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L’importanza di chiamarsi…Ernesto

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Come disse il grande Enzo Tortora nel momento in cui ritornò in Tv: “Dove eravamo rimasti?”.

Si, il mio primo contributo alla causa di solosalerno.it vuole essere leggermente autoreferenziale visto che da tanti, troppi anni non mi cimentavo nello scrivere di Salernitana e dintorni. Da tempo scrivo di altro (vivendo a 850 km di distanza) ma la chiamata del Direttore Nicola Roberto e del Direttore Editoriale Gigi Caliulo mi ha riacceso quella fiammella, mai spenta, di passione per Sua Maestà.

La nostra amata squadra da tempo vive situazioni paradossali che non sto qui ad elencare ed il mio/nostro compito sarà quello di raccontare la verità, forti di quella libertà che ci viene riconosciuta dopo anni di professione giornalistica.

Personalmente sono iscritto all’Ordine dal marzo del 1996 ed il mio primo approccio allo Stadio Vestuti risale al 1979, quando mio padre (che Dio lo abbia in gloria) mi portò a Piazza Casalbore per farmi entrare gratis, salvo poi andare via perché la Salernitana non era proprio il suo primo pensiero.

Ho continuato nelle redazioni di quasi tutti i quotidiani di Salerno, quando non c’erano i social e internet andava a rilento. Ho preso bronchiti, cazziatoni davanti ai campi per spiare con un mio piccolo binocolo gli allenamenti. Sono arrivato al “Mattino” restandoci per più di un decennio prima di trasferirmi al Nord.

Non sarò, anzi, non saremo in contrapposizione con questo o quell’altro sito. Non saremo quelli delle frecciatine, degli screenshot e delle querele facili bensì quelli dell’informazione nuda e cruda senza tralasciare l’amore per la verità.

E’ vero: io credo che l’attuale società e l’attuale management abbia fatto il suo tempo ma non per questo sarò pregiudiziale: sarò pronto ad elogiare la squadra se dovesse disputare un campionato all’altezza e sarò estremamente critico (come la stragrande maggioranza dei salernitani), se le cose dovessero andare male.

La Salernitana è di tutti. E tutti hanno il diritto di parlarne.

Ci avviamo a cominciare una stagione difficile in conseguenza di tutto ciò che è successo nei mesi scorsi e che, purtroppo, non è ancora finito. La Salernitana, per tanti, è questione di vita e quando la si mortifica nasce quel moto di rabbia tipico di chi ama troppo.

Noi vogliamo che la Salernitana torni ad essere amata da tutti i salernitani e per fare in modo che ciò accada bisognerà cominciare a fare qualcosa di semplice: vincere o almeno lottare per farlo.

Il disamore è più brutto di una sconfitta e noi faremo, nel nostro piccolo, in modo che la gente torni ad innamorarsi dei colori granata.

Per quello che mi riguarda, cercherò di dare il mio contributo. A voi il compito di leggere e giudicare. Forza Salernitana!