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Cosenza – Salernitana: le pagelle, quelle che lasciate stare, non è cosa proprio

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BELEC 10: Vid al San Vito non tiene niente da fare e si annoia di che maniera, infatti si impara a fare l’uncinetto e confeziona uno scaldauallera di lana per Castori. Voto 10 perché pare la versione di Fifa 99 pezzotta del Pupone.

BOGDAN & GYOMBER 7: I due centrali ricompongono la cerniera difensiva che controllava gli ingressi al Camino Real nella calda estate del ’99. Tanti centimetri e mazzate a schiovere, intorno al 27esimo acchiappano Baez e Carretta per il cravattino perché volevano entrare nel privet senza stare in lista, li paccareano e li mettono a figurimmerda davanti alle nnamurate. (Allego poesia del Maestro che immortala il momento preciso vissuto dai due avanti cosentini).

MANTOVANI 6.5: Torna a giocare in campionato dopo un lunghissimo stop: 1 anno, 5 mesi e 20 giorni che sarebbero approssimativamente 773.400 minuti, ovvero 46 milioni e 404’000 secondi e ancora c’edda cresc nu fil i barba nfaccia? Bah.

KUPISZ 5.5: Partita sottotono per il polacco che però si mette a secutare Sciaudone per tutto il terreno di gioco. Il centrocampista silano – date le recchie a punta e la camminata un poco lasca – gli ricorda il cane lupo che teneva alla Polonia quando era criaturo.

DIZCZEK 6: Un po’ il lockdown, un po’ il fatto che non appara una femmina da prima di settembre scorso e si è fissato lui e la serie Gomorra. Al settimo minuto emula il suo idolo Tonino Spiderman e gambizza Bittante per senza niente. SCHIAVONE 6: Entra in maniera ordinata e precisa, indossa un paio di eleganti scarpini neri ereditati dalla buonanima del nonno.

DI TACCHIO 5.5: Calci, cazzotti e lentezza. Il mediano granata, al netto di una mole invidiabile, pare molto debilitato. Per questo la Zeus ha ideato una fascia di capitano che in realtà è uno sfigmomanometro (a maghinett p misurà a pressione per chi ha avviato a sudare solo a leggere il nome) atto a monitorare le condizioni del calciatore: onde evitare che, di bello e buono, sbatta a capa nderra.

A. ANDERSON 7: Inventa un assista strepitoso per Tutino. Impiega un po’ di tempo per trovare la posizione adatta ma quando la trova sono “bitter cocks” (come dicono gli inglesi, chest m’ha mparat Pippo Franco) per la retroguardia cosentina. Oltre la prestazione positiva c’è dell’altro, si tratta di una vera e propria storia da Libro Cuore per il giovane brasiliano. Stasera, infatti, ha incontrato l’amico Vera Ramirez: i due andavano al Sert assieme, stavano allo stesso banco. CAPEZZI 9: Prestazione monumentale da parte del playmaker granata che mette a segno un vero e proprio colpaccio. Ingaggia un serratissimo duello con Koné del Cosenza per contrattare sul prezzo di 4 cd: due giochi di mazzate per la Playstation (“Nfraschiata 1” e “Nfraschiata 2″), un film capisc a me e Hit Mania Dance 2001. Leonardo, in totale, paga 7 euro e 50 più una gingomma Brooklyn: un grandissimo affare che gli vale il 9 in pagella.

CASASOLA 6: L’argentino è molto emozionato, gli tremano le gambe. Ma non perché torna da ex al San Vito, no. Si emoziona perché per la prima volta gioca contro l’idolo della sua infanzia: Matteo Legittimo.

TUTINO 7: Il match winner del San Vito è lui: taglia in due la retroguardia sfruttando un gustosissimo passaggio di André Anderson, salta Falcone e deposita la sfera nel sacco. Solita partita vivace, il partenopeo è spigliato e velenoso negli ultimi 16 metri. Conclude la serata in maniera brillante quando, alle telecamere di Dazn, intima al cronista: “Oggi è stata una partita difficile, contro un avversario sfilifingastio perepoto” – il cronista, giustamente, fa – “Eh?” – Gennaro, a quel punto, conclude con – “a capocchj!” – e se ne va ridendo. CICERELLI 7: Entra bene in partita e si toglie una grandissima soddisfazione. Come sapete lui viene da San Giovanni Rotondo e, naturalmente, tiene le zie un poco zentraglie che sono rimaste sotto la botta con Padre Pio. Cice – per fare cosa gradita e vedere se riesce a rusculiare una cosarella di soldi che malamente non sono – si fa regalare una foto autografata da Idda, il centrale del Cosenza che assomiglia un poco a Padreppio quando era giovinotto.

DJURIC 5.5: Partita da fase R.E.M. Il gigante bosniaco è il punto di fusione fra il Crodino con la Vodka e la camomilla Filtrofiore Bonomelli: alterna furore agonistico e docile bivacco. GONDO 11.5: Non lo vedevamo da parecchio e ci fa piacere averlo ritrovato, un piccolo appunto. Cedric, tagliati i capelli: tien a casa i Spongebob ngap.

CASTORI 6.5: Serata pressoché perfetta: efficacia, ardore e primato in solitaria. Tutto fantastico, se non fosse per il fatto che all’11esimo si acala per raccogliere un pallone e gli si squarcia il cazone. Il trainer di Tolentino è costretto a guidare i suoi con una copia del Guerin Sportivo azzeccata dietro la mutanda: stoico.

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