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Salernitana, occhio al calendario: 5 gare abbordabili su 7, poi il difficile rush finale

Dopo lo scoglio Inter, fino a metà aprile i granata avranno quasi esclusivamente sfide alla portata: periodo decisivo prima di una chiusura complicata

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La sconfitta con l’Empoli pesa ancora come un macigno, ma matematica e calendario non affossano ancora del tutto la Salernitana. Con 14 giornate da giocare, i granata devono recuperare 7 punti dal Sassuolo, attualmente quartultimo ma favorito dalla partita da recuperare in casa contro il Napoli.

Un deficit che, ragionando virtualmente, sale invece a quota 8 se si prendono in considerazione i punti che separano i granata dall’Empoli. La vittoria degli azzurri a Salerno, unita al clamoroso successo dell’Udinese sul campo della Juventus, ha fortemente penalizzato la Salernitana nell’ultimo turno.

Lo scoglio: testacoda con l’Inter

Ora, la gara di venerdì contro l’Inter lascia poco spazio all’immaginazione: la Salernitana potrà beneficiare dell’arrivo di Liverani in panchina, ma dovrà ribaltare sul campo una differenza di 47 punti. Gap che rende il testacoda piuttosto complicato, anche a dispetto di un Inter sempre più sola in vetta e attesa dalla gara di martedì in Champions contro l’Atletico Madrid.

Insomma, a San Siro servirà un autentico miracolo. Anche perché, togliendo l’1-1 dello scorso campionato all’Arechi (con gol dell’ex di Candreva al 90′), la Salernitana ha perso tutte le partite contro i nerazzurri da quando è tornata in Serie A. Rimediando, peraltro, sconfitte pesanti e senza mai segnare un gol.

Grandi occasioni: Monza, Udinese, Cagliari

Dopo Milano, però, il calendario offrirà altre occasioni da sfruttare: probabilmente le ultime. Due mesi esatti scanditi da diverse partite contro squadre alla portata. Togliendo l’Inter, da qui a metà aprile la Salernitana affronterà quasi solo compagini attualmente allocate nella parte destra della classifica.

A cominciare da sabato prossimo, quando all’Arechi arriverà il Monza dell’ex granata Palladino: l’anno scorso finì 3-0, fu la prima vittoria targata Sousa, nonché il primo di dieci risultati utili consecutivi e l’avvio del percorso che avrebbe portato alla salvezza.

L’auspicio è che, un anno dopo quel 26 febbraio, i granata possano ripetere la storia. Arriveranno poi due scontri diretti fondamentali: entrambi in trasferta, prima a Udine e poi a Cagliari. Gare potenzialmente decisive per coltivare il 3,5% di speranza citato giorni fa da Walter Sabatini.

Lecce e Sassuolo: scontri diretti in casa

Poi a Salerno farà capolino il Lecce: sarà gara speciale per Liverani, autore di una storica cavalcata dalla C alla A con i salentini. Ma, soprattutto, si tratterà di un altro scontro diretto: non è così guardando la classifica attuale, dev’esserlo – però – per una squadra che intende ultimare con successo la disperata rincorsa.

Marzo si chiuderà al Dall’Ara: quella con il Bologna, di fatto, sarà l’unica gara in cui i granata incontreranno una squadra molto più lontana in classifica. La settimana seguente, infatti, all’Arechi arriverà il Sassuolo: altra partita che, al netto dell’innegabile qualità dei neroverdi, rappresenta un’occasione da non mancare.

Il mini-ciclo in questione si chiuderà a metà aprile all’Olimpico contro la Lazio: l’anno scorso i granata di Nicola fecero il miracolo vincendo 3-1, ma razionalmente si tratta di una gara complessa. Di fatto, però, il match nella Capitale chiuderà una fase della stagione in cui la Salernitana affronterà cinque partite su sette contro avversari abbordabili.

Quattro big nelle ultime sei giornate

Un periodo che, al netto delle già citate Lazio e Bologna, si prospetta ben più accessibile rispetto al rush finale. Nell’ultimo mese, infatti, la Salernitana avrà solo due gare abbordabili su sei: trattasi degli scontri diretti allo Stirpe con il Frosinone e all’Arechi con il Verona, rispettivamente alla 34^ e alla 37^.

Il resto, invece, sarà durissimo pane da mangiare: Fiorentina e Atalanta in casa (intervallate dalla trasferta ciociara), poi Juventus in trasferta e – dopo il match contro l’Hellas, ultimo stagionale tra le mura amiche – il campionato si chiuderà a San Siro con il Milan.

Alla luce di un ultimo scorcio più che complicato, i prossimi sessanta giorni saranno fondamentali: cinque partite abbordabili su sette, per restare aggrappati e tentare il miracolo. Solo così, il temibile rush finale diventerebbe un arduo – ma, ad oggi, piacevole – problema da affrontare.