Home News Vietati i facili entusiasmi, c’è ancora molto lavoro da fare

Vietati i facili entusiasmi, c’è ancora molto lavoro da fare

211
0

FUROREGGIA IL DEVASTANTE TUTINO, MA ANCORA MANCA UN’IDEA CONVINCENTE DI GIOCO CORALE

Dopo una vittoria decisamente larga nel punteggio, si è facilmente portati ad esprimere giudizi accompagnati da toni entusiastici, ma la gara di ieri, ancora una volta, ha evidenziato limiti tattici e di qualità di gioco su cui il tecnico e la squadra dovranno lavorare molto, già a partire dalla ripresa degli allenamenti. 

La Salernitana ‘vincente’ delle prime tre giornate è soprattutto figlia delle giocate individuali di un calciatore fuori categoria qual è Gennaro Tutino.

Certo, si dirà che è stato acquistato per fare esattamente quello che sta facendo, ossia la differenza, ma è altrettanto utopistico pensare che possa bastare lui a mantenere Di Tacchio e compagni nelle zone alte della classifica. 

Fabrizio Castori, oltre a difendersi con dieci uomini dietro la linea della palla, per verticalizzare repentinamente e colpire una volta sottratta la sfera di cuoio agli avversari, deve assolutamente rendere più variegata la sua strategia offensiva

L’ex tecnico cesenate possiede una discreta dose di qualità in organico (Lombardi, Cicerelli, Antonucci, Anderson, Kupisz, Djuric) per domare gli avversari non solo con l’intuizione estrosa, imprevedibile ed estemporanea del forte attaccante partenopeo. 

Nel suo 4-4-2, infatti, continuano a latitare i tagli degli esterni di centrocampo e le sovrapposizioni dei laterali bassi.

Le azioni offensive di Djuric e compagni sono esclusivamente il risultato di una transizione dalla fase di difesa a quella d’attacco, mai il prodotto di spiazzanti movimenti senza palla in fase di possesso, all’interno dei quali possano materializzarsi iniziative dei singoli intrise di qualità e personalità. 

Gli stessi inserimenti di Capezzi – nei primi quarantacinque minuti – all’interno dell’area pisana sono scaturiti in seguito ad azioni di rimessa. 

Fondato è il rischio, una volta neutralizzato l’ispirato Tutino, che la squadra non trovi più idee e sbocchi per creare grattacapi alle retroguardie di turno. 

Una compagine in grado di imporre la propria iniziativa, di creare superiorità numerica sulle corsie esterne, renderebbe molto più efficace e prolifico lo stesso Milan Djuric, da sempre abile quasi esclusivamente a sfruttare le soluzioni acrobatiche all’interno dei sedici metri rivali . Il bosniaco, infatti, ha molti pregi ma non eccelle in una strategia offensiva fondata sul contropiede.

DA MIGLIORARE ANCHE LA FASE DIFENSIVA DI SQUADRA, SIA CON LA PALLA IN MOVIMENTO, SIA SULLE SITUAZIONI DI PALLA INATTIVA

Il 4-4-2 di Castori risulta spesso scolastico in fase di non possesso, con le linee di difesa e centrocampo che tendono a compattarsi centralmente nei trenta metri finali, mentre le due punte sono costantemente impegnate in un dispendioso lavoro di pressing sui primi facitori di gioco avversari e di ripiegamento nella propria metà campo una volta superate dal palleggio basso altrui. 

Se questo atteggiamento sta dando i suoi frutti in fase di rimessa perché la squadra, difendendosi con dieci uomini dietro la linea del pallone, è anche più compatta quando riparte (vedi la terza rete di Tutino, con Schiavone e Kupisz che sradicano il pallone e verticalizzano immediatamente per lo scatto della punta partenopea), allo stesso tempo le due linee non sempre conservano le giuste distanze in lunghezza (attaccanti e centrocampisti rivali giocano sempre troppi palloni nello spazio tra difesa e mediana granata), né occupano tempestivamente le corsie laterali sul giropalla avversario (Belli e Lisi, esterni bassi pisani, hanno spesso avuto metri di campo davanti per spingere e tentare l’uno contro uno, soprattutto nel primo tempo). 

Pertanto, Castori deve lavorare su una linea difensiva dal baricentro più alto, per : 1) accorciare sul centrocampo ed inaridire il gioco avversario sulla trequarti; 2) consentire ai terzini di scalare prima in avanti sulle fasce, occupando in questo modo lo spazio lasciato incustodito dagli esterni di centrocampo che stringono centralmente per fare densità con i due mediani.

Infine, qualcosa bisognerà migliorare anche sulle situazioni di gioco scaturenti da palla inattiva. Sia in termini di centimetri, sia dal punto di vista dell’attenzione mentale.