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Salernitana, Bersagliera vincente – Serie C 1942/1943

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La seconda promozione della storia della Salernitana ha qualcosa in comune con il recentissimo ultimo trionfo della Bersagliera, ossia è avvenuta in un periodo storico eccezionale. Quella della Castori band sarà sempre ricordata come la promozione che è accaduta con gli stadi giocoforza vuoti a causa della pandemia di Covid-19, mentre il successo nel campionato di Serie C 1942/1943 resterà per sempre quella occorsa durante la Seconda Guerra Mondiale.

Già, l’Italia era in guerra da 2 anni ma il regime fascista impose la prosecuzione di tutte le attività della vita quotidiana, calcio compreso. Ma viaggiare per il Bel Paese era assolutamente rischioso (eufemismo) e quindi la terza divisione nazionale, la Serie C, venne spalmata su 12 gironi per ridurre le trasferte.

La Salernitana venne inserita nel raggruppamento L e, proprio per sottolineare il periodo autarchico, a guidarla non vi era un allenatore vero e proprio, ma un calciatore esperto che aveva scelto Salerno come ultima tappa di una dignitosa carriera che lo aveva visto vestire anche le maglie di Lazio e Juventus: Giuseppe Viani, detto Gipo.

Al centrocampista trevigiano, tecnico de facto, il presidente Matteo Scaramella per quel torneo di guerra di Serie C 1942/1943, che seguiva la mancata promozione in B poiché la partecipazione al Girone Finale saltò per la condanna dopo un presunto illecito nel derby con la Cavese, costruì una rosa che presentava pochi volti nuovi, soprattutto in attacco. Giunsero in biancoceleste il giovane Vincenzo Voccia dal Napoli, Coccia dalla Pro Patria, Pizzala dal Fanfulla e Cason, dal Baratta Battipaglia, scambiato con Margiotta che approdò in bianconero per svolgere il servizio militare.

Guidata da Viani, la Salernitana dominò quel girone concludendo al primo posto con 34 punti in 22 partite, frutto di 16 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte, lasciando il Baratta Battipaglia indietro di ben 6 punti. Ora, però, per la promozione occorreva classificarsi tra le prime 2 di uno dei due gironi finali previsti, precisamente quello A. Avversari dei biancocelesti furono la Biellese, la Borzacchini Terni, il Varese, il Forlì e il Catania.

Gli etnei però durarono solo una partita (1-1 a Terni) perché l’invasione della Sicilia da parte dell’esercito statunitense impedì loro di proseguire nella contesa. La Salernitana partì bene imponendosi sulla Biellese per 2-0 con reti di Cagna e Onorato, poi cadde a Varese 1-0 (gol di Panagini per i lombardi). Immediato riscatto a Forlì, con un netto successo per 3-0 con gol di Pizzala e doppietta di Coccia e 0-0 con la Borzacchini Terni.

Girone di ritorno. La Salernitana lo inaugurò male perdendo 3-2 a Biella ma si rifece immediatamente battendo il Varese per 1-0 con un rigore di Cagna. 0-0 in casa col Forlì alla terza e si decise tutto il 6 giugno 1943 a Terni contro la Borzacchini.

La classifica, prima dell’ultima decisiva giornata recitava: Varese 11 punti già in Serie B, Borzacchini seconda a 10, Salernitana terza a 9. Ergo, i biancocelesti di Viani avevano solo un risultato per la promozione: la vittoria.

Fu una partita al cardiopalma. La Borzacchini Terni passò due volte in vantaggio, prima con Cammaronese e poi con Dentuti, ma la Salernitana reagì due volte con un Elio Onorato in giornata di grazia. Al 75′, Sergio Rampini, mezzala tascabile piacentina, decise di entrare nella leggenda della Bersagliera, realizzando il gol del definitivo 2-3. Lo stadio di Viale Brin (nella foto di repertorio, 1938) di Terni si colorò di biancoceleste e la Salernitana tornò in Serie B dopo 5 anni di assenza. Una cadetteria che però venne celebrata solo quattro anni dopo, alla fine del secondo conflitto mondiale.

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