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Vento dell’Est: colonia polacca a Salerno

Nella stagione d'oro della Salernitana spiccano le storie di tre ragazzi dell'Est

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Ci sono gli abbracci ed i sorrisi alla fine di tutto. Il lieto fine non è in discussione. E’ il giorno di San Matteo, la festa patronale della città in cui si sono ritrovati tre connazionali uniti dalla passione per il calcio. Il più giovane accusa un malore in allenamento.

Solo tanta paura, per fortuna. Dopo gli accertamenti di rito ed un periodo di riposo, Patryck Dziczek ottiene il via libera per poter tornare in campo. Esordisce in campionato il 24 ottobre, sotto il diluvio, al minuto 84 di una partita impantanata sullo zero a zero in cui, però, si ha la sensazione che da una pozzanghera possa saltar fuori l’episodio decisivo.

Ed accade proprio questo. André Anderson mira la porta dai trenta metri: il pallone si insacca ed alla pioggia si aggiungono i tuffi nel fango. Dziczek è entrato da poco, mentre, dopo il gol, esce Thomasz Kupisz, stremato e bagnato, ma anche felice. Solo una settimana prima ne ha rifilati due, di gol, al Pisa ed ha fatto felice anche il giovane Patryck, che seguiva la gara dalla panchina.

Kupisz segnerà un gol pesantissimo, di testa, alla Cremonese, mentre Dziczek alternerà campo e panchina. A gennaio la colonia polacca si allarga. In granata torna Pawel Jaroszjsnki, il soldato perfetto per scavare una trincea sulla corsia sinistra e lanciare un messaggio chiaro agli avversari: di qui non si passa!

20 febbraio 2021. Ad Ascoli Gennaro Tutino andava di fretta. Due gol nel primo tempo e partita in ghiaccio. Al minuto 72, però, il soldato “Jaro” esce per un problema fisico e, nella girandola di cambi, si accende la luce verde anche per Dziczek. La sua partita dura poco.

Un mancamento, la lingua che va giù, capitan Di Tacchio e l’ascolano Parigini sono in un baleno nei pressi e portano i primi soccorsi. Tanta paura, ma dall’ospedale arriveranno buone notizie. Patryck festeggia il suo compleanno a casa, prima di tornare a Salerno. Lo aspettano gli altri due alfieri della colonia polacca per festeggiare una storica promozione: sono tre anche le volte della Salernitana in serie A.

La bandiera della Polonia garrisce orgogliosa sulla testa dei tre amici venuti dall’Est. Kupisz ha corso e segnato, presidiando le zolle di campo assegnategli da Castori. Jaroszjnski ha il cuore tenero di un papà che stravede per la sua bimba, ed a Salerno era tornato da Pescara per completare una missione.Il destino ha voluto che il terzino che a Cittadella sbranò un pallone piantasse la bandiera polacca proprio in terra abruzzese.

Dziczek ha sorriso per le vittorie dei suoi compagni ed ha festeggiato con loro. La serie A è anche sua, anzi sua è la vittoria più importante. Ora lo aspettano tutti di nuovo in campo. Il lieto fine, però, è stato scritto a prescindere.

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