Home Editoriale Belec mostruoso, Casasola imprendibile. Gondo sempre più autorevole e goleador

Belec mostruoso, Casasola imprendibile. Gondo sempre più autorevole e goleador

Difesa attenta. Tutino decisivo nel conquistare e realizzare freddamente il penalty che regala un sogno alla città

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BELEC 8: la pressione del Pordenone, nel primo tempo, sortisce solo due palloni innocui che lui gestisce con grande serenità. Si supera su Butic ma nulla può sulla bordata di Misuraca. Prodigioso nuovamente sul tiro a colpo sicuro di Camporese.

CASASOLA 7,5: avvio importante, lancia Gondo nell’azione del vantaggio, subito dopo scodella un altro interessante traversone per l’attaccante ivoriano. Sta bene, corre come un puledro di razza e serve un buon pallone a Kupisz che non centra la porta, prima di un’altra incursione che mette i brividi alla difesa di casa. Senza sosta, fa ammattire Falasco ma il suo cross per Gondo viene sporcato da Perisan. Ripresa ancora qualitativa, con un perfetto cross per Gondo, sfortunato con il colpo di testa che trova l’impossibile deviazione di punta del difensore neroverde. Troppo leggero nel contrastare Misuraca, che si libera per il tiro e castiga Belec. E’ un pò scorato, meno lucido ma continua a proporsi sulla fascia con generosità, fino a confezionare l’ottimo filtrante per Tutino che guadagna il penalty.

GYOMBER 7: ha qualcosa da farsi perdonare, gioca il primo tempo con una concentrazione feroce, chiudendo sulle verticalizzazioni rivali e presidiando lucidamente i sedici metri. Inizio di ripresa altrettanto pugnace e freddo, dalle sue parti non si passa. Nel finale, con la squadra sbilanciata in avanti, mette pezze ovunque.

BOGDAN 6,5: quando transita dalle sue parti, la sfera viene spazzata con vigorosa energia. Qualche piccola incertezza sulla lettura delle palle alte, come in occasione del colpo di testa di Zammarini in avvio di gara neutralizzato da Belec. Si lascia beffare da Butic, che esce dalla linea, tira ed impegna severamente Belec. Poi ritorna ad essere risoluto ed efficace.

JAROSZINSKI 6,5: quando si tratta di essere ruvido e reattivo sulla sua fascia è sempre puntuale, le sue letture tattiche nel cuore dell’area granata palesano un deficit di attenzione e tempestività, come in occasione dei due tagli di Ciurria che non procurano danni alla difesa granata solo per l’assenza di precisione del trequartista friulano. Nell’unico raid offensivo, invece di tirare, decide incomprensibilmente di crossare al centro dell’area del Pordenone. Secondo tempo decisamente più attento in fase difensiva, sia nelle diagonali, sia nell’uno contro uno lungolinea, riesce a sbrogliare un paio di situazioni assai insidiose.

KUPISZ 6: ad inizio gara è vivo come non si vedeva da tempo, attacca lo spazio appena può, rincula per difendere, ma pecca di lucidità al tiro e in fase di rifinitura. Nella ripresa si vede poco, vaga per il campo ma non entra mai nel vivo del gioco. 84 ANDERSON S.V.

CAPEZZI 6,5: cuce il gioco con interessanti cambi di gioco, in fase passiva non regala mai tregua agli avversari con il suo pressing senza soluzione di continuità ed il dinamismo dei tempi migliori. Paga la stanchezza per troppa generosità e lascia il posto a 74 COULIBALY 6: deve ritrovare la condizione che lo accompagnava prima dell’infortunio.

DI TACCHIO 6,5: inizio da capitano coraggioso, è su tutti i palloni, muscoli e tackle che inibiscono i tentativi friulani, ma anche inserimenti a ridosso dell’area neroverde. Una furia anche ad inizio ripresa, è ovunque in fase di pressing, ma anche in area avversaria a staccare di testa. Poi il crollo da dividere con il resto della squadra nella parte finale del match.

KIYINE 6: primo tempo essenziale, privo di fronzoli, presidia la fascia e quando riceve palla cerca di far respirare la trama offensiva con intelligenti cambi di gioco. Secondo tempo di gestione e in leggera sofferenza atletica 74 CICERELLI 5,5: non entra in partita, commette qualche fallo di mano di troppo e non regala alla squadra l’atteso cambio di passo.

GONDO 7,5: apre la gara con un altro gioiello di freddezza, precisione e tecnica che lascia di stucco Perisan. Volitivo e creativo, regala un paio di giocate di tacco che eludono la pressione dei difensori di casa, arretra per dare una mano alla fase difensiva. Sfortunatissimo quando colpisce a colpo sicuro di testa e trova la deviazione con la punta del difensore. 89 KRISTOFFERSEN S.V.

DJURIC 6: gioca esclusivamente al servizio della squadra, da guastatore in fase offensiva con le sue abituali spizzate. Guadagna qualche punizione sulla trequarti che fa respirare la squadra e difende sulle palle inattive. Potrebbe rischiare la conclusione in area friulana ma serve Jaroszinski che crossa invece di tirare in porta. 74 TUTINO 7: non si vede per quindici minuti, però conquista e trasforma con freddezza il rigore che potrebbe valere la serie A.

ALL. BOCCHINI 6,5: primo tempo di ottima fattura sul piano tattico, sia in fase difensiva che nella ricerca dei cambi di gioco con affondi da concludere con traversoni in area per le punte. Nel secondo tempo la squadra, contratta per l’importanza della posta in palio, perde le sicurezze di inizio match, ha il demerito e la sfortuna di non chiudere la partita e quasi viene messa sotto dal Pordenone. Poi il rigore dell’apoteosi cancella gli incubi di un’intera città.

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