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La colonia dei laziali si espande: con otto biancocelesti è record nell’era Lotito-Mezzaroma

Superati i sette prestiti dello scorso anno, oltre alle vicende Akpa Akpro e Karo: storia ormai nota di un evidente cordone ombelicale con molti più svantaggi che benefici

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Guai a chiamarla succursale. Almeno, questo è quanto negli ultimi anni è filtrato da via Allende ad ogni domanda sull’ormai ben noto asse di calciomercato tra Lazio e Salernitana, le due “creature” di Claudio Lotito. Asse di mercato che, come sempre accade da tanti anni a questa parte, è stato ancora una volta utilizzato. Addirittura, con numeri mai visti prima. La Salernitana versione 2020-2021 annovera in rosa, infatti, ben otto calciatori di proprietà della Lazio dirottati in prestito alla corte di Castori: al fianco dei riconfermati Lombardi, Cicerelli, Dziczek, Karo e Gondo, fanno ritorno in granata anche Casasola, Adamonis e André Anderson. La presenza degli otto effettivi di proprietà capitolina (senza contare Guerrieri, arrivato a titolo definitivo) in rosa è effettivamente qualcosa di mai verificatosi prima: il record precedente è rappresentato dai sette dello scorso anno, quando oltre ai cinque calciatori sopracitati sono stati a Salerno anche Maistro e Kiyine.


A questo proposito, il discorso diventa più che interessante. Il discorso legato al marocchino e all’ex Rieti, due dei centrocampisti certamente più importanti della scorsa annata targata Ventura, è soltanto una perfetta introduzione della questione Akpa Akpro: come accaduto nel recente passato con Sprocati e gli stessi Casasola e Cicerelli, il centrocampista franco-ivoriano è stato letteralmente strappato alla Salernitana per rinfoltire la mediana di Simone Inzaghi. La partenza dell’esplosivo tuttocampista classe ’92 – uno dei migliori centrocampisti della scorsa Serie B – ha certamente reso poco felice la tifoseria, e per giunta la Salernitana non ha neanche preso un vero e proprio sostituto: ennesima dimostrazione di come la sinergia, nel corso degli anni, abbia avuto moltissimi effetti negativi sulla Salernitana, al netto di qualche rarissimo bagliore.


L’ormai noto cordone ombelicale ha avuto in questa sessione di mercato alcuni episodi a dir poco singolari: basti pensare a Gondo, ufficializzato il giorno prima del debutto con la Reggina dopo un intero ritiro, a Guerrieri e Adamonis, protagonisti in modi diversi del pasticcio portieri, a Casasola, tornato dopo le ruggini con Ventura della scorsa estate, ma soprattutto a Karo, che ha fatto da pendolare per una settimana tra Formello e il Mary Rosy, prima di essere addirittura proposto al Pescara nelle ultime battute di mercato.


Infine, un altro dato tutt’altro che irrilevante: aggiungendo ai laziali i vari Antonucci dalla Roma, Baraye dal Padova e Tutino dal Napoli, la Salernitana arriva a ben undici calciatori in prestito. Un numero che cozza, e non poco, con le parole programmazione e continuità: d’altronde, anche nel calciomercato appena concluso, l’elenco di acquisti e cessioni all’attivo è come sempre di lunghezza chilometrica.