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Stipendi anticipati ed inutili bacchettate

Non è la prima volta che il Corriere dello Sport bacchetta dalle sue colonne quella parte di tifoseria critica nei confronti della multiproprietà.

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Il calcio italiano – alle prese con le elezioni e le difficoltà pandemiche – vive un momento particolare. Ha destato quindi notevole sensazione il “segnale” lanciato da Claudio Lotito.

Che ha provveduto – entro il 31 gennaio – a pagare gli stipendi in casa Lazio. Non solo per la mensilità corrente ma anche per febbraio e marzo.

Una mossa in linea col manifesto programmatico delle “solide realtà” e dei “bilanci in ordine” giustamente ed orgogliosamente ribadito ad ogni occasione.

Ma, al tempo stesso, mossa in controtendenza rispetto ad uno scenario che vede tante società calcistiche in gravi difficoltà e bisognose di aiuti fiscali.

Paradossalmente, proprio dalle manovre governative predisposte in tal senso Claudio Lotito trae giovamento.

Lo spiega bene il sito web “Calcio e Finanza” (vedi link).

Che illustra gli effetti della recente legge di bilancio, in particolare dei commi 36 e 37 dell’articolo 1 (vedi riquadro).

Come si vede, il pagamento anticipato degli stipendi netti dei calciatori consente di dilazionare il versamento dei contributi, «senza sanzioni né interessi», entro il 30 maggio o mediante rateizzazione in 24 mesi, con il pagamento della prima rata entro fine maggio.

Ancorché destinati a società calcistiche in difficoltà, l’accesso a tali benefici da parte di Claudio Lotito è assolutamente legittimo e rispettoso delle normative vigenti.

Non sorprende quindi, che medesima politica sia stata adottata per la Salernitana.

Lo apprendiamo dall’edizione del 31 gennaio scorso del “Corriere dello Sport”.

A pagina 20, infatti, ne rende conto l’articolo, che tra l’altro elogia la campagna acquisti del direttore Angelo Fabiani. Nell’articolo, repentinamente rilanciato da blog locali, leggiamo infatti:

Non è la prima volta che il Corriere dello Sport bacchetta dalle sue colonne quella parte di tifoseria critica nei confronti della multiproprietà.

E la matrice – non esattamente brillante – sembra ricalcare un lessico pedissequamente utilizzato.

Con periodici “restyling”, ché ad esempio il termine “prefiche” ha recentemente sostituito il più grezzo “gufi”.

Ma, come esposto, la riverniciatura degli inopportuni termini non sortisce effetto ed il Corriere dello Sport fallisce clamorosamente il bersaglio.

A meno che tra i fiscalisti del copatron non si annidino insospettabili detrattori della multiproprietà.

Zelante bacchettata rispedita al mittente, quindi, con sorridente invito – al Corriere dello Sport, ed agli organi di informazione affini e collaterali – a ricontrollare rubrica e calendario.

Ché di sicuro la “destabilizzazione” non ha residenza tra gli osservatori critici degli eventi di casa granata.

E nel 2021, epoca di tecnologia sofisticata, a Salerno si usa controllare l’ora mediante orologi di ultima generazione. Il tempo delle sveglie – magari da indossare al collo ­– da queste parti è abbondantemente trascorso. E scaduto.

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