondando il collettivo guidato da Filippo Inzaghi e l’intera tifoseria dell’Ippocampo.

Ovviamente, il percorso resta arduo e bisognerà affrontarlo sapendo di non poter più fare grosse distinzioni nell’approcciare la gara contro una ‘big’ del torneo o una pari grado.

Già venerdì sera, contro la corazzata Inter a Milano, Candreva e compagni dovranno provare a strappare punti importanti. Non ci sono alternative, dopo aver fallito clamorosamente quattro appuntamenti casalinghi consecutivi, che hanno portato in dote neppure un misero punticino.

L’ex trainer del Lecce ha dimostrato in passato di inseguire un calcio propositivo. Principi attenti agli equilibri difensivi, ma anche intrisi di coraggio e ricchi di soluzioni offensive.

Esattamente quello che serve ad un gruppo che sarà costretto a recitare, nei restanti quattordici match, con il piglio del team abituato a navigare nella parte sinistra della graduatoria.

Il passaggio alla difesa a quattro, anche in virtù dei precedenti trascorsi professionali di Liverani, non dovrebbe essere in discussione. Sistema di gioco che consentirebbe di guadagnare una pedina dalla metà campo in avanti.

La presenza in rosa di due difensori centrali del calibro di Boateng e Manolas dovrebbe facilitare questo cambio di coordinate tattiche. Il condizionale è d’obbligo, perché il primo, al momento, sembra avere non più di un’ora nelle gambe, mentre il secondo non vede il campo dal mese di dicembre.

A questa problematica bisogna affiancare un nutrito numero di infortuni che sta falcidiando il reparto difensivo. Pasalidis, Gyomber e Fazio sono fermi ai box. Da monitorare le condizioni di Pierozzi, adattabile da centrale, e quelle di Pirola. Come prima alternativa l’argentino Pellegrino, che sarà sicuramente chiamato in causa. Per lui, di proprietà del Milan, si tratterà di una sorta di derby.

Insomma, piove sul bagnato, anche perché sicura sarà l’assenza per squalifica di Bradaric. Sulle corsie esterne, in attesa di conoscere l’evoluzione dell’infortunio di Pierozzi, resterebbero i soli Zanoli e Sambia.

L’impressione è che il nuovo corso tattico, oltre a dover produrre note positive dal punto di vista della costruzione del gioco e della mentalità offensiva, imporrà anche un sacrificio ai due maggiori esponenti del reparto arretrato.

Pur non essendo ancora nel pieno della condizione atletica, essi possiedono esperienza e personalità per incrementare il minutaggio da mettere al servizio dei compagni e dell’allenatore. Un’attenta gara di gestione è nelle loro corde: dovranno farla, pur affrontando la squadra più forte del campionato.

La navigazione è sempre più precaria e tribolata, le insidie aumentano con il trascorrere delle giornate. Spetterà ai due carismatici leader difensivi infondere coraggio all’intero equipaggio.