Home Editoriale Tosto:”Nessuno regalerà nulla, gli avversari vanno “mangiati”. E noi… stammece zitt’!”

Tosto:”Nessuno regalerà nulla, gli avversari vanno “mangiati”. E noi… stammece zitt’!”

Intervista a Vittorio Tosto, indimenticato ex calciatore della Salernitana, oggi consulente di mercato. Le sue opinioni in vista della gara di domani

756
0
Tosto-Salernitana
Fonte: Pianetaempoli.it
Tempo di lettura: 3 minuti

Calabrese di nascita, salernitano d’adozione. Nonostante i tanti anni trascorsi e le diverse esperienze professionali vissute dopo aver lasciato la casacca granata, l’ex terzino di Cariati ha sempre la Salernitana nel cuore. E non perde mai occasione per ribadirlo. Indelebili i ricordi di chi lo ha visto giocare, di chi ha visto le sue sgroppate sulla fascia sinistra e i suoi gol, pochi ma pesanti. Vittorio Tosto, a Salerno, è il numero 3 per eccellenza. Un uomo, innanzitutto, e poi calciatore, che ha scritto alcune delle pagine più belle della storia della Salernitana. Due promozioni con la “Bersagliera”, tra le più emozionanti di sempre, che hanno creato un legame viscerale tra lui e la piazza. Una passione folle che continua a coltivare giorno dopo giorno e anche da lontano.

Un’altra piazza importante per Vittorio Tosto è senza dubbio quella di Empoli, prossimo avversario della Salernitana, aritmeticamente già promosso in massima serie. Queste le sue opinioni in vista della gara di domani:

Salve Vittorio. Innanzitutto, alla vigilia del campionato si aspettava una Salernitana così competitiva e che sarebbe arrivata a 180 minuti dal sogno?

«Direi di sì. La Salernitana, come ho già dichiarato tante altre volte quest’anno, è una squadra forte, ed è quella che più rispecchia le caratteristiche principali per far bene in Serie B. Una squadra cinica a cui è difficile fare gol, forte nei duelli, cattiva e se vogliamo “ignorante” al punto giusto, che predilige gli interventi nell’uno contro uno e che ha sempre la mentalità giusta sia in casa e sia fuori casa».

Domani c’è l’Empoli, sua grande ex, e lunedì il Pescara. Due gare, a detta dei più, sostanzialmente “facili”, ma che potrebbero nascondere delle insidie…

«Penso che i giocatori, l’allenatore e la società sono a 180 minuti dallo scrivere una nuova pagina di storia del calcio a Salerno. Se starannonno troppo a pensare a quello che faranno Empoli e Pescara in campo sbagliano di grosso. Se dovessero pensare che qualcuno gli possa regalare qualcosa, soprattutto, sbagliano doppiamente. Se vogliono entrare nella storia di Salerno e della Salernitana, gli avversari vanno “mangiati”, con la consapevolezza che nessuno gli regalerà nulla».

Questa Salernitana sembra avere poco o nulla a che vedere con la vostra di 23 anni fa. Nonostante ciò, ci sono, a suo parere, dei tratti in comune?

«Intanto, c’è la voglia di scrivere una pagina importante della storia granata, e già questo può essere un punto in comune. In più, c’è voglia di fare carriera da parte di tantissimi calciatori presenti in organico, proprio come l’avevamo noi. Detto questo, la nostra Salernitana aveva caratteristiche più tecniche. Era una squadra più sbarazzina e più veloce e aveva un gioco che prediligeva l’attacco negli spazi. Si può dire che giocavamo a memoria, e in rosa erano presenti tanti giovani. La Salernitana di oggi è una squadra più cinica e più forte fisicamente e che soprattutto bada al sodo. Diciamo un po’ come il paragone che intercorre tra Federer e Nadal. Noi eravamo più verso Federer, con la tecnica, la fantasia e la creatività. Quella di oggi è più verso Nadal, con la forza, il vigore e la tenacia».

In città, in provincia e sui social è riscoppiata la “Salernitana mania”. Finalmente, dopo tanto tempo, la gente è ritornata a sognare. Peccato che, però, non potrà essere presente sugli spalti…

«Proprio per questo motivo, queste gare rappresentano un’occasione forse irripetibile per riportare la Salerno sportiva dove merita. Con la Salernitana in Serie A, a distanza di 23 anni dall’ultima volta, si può aprire un nuovo ciclo. Può ritornare quell’amore viscerale, in realtà mai sopito, caratteristico della città e della provincia nei confronti della squadra. Anche i bambini potranno finalmente riavvicinarsi alla Salernitana e ai suoi idoli, e non più a Juve e Inter e a Ronaldo e Lukaku. Potrebbe riesplodere la passione di un tempo e non si perderebbe l’identità della città di Salerno. Speriamo la si possa conquistare per davvero».

In conclusione, cosa sente di dire ai tifosi della Salernitana per questo finale di stagione?

«Mi attengo alla parola d’ordine del Vikingo: “Stammece zitt’… Nun dicimm’ niente!”

© solosalerno.it - tutti i diritti riservati. È vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.