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“Castori e lo stadio vuoto: due vantaggi per la Salernitana in questo momento”

La squadra granata sta ottenendo risultati importanti grazie alla mentalità concreta e pratica del suo allenatore, secondo Enzo Faccenda

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La Salernitana è reduce dal pareggio interno con il Lecce ed è già tempo di pensare alla sfida di Frosinone. Domani si torna in campo e sarà di nuovo un esame da grande per i granata. Enzo Faccenda, presidente provinciale della Figc Salerno, esprime apprezzamento per il percorso fin qui compiuto dai granata e per il lavoro del tecnico, Fabrizio Castori.

La Salernitana ha conquistato un punto nelle sfide con Brescia e Lecce, ma è rimasta nelle zone alte della classifica. Come giudica le ultime prestazioni dei granata?

“A Brescia la squadra è mancata dal punto di vista dell’attenzione, subendo gol su calcio d’angolo dopo pochi minuti. Quel gol ha permesso al Brescia di scrollarsi di dosso qualche peso e di giocare con più serenità. Di contro, la Salernitana non è riuscita a tornare in partita nemmeno dopo il rigore trasformato da Tutino. Questo perché la squadra granata è molto brava nel contenere, meno nel costruire. Anche con il Lecce questi due volti della stessa medaglia si sono visti. Niente che non si sapesse, del resto”.

La Salernitana che ha pareggiato con il Lecce le è piaciuta?

“Ha fatto quello che doveva e poteva fare. Il Lecce è più forte perché ha un centrocampo di caratura superiore ed infatti ha imposto il suo gioco, pur non creando grossi pericoli. Dispiace che la difesa abbia pagato l’errore di Lopez che avrebbe potuto essere meno incauto nell’occasione del rigore. Il calciatore del Lecce si stava spostando lateralmente e non era inevitabile, a mio giudizio, ricorrere al fallo in quel frangente. Devo fare un grande plauso a Castori ed alla squadra per come hanno contrastato il Lecce sul piano tattico e caratteriale. I difensori centrali sono stati quasi insuperabili ed infatti il Lecce, pur avendo avuto la supremazia del gioco, non ha creato grossi pericoli. Aya ha fatto una buona partita, Gyomber dà sicurezza, Mantovani sta diventando un mostro di bravura. Bisogna evitare errori come quello di Lopez sul rigore ed essere più attenti sui calci piazzati. Alla Salernitana è difficile fare gol perché Castori ha costruito un impianto difensivo solido, per cui non bisogna rovinare quanto di buono c’è con disattenzioni o errori individuali”.

Le sta piacendo la squadra, dunque?

“Molti criticano il gioco, ma io dico che Castori sta facendo il massimo con la rosa che ha. Manca tanto Lombardi, che sarebbe stato un punto di forza ed avrebbe potuto creare scompiglio nelle difese avversarie, e manca un centrocampista d’ordine e di personalità che possa far girare la squadra e darle più sicurezza nel palleggio. Dziczek è giovane e sicuramente ha ampi margini di miglioramento, ma in questo momento non è ancora pronto. Contro il Lecce ho visto in netta ripresa Capezzi e questo è un fatto positivo. Di base, però, a questa rosa manca un po’ di qualità e credo che a Castori ed al gruppo vadano fatti i complimenti per quello che finora hanno raccolto in termini di punti”.

Impossibile giocare un po’ meglio o, magari, in maniera diversa?

“In questo momento sono più che mai convinto che la Salernitana abbia due vantaggi: la presenza in panchina di Castori, che definirei una sorta di Tom Rosati o, meglio, di Nicola Chiricallo dei nostri giorni, e l’assenza di pubblico”.

In che senso?

“Castori è un tecnico scafato, che legge bene le partite, prova ne sia il fatto che anche con il Lecce ha scelto bene i tempi dei cambi e le pedine da schierare a gara in corso. Non predica calcio spettacolo, perché sa che con questo materiale umano non può abbandonare la via della concretezza e della praticità. 24 punti in classifica, a questo punto del campionato, sono tantissimi e frutto in gran parte del suo modo di schierare la squadra. Certo, lui per primo sa che così si sacrificano un po’ le doti degli attaccanti, ma la coperta è corta. Per quanto riguarda il pubblico, proprio quanto detto sul gioco della Salernitana è alla base di questa mia convinzione. Si fosse giocato in presenza dei tifosi, immagino che per Castori e i calciatori non sarebbe stato facile isolarsi da critiche ed obiezioni tecnico- tattiche. Fa parte del calcio, ci mancherebbe, e sicuramente i tifosi sono una componente importante. Però, a volte, giocare senza troppa pressione addosso aiuta”.

Domani c’è la trasferta di Frosinone. Cosa si aspetta?

“Si va in casa di una squadra forte, esperta, di caratura tecnica considerevole e, probabilmente, superiore alla Salernitana. Nesta non aveva cominciato bene, ma si è rimesso in carreggiata con gli ultimi risultati. A Lecce il Frosinone avrebbe meritato la vittoria, a Reggio Emilia ha conquistato i tre punti a conferma della sua vocazione esterna. In casa fa più fatica, ma resta un avversario temibile e di spessore a cui Castori opporrà le sue armi. Mi aspetto una Salernitana determinata ed attenta, ma, a prescindere da come andrà domani, credo che finora si siano fatte cose importanti. Vedremo come si arriverà a fine mese e come la società vorrà muoversi sul mercato”.

Una curiosità: le è piaciuta la direzione di gara di Chiffi?

“Il rigore fischiato a favore del Lecce c’è, così come non c’è quello su Tutino. Nell’occasione del pugno incassato da Aya non è stato aiutato dal quarto uomo e dall’assistente, altrimenti avrebbe punito col rosso e non col giallo il calciatore del Lecce. Al di là degli episodi, non mi è piaciuto l’atteggiamento supponente e sufficiente con cui ha approcciato la partita. In altre occasioni ha dimostrato di avere una preparazione più che buona. Forse, si sente già arrivato”.

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Classe '76, non sempre è nervoso.